Report 02Welfare e famiglie

Il supporto allo studio che le famiglie non riescono a comprare

Bisogno, barriere e domanda di welfare aziendale nelle parole di 1.776 studenti italiani

Hanno risposto
1.776
Domande
7
Periodo
settembre 2026

In sintesi

Sei studenti su dieci hanno avuto bisogno di un supporto extra per la scuola. Fra chi ne ha avuto bisogno, il 44,1% ha rinunciato a chiederlo per non pesare sulla famiglia: una spesa che non compare in nessun bilancio, perché non viene mai fatta.

61,2%

ha avuto bisogno di aiuto a scuola

46,6%

non l’ha ottenuto, o con difficoltà

70,3%

utile se lo offre il datore di lavoro

Sezione 1

Come è stata condotta l’indagine

L’indagine ha raccolto 1.776 questionari completi nel mese di settembre 2026. Il questionario era composto da sette domande a risposta chiusa sul rapporto fra difficoltà scolastiche, supporto extra e capacità economica della famiglia.

Una precisazione che vale per tutto il documento. Le domande misurano percezioni dichiarate, non comportamenti osservati. Quando uno studente dice di aver rinunciato a chiedere ripetizioni per non pesare sulla famiglia, il dato registra la sua rinuncia dichiarata, che è comunque il segnale rilevante per chi progetta un piano di welfare.

Nota metodologica

Chi ha risposto
Studenti delle scuole secondarie e dei primi anni di università, raggiunti attraverso canali digitali dedicati all’orientamento e alla preparazione scolastica.
Come leggere i numeri
Il campione è autoselezionato, cioè composto da chi ha scelto di rispondere. Fotografa quindi con precisione una popolazione di studenti attenti al proprio percorso di studi, e non l’intera popolazione scolastica italiana.
Basi di calcolo
Ogni percentuale in queste pagine dichiara la base a cui si riferisce. Dove una domanda era riservata a un sottoinsieme di rispondenti, la base è quel sottoinsieme e non il totale.

Sezione 2

Il bisogno di supporto riguarda sei studenti su dieci

La prima domanda misura l’ampiezza del fenomeno. Il 61,2% degli studenti dichiara di aver sentito il bisogno di un supporto extra per la scuola in almeno una materia. Non si parla di eccellenza o di potenziamento, ma di una difficoltà percepita come tale da chi la vive.

61,2%

ha avuto bisogno di un supporto scolastico extra in almeno una materia

46,6%

non ha ottenuto quel supporto, oppure lo ha ottenuto con difficoltà

34,9%

ha rinunciato a chiedere ripetizioni per non pesare sulla famiglia

74,0%

ritiene che il costo incida sulla possibilità di ricevere un supporto adeguato

Chi cerca supporto lo trova?

53,4%
21,7%
24,9%
Sì, subito53,4%
Sì, ma con difficoltà21,7%
No24,9%
Base 1.776 rispondenti. La domanda chiede se, al momento del bisogno, lo studente è riuscito a ottenere il supporto scolastico extra di cui aveva bisogno.

Il dato da tenere è la somma delle due voci a destra. Per il 46,6% degli studenti il supporto non è arrivato, o è arrivato dopo un percorso a ostacoli. Quasi la metà di un campione di studenti motivati incontra un attrito fra il momento in cui riconosce di avere un problema e il momento in cui riceve aiuto.

Sezione 3

Dove si blocca la richiesta di aiuto

A chi ha dichiarato di non aver ottenuto il supporto, o di averlo ottenuto con difficoltà, è stato chiesto quale sia stato l’ostacolo principale, con la possibilità di indicarne fino a due.

Qual è stato l’ostacolo principale?

Non sapevo a chi rivolgermi35,3%
La paura di dire che ero in difficoltà30,1%
Il costo era troppo elevato28,7%
Difficoltà a trovare un insegnante16,3%
Orari incompatibili con i miei impegni14,1%
La distanza era un problema5,4%
Base 827 studenti che non hanno ottenuto il supporto o lo hanno ottenuto con difficoltà, pari al 46,6% del campione. Erano ammesse fino a due risposte, quindi la somma supera il 100%.

Le tre barriere principali hanno un tratto in comune, e non è la disponibilità di insegnanti sul mercato. Non sapere a chi rivolgersi, la paura di dichiarare la propria difficoltà e il costo pesano insieme molto più della difficoltà di trovare un insegnante, indicata dal 16,3%, degli orari, indicati dal 14,1%, e della distanza, che si ferma al 5,4%. L’offerta esiste. Quello che manca è un canale che sia allo stesso tempo accessibile, riservato e già pagato.

Sezione 4

La rinuncia silenziosa

La domanda successiva è la più scomoda del questionario, e la risposta è il dato centrale di questa indagine. Agli studenti è stato chiesto se sia mai capitato loro di rinunciare a chiedere ripetizioni per non pesare economicamente sulla propria famiglia.

34,9%
44,2%
20,9%
Sì, ho rinunciato34,9%
No, non mi è mai capitato44,2%
Non ne ho mai avuto bisogno20,9%
Base 1.776 rispondenti. La terza voce raccoglie chi dichiara di non aver mai avuto bisogno di un aiuto extra, e quindi non si è mai trovato davanti alla scelta.

Il 34,9% del campione ha rinunciato. Ma la percentuale che conta è un’altra. Se si escludono i 371 studenti che non hanno mai avuto bisogno di supporto, e che quindi non hanno mai dovuto decidere, la rinuncia riguarda 620 studenti su 1.405, cioè il 44,1%. Quando la scelta si presenta davvero, si risolve in una rinuncia in poco meno di un caso su due.

Quanto pesa il costo, secondo gli studenti

Quanto incide il costo sulla possibilità di ricevere un supporto adeguato?

Abbastanza45,4%
Molto28,6%
Non saprei12,4%
Poco10,5%
Per niente3,0%
Base 1.776 rispondenti. La domanda chiede quanto il costo delle ripetizioni incida sulla possibilità di ricevere un supporto scolastico adeguato.

Il 74,0% indica il costo come un fattore che incide, molto o abbastanza. Escludendo chi non ha espresso un giudizio la quota sale all’84,5%. Solo il 13,5% ritiene che il costo conti poco o nulla.

Sezione 5

La reazione all’ipotesi del welfare aziendale

L’ultima domanda mette alla prova un’ipotesi concreta: quanto sarebbe utile per la famiglia se il datore di lavoro di un genitore offrisse ripetizioni gratuite.

Quanto sarebbe utile se il datore di lavoro di un genitore offrisse ripetizioni gratuite?

Molto utile42,2%
Abbastanza utile28,1%
Non saprei16,8%
Poco utile9,2%
Base 1.776 rispondenti.
70,3%

giudica utile un servizio di ripetizioni offerto dal datore di lavoro, sul campione totale

84,4%

la stessa quota, calcolata su chi ha espresso un giudizio ed escludendo i «non saprei»

42,2%

lo giudica non solo utile, ma «molto utile»

Il consenso cresce con l’intensità del bisogno

Il dato più solido dell’indagine non è la percentuale complessiva, ma il suo andamento. Incrociando questa risposta con le precedenti, il giudizio positivo aumenta in modo regolare al crescere dell’esperienza diretta del problema.

Sottoinsieme del campioneBaseGiudica utile il servizioLo giudica «molto utile»
Non ha mai avuto bisogno di supporto extra68978,1%30,5%
Ha avuto bisogno di supporto extra1.08787,9%49,6%
Ha rinunciato per non pesare sulla famiglia62091,3%60,6%

Le quote della terza colonna sono calcolate escludendo i «non saprei», quelle della quarta sul totale di ciascun sottoinsieme.

Fra chi ha vissuto la rinuncia economica, il giudizio positivo arriva al 91,3% e quello massimo al 60,6%, il doppio rispetto a chi non ha mai avuto bisogno di aiuto. La relazione fra bisogno vissuto e valore percepito è ordinata e nella direzione attesa: è il segno che la risposta non misura una simpatia generica verso un beneficio gratuito, ma il riconoscimento di una soluzione a un problema concreto.

Sezione 6

I quattro fatti da ricordare

  1. 01

    Il bisogno è maggioritario.

    Il 61,2% degli studenti ha avuto bisogno di supporto scolastico extra, e per il 46,6% quel supporto non è arrivato o è arrivato con difficoltà.

  2. 02

    L’ostacolo non è l’offerta.

    Trovare un insegnante pesa per il 16,3% e la distanza per il 5,4%, mentre non sapere a chi rivolgersi, la paura di dichiarare la difficoltà e il costo pesano rispettivamente per il 35,3%, il 30,1% e il 28,7%.

  3. 03

    La rinuncia economica è la norma, non l’eccezione.

    Fra chi ha avuto bisogno di aiuto, il 44,1% ha rinunciato a chiederlo per non pesare sulla famiglia, e il 74,0% del campione totale riconosce nel costo un fattore che limita l’accesso.

  4. 04

    La soluzione via datore di lavoro raccoglie un consenso ampio e coerente.

    Il 70,3% del campione la giudica utile, quota che sale all’84,4% fra chi esprime un giudizio e al 91,3% fra chi ha vissuto la rinuncia economica.

Come citare

Futura S.p.A., «Il supporto allo studio che le famiglie non riescono a comprare», indagine su 1.776 studenti, settembre 2026.

Report completo in PDF

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