Skip to main content
Aggiornato al 30 settembre 2026

Per diventare medico in Italia servono una laurea in Medicina e Chirurgia di sei anni, che dal 2020 è abilitante, e l’iscrizione all’Albo dei medici. Poi le strade sono due: una scuola di specializzazione, a cui si accede con il concorso nazionale, oppure il corso di formazione in medicina generale per diventare medico di base. Qui trovi ogni tappa con i tempi, cosa si può fare da neolaureati, dove lavora un medico e con quali orari.

6 anni, 360 CFULa laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia
Laurea abilitanteDal 2020 niente esame di Stato: si abilita con la laurea e il tirocinio
9-11 anniIl percorso completo, con la specializzazione o la medicina generale
📑 Indice della guida

Il percorso in sintesi

TappaDurataCosa serve
Accesso a MedicinaIl primo semestreSuperare gli esami del semestre filtro nelle statali, oppure il test di una privata o l’IMAT
Laurea in Medicina e Chirurgia6 anni, 360 CFUEsami, tirocini e tesi; la laurea è abilitante
Iscrizione all’AlboDopo la laureaDomanda all’Ordine dei medici della provincia
Specializzazione4 o 5 anniConcorso nazionale SSM e contratto di formazione
Oppure medicina generale3 anniConcorso regionale per il corso di formazione specifica

Chi si iscrive a 19 anni e non perde tempo tra una tappa e l’altra si laurea verso i 25 anni e finisce la specializzazione intorno ai 29-30. Nella pratica tra laurea e concorso passano spesso alcuni mesi, perché il concorso SSM si svolge una volta l’anno, a luglio.

Che scuola superiore fare per diventare medico

Qualsiasi diploma di scuola superiore permette di iscriversi al semestre filtro, quindi non c’è un liceo obbligatorio. Conta arrivare preparati alle tre materie del semestre, Biologia, Chimica e Fisica: il liceo scientifico e i licei o istituti con molte ore di scienze aiutano, ma chi viene da un altro indirizzo può recuperare con un piano di studio mirato, come spiega la guida su come prepararsi al semestre filtro.

Come si entra a Medicina

  • Università statali in italiano: dal 2025/26 si entra con il semestre filtro. Ci si iscrive in estate, si frequentano da settembre Biologia, Chimica e Fisica e si sostengono tre esami nazionali a dicembre e gennaio; con i voti si entra in una graduatoria unica. Nel 2026/2027 i posti sono 18.889.
  • Università private: ogni ateneo ha il suo test, tra febbraio e aprile, e una retta più alta. Date e bandi sono nella guida ai test delle private.
  • Corsi in inglese delle statali: si entra con l’IMAT, un test di 60 domande con una graduatoria separata.

Se ti chiedi dove sia più facile entrare, la risposta sta nelle posizioni della graduatoria sede per sede: le trovi nella guida in quale università è più facile entrare a Medicina.

La laurea in Medicina e Chirurgia è abilitante

Il corso dura sei anni e vale 360 crediti. I primi anni sono dedicati alle scienze di base, come anatomia, fisiologia e biochimica, poi arrivano patologia, clinica e i tirocini nei reparti.

Dal 17 marzo 2020 la laurea abilita alla professione di medico chirurgo (decreto legge 18/2020, art. 102). Non c’è più un esame di Stato separato: la prova finale del corso vale come esame di Stato, a condizione di aver superato il tirocinio pratico-valutativo.

  • Quando si fa: durante il corso, non prima del quinto anno e dopo aver superato gli esami fondamentali dei primi quattro anni.
  • Quanto dura: tre mesi, anche non consecutivi. Un mese in area medica, un mese in area chirurgica e un mese nell’ambulatorio di un medico di medicina generale, da fare non prima del sesto anno.
  • Quanto vale: 15 CFU, con almeno 20 ore di attività pratica per ogni credito, quindi almeno 100 ore al mese.
  • Come si supera: serve il giudizio di idoneità in ciascuno dei tre mesi, dato dal docente o dal dirigente medico della struttura e, per il mese di medicina generale, dal medico di famiglia che fa da tutor.

Dopo la laurea: Ordine dei medici ed ENPAM

Per esercitare, in qualunque forma, bisogna essere iscritti all’Albo dei medici chirurghi. La domanda si presenta all’Ordine dei medici della provincia in cui si risiede, si ha il domicilio o si lavora, con la laurea abilitante. L’Ordine chiede un contributo annuale e chi non lo paga può essere cancellato dall’Albo.

Con l’iscrizione all’Albo diventa obbligatoria anche quella all’ENPAM, l’ente di previdenza dei medici e degli odontoiatri. Dal mese dopo l’iscrizione e fino ai 68 anni si paga la Quota A, un contributo fisso che cresce con l’età: nel 2026 è di 304,73 euro l’anno fino a 30 anni e arriva a 2.049,83 euro dai 40 anni, più 84,26 euro per la maternità. Gli studenti possono iscriversi all’ENPAM già dal quinto anno, con una quota di 152,37 euro.

Il primo passo è il semestre filtro

Con Futura prepari Biologia, Chimica e Fisica sui syllabus 2026, con esercizi, simulazioni nel formato ufficiale e un tutor dedicato che segue i tuoi progressi.

Scopri il corso di preparazione

Diventare specialista: il concorso SSM

Per lavorare come medico specialista, per esempio in ospedale, serve il diploma di una scuola di specializzazione. Si entra con il concorso nazionale SSM, che si svolge una volta l’anno: nel 2026 la prova è stata il 21 luglio e le assegnazioni il 24 settembre.

  • La prova: 140 domande a risposta multipla in 210 minuti, al computer, con +1 per ogni risposta esatta e -0,25 per ogni errore.
  • Il punteggio: fino a 147 punti, 140 dalla prova e fino a 7 dal curriculum, cioè voto di laurea, media, tesi sperimentale e dottorato.
  • I posti: 15.221 contratti statali nel 2026, più 282 riservati.
  • La durata: 4 o 5 anni secondo la scuola. Durano cinque anni, tra le altre, Medicina interna, Pediatria, Anestesia e rianimazione, Medicina d’emergenza-urgenza, Oncologia medica, Chirurgia generale, Ortopedia e Urologia; quattro anni Cardiologia, Neurologia, Psichiatria, Dermatologia, Radiodiagnostica, Oftalmologia e Otorinolaringoiatria. Tra le scuole aperte ai medici solo Statistica sanitaria e biometria dura tre anni.
  • Il contratto: chi entra firma un contratto di formazione specialistica a tempo pieno, da 25.000 euro lordi l’anno nei primi due anni e 26.000 dal terzo. La parte fissa, uguale per tutti, è di 22.700 euro; il resto è la parte variabile. Da novembre 2026 la legge di bilancio 2025 alza la parte fissa del 5% in tutte le scuole, cioè a 23.835 euro, e la parte variabile del 50% in 20 scuole, tra cui Medicina d’emergenza-urgenza, Anestesia e Medicina interna.

L’elenco delle specializzazioni e cosa fa ciascuno specialista sono nella pagina sulle specializzazioni di Medicina; quanto si guadagna durante la scuola è spiegato nella guida allo stipendio dello specializzando.

Diventare medico di base

Per diventare medico di famiglia, cioè medico di medicina generale, serve il diploma del corso di formazione specifica in medicina generale. Il corso lo organizzano le Regioni, fuori dalle scuole di specializzazione universitarie: dura tre anni a tempo pieno e comprende almeno 4.800 ore, due terzi delle quali di attività pratica.

  • Il concorso: ogni Regione pubblica il suo bando, ma la prova scritta, 100 domande a risposta multipla di medicina clinica, è la stessa in tutta Italia, nello stesso giorno e alla stessa ora. Per il triennio 2026/2029 la prova è il 21 ottobre 2026 e i posti sono circa 2.650.
  • La borsa: durante il corso si riceve una borsa di studio di circa 11.600 euro lordi l’anno, secondo i bandi 2026/2029. La Provincia di Trento la porta fino a 25.000 euro per chi si impegna a lavorare sul suo territorio.
  • Dopo il diploma: si entra nella graduatoria regionale, da cui le aziende sanitarie assegnano gli incarichi. Il medico di famiglia lavora in convenzione con il Servizio sanitario nazionale, secondo l’accordo collettivo nazionale, e non è un dipendente dell’azienda sanitaria.
  • Gli assistiti: al massimo 1.500, che gli accordi regionali possono portare a 1.800 per chi lavora in zone disagiate o nelle forme organizzative previste dall’accordo, insieme a infermieri e altri professionisti.

Cosa si può fare da neolaureati

Con la laurea abilitante e l’iscrizione all’Albo si può già lavorare come medico. Per essere assunti come dirigente medico negli ospedali pubblici serve invece la specializzazione nella disciplina del concorso o in una equipollente. Nell’attesa si può lavorare in questi ambiti.

  • Sostituzioni del medico di famiglia: il titolare sceglie il sostituto; se non lo trova, l’azienda sanitaria si rivolge ai colleghi e poi a una graduatoria aziendale in cui ci sono anche i neolaureati.
  • Guardia medica: l’accordo nazionale oggi la chiama attività oraria del ruolo unico di assistenza primaria. Chi non ha il diploma di medicina generale può avere incarichi provvisori, o a tempo determinato fino a 12 mesi, dalle graduatorie aziendali, dopo chi ha il diploma e chi frequenta il corso.
  • Emergenza territoriale 118: serve l’attestato di idoneità, che si ottiene con un corso regionale di almeno quattro mesi e 300 ore.
  • Altri incarichi: l’assistenza sanitaria ai turisti nelle località indicate dalle Regioni, gli incarichi provvisori negli istituti penitenziari e la libera professione.
  • Incarichi nel Servizio sanitario nazionale: fino al 31 dicembre 2026 le aziende possono dare incarichi di lavoro autonomo anche a medici abilitati senza specializzazione, con una norma nata durante il Covid e prorogata più volte.

Durante la specializzazione

Dal secondo anno di scuola si può partecipare ai concorsi da dirigente medico. Gli specializzandi finiscono in una graduatoria separata e l’assunzione a tempo indeterminato arriva dopo il diploma, quando la graduatoria degli specialisti è esaurita. Fino al 31 dicembre 2027 le aziende possono anche assumerli a tempo determinato e part-time durante la scuola. Fino a fine 2026, inoltre, uno specializzando può avere incarichi libero-professionali fuori dall’orario della scuola, per un massimo di 8 ore settimanali: nelle strutture pubbliche sono pagati 40 euro lordi l’ora.

Dove lavora un medico e con quali orari

Servizio sanitario pubblico. Ospedali, ambulatori e servizi delle aziende sanitarie, pronto soccorso ed emergenza 118. In ospedale i medici sono assunti come dirigenti medici con un concorso pubblico, dopo la specializzazione. Sul territorio lavorano i medici di famiglia, i pediatri di libera scelta e i medici della guardia medica.
Privato e altri ambiti. Cliniche e studi privati, anche in libera professione; medicina del lavoro nelle aziende; accertamenti per enti come INPS e INAIL; ricerca e università; industria farmaceutica; sanità militare, con il percorso da medico militare.

Per i medici dipendenti del Servizio sanitario nazionale l’orario lo fissa il contratto collettivo dell’area sanità: 38 ore settimanali, di cui 4 per formazione, aggiornamento e ricerca. Valgono anche i limiti del decreto legislativo 66/2003, che dal 25 novembre 2015 si applicano pure ai medici del Servizio sanitario nazionale: almeno 11 ore di riposo ogni 24 e una media di 48 ore settimanali, straordinari compresi, che il contratto calcola su sei mesi. Il contratto fissa inoltre a 12 ore il massimo di lavoro continuativo.

Le guardie notturne fanno parte dell’orario, in turni che di norma durano 12 ore, e non possono essere più di cinque al mese come media su quattro mesi. Ogni turno di notte o festivo dà un’indennità di 100 euro, 120 in pronto soccorso. La reperibilità, che il contratto chiama pronta disponibilità, si fa solo di notte e nei festivi, in turni di 12 ore, per un massimo di dieci turni al mese in media.

Per gli stipendi, con le differenze tra ospedale, medicina generale e privato, vedi la guida a quanto guadagna un medico.

Domande frequenti su come si diventa medico

Quanti anni dura Medicina?
Il corso di laurea in Medicina e Chirurgia dura sei anni e vale 360 crediti. Per lavorare da specialista servono poi quattro o cinque anni di scuola di specializzazione, oppure tre anni di corso di medicina generale per fare il medico di famiglia: in tutto da 9 a 11 anni.
A che età si diventa medico?
Chi si iscrive a 19 anni e rispetta i tempi si laurea verso i 25 anni: con l’iscrizione all’Albo è già medico. Lo specialista finisce la scuola intorno ai 29-30 anni, il medico di famiglia il corso di medicina generale verso i 28-29, più i mesi di attesa tra la laurea e il concorso.
C’è ancora l’esame di Stato per diventare medico?
No. Dal 17 marzo 2020 la laurea in Medicina e Chirurgia è abilitante: la prova finale vale come esame di Stato, a condizione di aver superato durante il corso il tirocinio pratico-valutativo di tre mesi, in area medica, in area chirurgica e dal medico di famiglia.
Che liceo bisogna fare per diventare medico?
Nessuno in particolare: per iscriversi al semestre filtro basta un diploma di scuola superiore, a qualsiasi età. Conta arrivare preparati in Biologia, Chimica e Fisica, le tre materie degli esami, che si studiano di più al liceo scientifico e negli indirizzi con molte ore di scienze.
Quanto dura la specializzazione in Medicina?
Quattro o cinque anni, secondo la scuola. Durano cinque anni, per esempio, Medicina interna, Pediatria, Anestesia, Medicina d’emergenza-urgenza, Oncologia medica e Chirurgia generale; quattro Cardiologia, Neurologia, Psichiatria, Dermatologia, Radiodiagnostica e Oftalmologia. Tra le scuole aperte ai medici solo Statistica sanitaria e biometria dura tre anni.
Come si diventa medico di base?
Dopo la laurea e l’iscrizione all’Albo si partecipa al concorso per il corso di formazione specifica in medicina generale: bandi regionali e una prova scritta di 100 domande, uguale in tutta Italia. Il corso dura tre anni a tempo pieno, con una borsa di circa 11.600 euro lordi l’anno; con il diploma si entra nella graduatoria regionale per gli incarichi.
Si può diventare medico di base senza specializzazione?
Sì, perché per fare il medico di famiglia non serve una scuola di specializzazione ma il diploma del corso triennale di medicina generale. Senza diploma si possono fare sostituzioni e incarichi provvisori o a tempo determinato, con la precedenza a chi il diploma ce l’ha o frequenta il corso.
Cosa può fare un medico neolaureato?
Con la laurea abilitante e l’iscrizione all’Albo può fare sostituzioni dei medici di famiglia, incarichi provvisori o a tempo determinato di guardia medica, assistenza ai turisti e libera professione; dopo il corso regionale di idoneità può lavorare nel 118. Per essere assunto in ospedale come dirigente medico serve la specializzazione.
Quanto guadagna uno specializzando?
Il contratto di formazione specialistica vale 25.000 euro lordi l’anno nei primi due anni e 26.000 dal terzo. Da novembre 2026 la legge di bilancio 2025 alza la parte fissa del 5% in tutte le scuole e la parte variabile del 50% in 20 scuole, tra cui Medicina d’emergenza-urgenza, Anestesia e Medicina interna.
Come si diventa dirigente medico?
Serve la specializzazione nella disciplina del concorso, o in una equipollente, e bisogna vincere un concorso pubblico di un’azienda sanitaria. Dal secondo anno di scuola si può già partecipare: gli specializzandi finiscono in una graduatoria separata e l’assunzione a tempo indeterminato arriva dopo il diploma.

In sintesi

  • Si entra a Medicina con il semestre filtro nelle statali, oppure con i test delle private o l’IMAT
  • La laurea dura sei anni ed è abilitante: poi ci si iscrive all’Albo dei medici
  • Per fare lo specialista serve il concorso SSM e una scuola di quattro o cinque anni
  • Per fare il medico di base serve il corso regionale di medicina generale, di tre anni
  • Da neolaureati si può già lavorare, per esempio con le sostituzioni dei medici di famiglia o nella guardia medica