Vuoi entrare a Infermieristica, Fisioterapia, Ostetricia, Logopedia o in uno degli altri corsi dell’area sanitaria? Tutto passa dal test di Professioni Sanitarie 2027, la prova unica nazionale per l’anno accademico 2027/2028. La data la fissa il Ministero con il decreto di luglio, ma il calendario è lo stesso da anni: metà settembre, ore 11:00. In questa guida trovi un metodo concreto su come prepararsi al test di Professioni Sanitarie: cosa aspettarti dai decreti, struttura della prova, programma ministeriale, quanto tempo serve e come distribuirlo mese per mese, piano di studio, cosa fare negli ultimi giorni, gestione del tempo e del punteggio, cosa portare il giorno della prova, graduatoria e alternative se non entri subito.
Il test si svolge in data unica nazionale, in presenza nelle sedi indicate dagli atenei. A differenza di Medicina, che dall’anno accademico 2025/2026 ha adottato il semestre filtro, le Professioni Sanitarie mantengono il classico test a risposta multipla, e nulla lascia pensare che il 2027 cambi le regole.
📑 Indice della guida
- 1Test 2027: date attese e calendario dei decreti
- 2Com’è fatto il test: struttura e durata
- 3Posti disponibili e competitività
- 4Programma ministeriale: materie e argomenti
- 5Punteggio, idoneità e soglia di ammissione
- 6Quando iniziare e quanto tempo serve: la roadmap 2027
- 7Il piano di studio in 5 step
- 8Con cosa studiare: manuali, quiz e prove ufficiali
- 9Piano d’emergenza: gli ultimi 7 giorni
- 10Gestione del tempo e strategia di punteggio
- 11Perché le simulazioni sono decisive
- 12Il giorno del test: cosa portare
- 13Gli errori più comuni da evitare
- 14Graduatoria, preferenze e scorrimenti
- 15Se non entri subito: le alternative
- 16Checklist di preparazione
- 17Domande frequenti
Test 2027: date attese e calendario dei decreti
Per il test di Professioni Sanitarie 2027 non esiste ancora una data ufficiale, e non ci sarà prima dell’estate. Il MUR segue ogni anno la stessa sequenza: un decreto di luglio fissa il calendario, i decreti di inizio agosto definiscono modalità, programma e posti, poi ogni ateneo pubblica il proprio bando. Nel 2026 è andata esattamente così: DM n. 931 del 3 luglio per la data, DM n. 1003 del 6 agosto per modalità e programma, DM n. 1014 del 7 agosto per i posti.
La regolarità del calendario è il dato più utile per chi si prepara: ecco quando si è svolta la prova negli ultimi quattro anni.
| Anno accademico | Prova in lingua italiana | Prova in lingua inglese |
|---|---|---|
| 2023/2024 | giovedì 14 settembre 2023 | nei giorni successivi |
| 2024/2025 | giovedì 5 settembre 2024, ore 11:00 | 9 settembre 2024 |
| 2025/2026 | lunedì 8 settembre 2025, ore 11:00 | 10 settembre 2025 |
| 2026/2027 | mercoledì 16 settembre 2026, ore 11:00 | 17 settembre 2026 |
| 2027/2028 | metà settembre 2027, data attesa | uno o due giorni dopo |
Cosa aspettarsi nel 2027, mese per mese
| Quando | Cosa succede |
|---|---|
| Luglio 2027 | Decreto MUR con la data della prova; gli atenei iniziano a pubblicare i bandi con posti, sedi e scadenze |
| Inizio agosto 2027 | Decreti su modalità di svolgimento, programma d’esame (Allegato A) e posti disponibili per il 2027/28 |
| Luglio, fine agosto e primi di settembre 2027 | Iscrizioni sui portali dei singoli atenei, con scadenze diverse da sede a sede e contributo di partecipazione tra i 25 e i 100 euro circa |
| Metà settembre 2027 | Prova in lingua italiana per le lauree triennali; la prova in inglese uno o due giorni dopo |
| Inizio ottobre 2027 | Prova per le lauree magistrali delle Professioni Sanitarie (nel 2026: 5 ottobre in italiano, 7 ottobre in inglese) |
| Da fine settembre 2027 | Graduatorie per ateneo, immatricolazioni e scorrimenti fino a novembre |
Il test 2026 si è svolto il 16 settembre: se lo hai sostenuto e vuoi controllare le risposte, trovi le soluzioni ufficiali del test 2026. Per bandi, iscrizioni e scadenze ateneo per ateneo consulta la guida al Test di Professioni Sanitarie. Attenzione a non confondere il test per le lauree triennali (Infermieristica, Fisioterapia, Ostetricia e simili) con la selezione per le lauree magistrali: sono due procedure diverse, con date, decreti e posti separati.
Com’è fatto il test di Professioni Sanitarie: struttura e durata
Prima di capire come prepararsi, devi sapere esattamente a cosa ti stai preparando. Il test di Professioni Sanitarie è una prova scritta composta da 60 domande a risposta multipla, ognuna con 5 opzioni di cui una sola corretta, da completare in 100 minuti. Significa poco più di un minuto e mezzo a domanda: la gestione del tempo è parte della prova tanto quanto lo studio delle materie.
La struttura in vigore, fissata dal DM n. 1003 del 6 agosto 2026 e identica a quella dell’anno precedente, suddivide le 60 domande così:
| Sezione | N. domande | Peso |
|---|---|---|
| Competenze di lettura e conoscenze acquisite negli studi | 4 | 6,7% |
| Ragionamento logico e problemi | 5 | 8,3% |
| Biologia | 23 | 38,3% |
| Chimica | 15 | 25,0% |
| Fisica e Matematica | 13 | 21,7% |
| Totale | 60 | 100% |
Il dato più importante da memorizzare è questo: biologia e chimica insieme valgono 38 domande su 60, ovvero oltre il 60% della prova. È lì che si decide la maggior parte del tuo punteggio, ed è lì che dovrai concentrare la maggior parte dello studio. Il decreto 2027 potrebbe ritoccare questa ripartizione, ma negli ultimi anni non è successo: la confermeremo qui ad agosto.
Quanti posti ci sono e quanto è davvero competitivo
I posti per il 2027/28 arrivano con il decreto di agosto 2027. Il riferimento più recente è l’anno accademico 2026/27, con 39.624 posti per le lauree triennali, così divisi:
- 38.184 posti per candidati UE e non UE residenti in Italia
- 1.440 posti riservati ai candidati non UE residenti all’estero
Rispetto all’anno precedente l’aumento era stato di circa 1.300 posti (poco meno del 4%), e la tendenza degli ultimi anni è alla crescita. Il peso di Infermieristica è enorme: da sola vale 20.672 posti del contingente principale, più della metà del totale. Le lauree magistrali hanno un contingente separato di 4.572 posti.
La ripartizione posto per posto, ateneo per ateneo e corso per corso è negli allegati del decreto sui posti (per il 2026/27 il DM n. 1014 del 7 agosto 2026) e nei bandi dei singoli atenei. Prima di scegliere sede e preferenze, incrocia sempre i posti disponibili con i dati degli anni precedenti.
Programma ministeriale (syllabus): quali materie e argomenti studiare
Il programma ufficiale, o syllabus, è l’Allegato A del decreto ministeriale sulle modalità del test. Per il 2027 arriverà ad agosto, ma da tre anni è lo stesso: il riferimento è l’Allegato A del DM n. 1003/2026, ripreso dagli atenei nei bandi. Le materie sono simili a quelle dei test medico-sanitari, ma con un peso diverso. Ecco cosa studiare, in ordine di priorità.
🧬 Biologia (23 domande): la materia regina
È la sezione con più domande in assoluto. Gli argomenti chiave: la chimica dei viventi, la cellula (struttura, organuli, membrana), bioenergetica (fotosintesi, respirazione, fermentazione), genetica (DNA, RNA, sintesi proteica, leggi di Mendel), biotecnologie ed ereditarietà, riproduzione e sviluppo, anatomia e fisiologia umana (i principali apparati) ed ecologia ed evoluzione di base.
Biologia è anche il primo criterio di spareggio in caso di parità di punteggio. Doppio motivo per non lasciarla indietro.
⚗️ Chimica (15 domande): la seconda priorità
Argomenti centrali: costituzione della materia e struttura atomica, tavola periodica, legami chimici, stechiometria e bilanciamento delle reazioni, soluzioni e concentrazioni, acidi e basi (pH, idrolisi, soluzioni tampone), ossidoriduzioni e fondamenti di chimica organica (idrocarburi, gruppi funzionali, nomenclatura di base).
📐 Fisica e Matematica (13 domande)
Per la fisica: misure, cinematica e dinamica, meccanica dei fluidi, termologia e termodinamica, elettrostatica ed elettrodinamica. Per la matematica: insiemi numerici e algebra, equazioni e funzioni, geometria e geometria analitica, probabilità e statistica. Ricorda: non è ammessa la calcolatrice, quindi allenati a fare i calcoli a mano.
🧠 Logica (5 domande) e 📖 Competenze di lettura (4 domande)
Il ragionamento logico si allena solo con la pratica costante sui quiz: impara a riconoscere le tipologie ricorrenti e a completare un ragionamento in modo coerente con le premesse.
Sulle competenze di lettura c’è un equivoco diffuso. Non sono solo comprensione del testo: il programma chiede anche di collocare nello spazio e nel tempo fenomeni storico-culturali di rilievo, di conoscere le principali istituzioni nazionali e internazionali e di orientarsi su fenomeni giuridici, economici e di cittadinanza. Sono 4 domande, ma sono le uniche che quasi nessuno prepara: bastano poche ore di ripasso mirato per portarne a casa due o tre.
Punteggio, idoneità e soglia di ammissione
Capire il sistema di punteggio è fondamentale perché cambia la strategia con cui affronti la prova. Il calcolo, confermato di anno in anno, è il seguente:
- +1,5 punti per ogni risposta corretta
- −0,4 punti per ogni risposta errata
- 0 punti per ogni risposta non data
- Punteggio massimo: 90 punti (60 × 1,5)
La soglia di idoneità
Per entrare in graduatoria serve un punteggio superiore a zero. Chi ottiene zero o meno, e chi non risponde ad alcun quesito, resta fuori dalla graduatoria a prescindere da tutto il resto. È una soglia bassa, ma esiste.
Quanto serve per entrare davvero
Essere idonei non significa essere ammessi. Non esiste un punteggio minimo nazionale: il punteggio utile cambia ogni anno e ogni corso, perché dipende dai posti disponibili, dal numero di candidati e dalla difficoltà della prova. L’unico riferimento serio è il punteggio dell’ultimo ammesso dello stesso corso nello stesso ateneo, osservato al termine degli scorrimenti e non nella prima graduatoria: la differenza tra i due valori, dopo rinunce e subentri, può essere di diversi punti.
La penalità di −0,4 per ogni errore è il motivo per cui rispondere completamente a caso è una strategia perdente: ne parliamo in dettaglio nella sezione sulla gestione del tempo e del punteggio.
Quando iniziare e quanto tempo serve: la roadmap per il test 2027
La domanda che si fanno tutti è quanto tempo prima devo cominciare? Dipende da quando parti e da quali basi hai. Se leggi questa guida nell’autunno 2026 e punti al test di settembre 2027, hai davanti circa un anno: è lo scenario migliore, quello che quasi nessuno sfrutta. Trova il tuo caso nella tabella.
| Tempo a disposizione | Ore consigliate | Strategia | Errore da evitare |
|---|---|---|---|
| 12 mesi (da ottobre 2026) | 1-2 ore al giorno, 4-5 giorni a settimana | Copertura completa del programma, ciclo teoria-quiz-ripasso, simulazioni dalla primavera. Si concilia con scuola o lavoro. | Studiare senza mai misurarsi |
| 6 mesi (da marzo 2027) | 2-3 ore al giorno | Teoria ed esercizi in parallelo dal primo giorno, priorità a biologia e chimica, simulazioni cronometrate dal terzo mese. | Rimandare le simulazioni alla fine |
| 3 mesi (l’estate 2027) | 3-4 ore al giorno | Studio per priorità: prima le materie con più domande, quiz da subito, una simulazione completa a settimana da luglio. | Fare tutto con la stessa profondità |
| Poche settimane | Tutto il tempo che hai | Parti dai quiz, non dalla teoria: simulazione, analisi degli errori, ripasso mirato solo dove perdi punti. | Iniziare argomenti nuovi |
La roadmap mese per mese fino a settembre 2027
Se parti adesso, questa è una distribuzione realistica del lavoro. Adattala alle tue basi: chi arriva da un liceo scientifico può accorciare la prima fase.
| Periodo | Cosa fare |
|---|---|
| Ottobre-dicembre 2026 | Simulazione diagnostica per misurare il punto di partenza. Basi di biologia (chimica dei viventi, cellula, bioenergetica, genetica) e di chimica (struttura atomica, legami, stechiometria). Quiz subito dopo ogni argomento. |
| Gennaio-marzo 2027 | Completa biologia (riproduzione, anatomia e fisiologia, evoluzione) e chimica (soluzioni, acidi e basi, ossidoriduzioni, organica). Avvia fisica e matematica. Logica una volta a settimana e prime mini-prove a tempo. |
| Aprile-giugno 2027 | Chiudi fisica e matematica. Ripasso ciclico delle materie già fatte con mappe e quiz. Una simulazione completa ogni due settimane. Poche ore su competenze di lettura, istituzioni e cittadinanza. |
| Luglio-agosto 2027 | Escono decreti e bandi: iscriviti e ragiona sulle preferenze. Una simulazione completa a settimana, prove ufficiali degli anni precedenti, ripasso mirato solo sugli errori. |
| 1-15 settembre 2027 | Formule, schemi e mappe. Il piano degli ultimi 7 giorni che trovi più sotto. Niente argomenti nuovi. |
Sei in quarta superiore? Il tuo test è quello del 2028. Puoi partire con un percorso leggero sulla biologia e la chimica che stai già facendo a scuola e tenere la quinta per fisica, matematica e simulazioni: arrivi al test con due cicli di ripasso invece di uno.
Chi arriva da un liceo scientifico con basi solide in biologia e chimica può anche partire più tardi, ma attenzione: il vero vantaggio di una preparazione lunga non è “ripassare di più”, è avere il tempo di fare tante simulazioni cronometrate e di lavorare sulla gestione del tempo, che è ciò che separa chi conosce la teoria da chi supera davvero il test.
Il piano di studio in 5 step
Ecco un metodo strutturato per organizzare la preparazione, dallo zero fino al giorno del test.
Step 1: parti dal programma ufficiale
Scarica l’Allegato A del DM n. 1003/2026 e trasformalo in una checklist di argomenti per ogni materia: è la tua mappa di studio. Tutto ciò che studi deve stare dentro quel programma, e tutto ciò che non c’è puoi tranquillamente saltarlo. Anche il manuale va scelto con lo stesso criterio: i manuali Futura per il test di Professioni Sanitarie seguono le sezioni del programma ministeriale, con teoria ed esercizi per ogni materia.
Step 2: fai una simulazione diagnostica
Prima ancora di aprire i libri, fai una prova completa per misurare il tuo punto di partenza. Ti serve a capire quali materie sono già forti e quali no, così da distribuire lo studio dove serve davvero invece di ripassare ciò che già sai. Come prova diagnostica puoi usare direttamente il test ufficiale del 16 settembre 2026: domande e soluzioni del test 2026 sono pubbliche, e correggerlo con il punteggio reale ti dà subito una misura onesta.
Step 3: costruisci una routine quotidiana
Imposta sessioni regolari (da 1 a 3 ore al giorno a seconda del tempo che hai davanti, come nella tabella degli scenari), alternando:
- Teoria: studio dell’argomento con manuale e schede di sintesi, una materia alla volta
- Esercizi mirati: quiz sullo stesso argomento, subito dopo la teoria
- Ripasso attivo: riprendere gli argomenti vecchi con mappe e quiz, non rileggere passivamente
Step 4: dai priorità a biologia e chimica
Visto che valgono 38 domande su 60, devono ricevere la fetta più grande del tuo tempo. Una buona regola è dedicare circa il 60% delle ore a biologia e chimica, e il restante 40% a fisica/matematica, logica e competenze di lettura.
Step 5: entra in modalità simulazione
Nelle ultime 6-8 settimane lo studio teorico lascia spazio alle simulazioni complete cronometrate e ai test degli anni precedenti, che restano lo strumento più efficace per capire come funziona davvero la prova. È la fase in cui consolidi le conoscenze e affini la strategia d’esame.
Con cosa studiare: manuali, quiz e prove ufficiali
Il materiale conta meno del metodo, ma deve avere una caratteristica precisa: seguire il programma ministeriale. Ti servono quattro cose, non venti.
- Un manuale di teoria con esercizi per ogni materia. Un solo testo ben organizzato batte tre testi consultati a caso: i manuali di teoria ed esercizi per il test di Professioni Sanitarie coprono le cinque sezioni della prova.
- Quiz per argomento e simulazioni complete a tempo. I quiz servono a verificare ogni singolo argomento, le simulazioni a misurare il punteggio quando tutte le materie stanno insieme. Puoi iniziare dalla simulazione gratuita del test di Professioni Sanitarie.
- Le prove ufficiali degli anni precedenti. Sono il materiale più fedele che esista: stessa struttura, stesso stile di domande, stessi tranelli. Parti dal test 2026 con le soluzioni e poi risali agli anni prima.
- Un percorso guidato, se da solo fai fatica. Un corso con lezioni, simulazioni corrette e un tutor serve soprattutto a dare continuità e a non perdere tempo sugli argomenti sbagliati.
Piano d’emergenza: cosa fare negli ultimi 7 giorni
L’ultima settimana è la fase in cui si perdono più punti per scelte sbagliate che per lacune vere. La regola è una sola: niente argomenti nuovi. Da qui in avanti si consolida, non si costruisce. Ecco come impostarla.
| Quando | Cosa fare |
|---|---|
| 7-6 giorni prima | Simulazione completa cronometrata. Analisi errori per materia: individua le 3 aree in cui perdi più punti. |
| 5-4 giorni prima | Ripasso mirato solo su quelle 3 aree, con quiz subito dopo ogni argomento. Aggiungi 1-2 ore su competenze di lettura e istituzioni, che rendono in fretta. |
| 3 giorni prima | Seconda simulazione completa, stessa ora della prova. Confronta il punteggio con la prima e controlla se stai finendo in tempo. |
| 2 giorni prima | Solo formule, schemi e mappe: bilanciamento reazioni, pH, leggi di Mendel, cinematica, geometria analitica. Blocchi brevi di quiz, niente maratone. |
| Il giorno prima | Stop allo studio pesante. Prepara documenti e materiale, verifica sede e orario di convocazione, organizza il viaggio e vai a dormire presto. |
Gestione del tempo e strategia di punteggio
Conoscere la teoria non basta: molti candidati preparati perdono punti perché non gestiscono bene il tempo o rispondono nel modo sbagliato. Ecco le due strategie che fanno la differenza.
⏱️ Gestione del tempo
Hai 100 minuti per 60 domande, cioè circa 1 minuto e 40 secondi a domanda. Una strategia efficace:
- Primo giro: rispondi subito alle domande che sai con sicurezza, senza fermarti su quelle difficili
- Secondo giro: torna sulle domande lasciate in sospeso, ora con più calma
- Ultimo controllo: riserva 5-10 minuti finali per le risposte incerte e per ricontrollare i calcoli
🎯 La strategia del valore atteso
Con la penalità di −0,4 per errore, sapere quando rispondere vale punti reali. La logica matematica è semplice:
- Se rispondi a caso tra 5 opzioni, in media perdi punti: non conviene
- Se riesci a escludere almeno 2 opzioni su 5, il valore atteso diventa positivo: conviene rispondere
- Lascia in bianco solo quando sei completamente al buio e non riesci a escludere nulla
Perché le simulazioni sono decisive
Se c’è una sola cosa da non sottovalutare nella preparazione, sono le simulazioni. Studiare solo la teoria dà la sensazione di sapere, ma poi all’esame si sbaglia sul tempo e sui distrattori (le risposte sbagliate costruite per sembrare giuste). Le simulazioni allenano esattamente ciò che la teoria non insegna:
- L’abitudine al formato delle domande e ai tranelli ricorrenti
- La gestione del tempo sotto pressione
- La strategia di punteggio applicata in tempo reale
- Il controllo dell’ansia, che cala quando la prova ti è familiare
Un buon ritmo di allenamento nelle ultime settimane:
| Frequenza | Attività |
|---|---|
| Ogni giorno | Blocchi di quiz mirati sull’argomento studiato |
| 2 volte a settimana | Mini-prove a tempo (es. 30 domande in 50 minuti) |
| 1 volta a settimana | Simulazione completa da 60 domande in 100 minuti |
| Dopo ogni simulazione | Analisi degli errori per materia: è qui che migliori davvero |
L’analisi degli errori vale quanto la simulazione stessa: per ogni risposta sbagliata chiediti se è stata un errore di concetto (devi ristudiare), di lettura o distrazione (devi rallentare) o di tempo (devi gestirti meglio). Sono tre problemi diversi e si correggono in tre modi diversi.
Il giorno del test: cosa portare e cosa aspettarti
Negli ultimi tre anni la prova è iniziata alle ore 11:00, ma quasi tutti gli atenei convocano i candidati con diverse ore di anticipo per identificazione, registrazione e assegnazione dei posti. Sede esatta, orario di convocazione e aula sono indicati nel bando o comunicati sul sito dell’ateneo nei giorni precedenti: controllali il giorno prima, non la mattina stessa.
✅ Cosa portare
- Documento d’identità valido con foto, lo stesso indicato in fase di iscrizione
- Ricevuta di iscrizione o lettera di convocazione, se il tuo ateneo la richiede
- Penne nere o blu (più di una, per sicurezza)
- Codice fiscale, se richiesto dal bando
- Acqua e uno snack leggero, se ammessi in aula
- Eventuali farmaci che ti servono durante la giornata
- Vestiti a strati: le aule possono essere molto fredde o molto calde
🚫 Cosa lasciare a casa
La calcolatrice non è ammessa. Di norma non sono ammessi nemmeno smartphone, smartwatch, auricolari, appunti, manuali e qualsiasi supporto elettronico o cartaceo: dove consentito vanno spenti e riposti secondo le indicazioni della commissione. Ogni ateneo può avere regole leggermente diverse, quindi il riferimento resta sempre il bando.
♿ DSA, disabilità e tempo aggiuntivo
Se hai una certificazione di DSA puoi chiedere misure compensative e un tempo aggiuntivo fino al 30% della durata della prova; in caso di disabilità o invalidità il tempo aggiuntivo può arrivare fino al 50%, oltre agli ausili necessari. La richiesta si presenta all’ateneo in fase di iscrizione, con la documentazione e nei termini indicati dal bando: non aspettare gli ultimi giorni, perché le scadenze per queste domande sono spesso anticipate rispetto a quelle ordinarie.
Gli errori più comuni da evitare
❌ Aspettare il bando per iniziare a studiare
Il decreto con la data esce a luglio e i bandi tra luglio e agosto, quando alla prova mancano poche settimane. Il programma invece è noto da anni: chi aspetta le date ufficiali regala mesi di vantaggio agli altri.
❌ Studiare tutto allo stesso modo
Dedicare lo stesso tempo a biologia e a competenze di lettura è un errore: le materie non pesano uguale. Distribuisci le ore in base al numero di domande.
❌ Studiare argomenti che non sono nel programma
Usare materiali pensati per il semestre filtro o per altri test significa studiare ottica, onde e fisica nucleare che qui non servono, e trascurare la matematica che invece conta. Parti sempre dall’Allegato A del decreto.
❌ Rimandare le simulazioni alla fine
Chi simula solo nell’ultima settimana scopre troppo tardi di non gestire il tempo. Inizia a fare prove a tempo già a metà percorso.
❌ Rispondere a caso (o avere paura di rispondere)
Entrambi gli estremi costano punti. Applica la regola del valore atteso: rispondi quando escludi almeno due opzioni, lascia in bianco solo nel buio totale.
❌ Studiare in modo passivo
Rileggere gli appunti dà l’illusione di sapere. Il ripasso attivo, fatto di quiz, mappe e spiegazioni ad alta voce, è molto più efficace.
❌ Compilare le preferenze senza ragionarci
L’ordine dei corsi che indichi in fase di iscrizione è vincolante in quasi tutti gli atenei e incide direttamente sulla graduatoria e sugli scorrimenti. Non è un dettaglio burocratico.
❌ Ignorare il bando del proprio ateneo
Il test è nazionale, ma sedi, scadenze, preferenze e graduatorie cambiano per ateneo. Leggere il bando in ritardo può costare l’iscrizione.
Graduatoria, preferenze e scorrimenti
Un aspetto che distingue le Professioni Sanitarie da Medicina: non esiste una graduatoria nazionale unica. Il test si svolge in data unica in tutta Italia, ma ogni ateneo redige e gestisce la propria graduatoria secondo il proprio bando. In pratica ti iscrivi e concorri in un solo ateneo, quindi la scelta della sede è una decisione strategica.
Come funzionano le preferenze
In fase di iscrizione indichi i corsi per cui vuoi concorrere, in ordine di preferenza, scegliendo tra quelli attivi in quell’ateneo. Il numero di preferenze ammesse cambia da università a università (in alcuni atenei due o tre, in altri fino a cinque) e in molti casi l’ordine è irrevocabile dopo la chiusura delle domande. Anche il modo in cui vengono usate cambia: alcuni atenei ordinano i candidati soprattutto per punteggio, altri danno più peso all’ordine delle preferenze.
Quando escono le graduatorie
Non c’è una data nazionale unica: ogni ateneo pubblica la propria, generalmente entro la fine di settembre e comunque nei tempi indicati nel bando. Dopo la prima pubblicazione partono gli scorrimenti: chi non si immatricola nei termini o rinuncia libera il posto per chi segue in graduatoria. I tempi per perfezionare l’immatricolazione sono stretti, spesso pochi giorni dalla pubblicazione, quindi vale la regola di controllare la graduatoria anche se al primo giro non sei in posizione utile.
In caso di parità di punteggio
Di norma prevale il risultato ottenuto, in ordine decrescente, in:
- Biologia
- Chimica
- Fisica e matematica
- Ragionamento logico
- Competenze di lettura
Se non entri subito: le alternative
Non essere in posizione utile alla prima graduatoria non chiude la partita. Ci sono più strade che si aprono nelle settimane successive, ed è utile conoscerle prima, per non farsi trovare impreparati.
1. Gli scorrimenti
È la via più frequente. Rinunce, doppie ammissioni e mancati perfezionamenti liberano posti anche a più riprese. In molti corsi il punteggio dell’ultimo ammesso scende sensibilmente tra la prima graduatoria e l’ultimo subentro.
2. I posti vacanti riaperti ad altri candidati
Se in un ateneo restano posti liberi e la graduatoria locale è esaurita, l’ateneo può pubblicare un avviso per assegnarli a candidati che hanno sostenuto il test in un’altra università senza rientrare. Le richieste vengono valutate in ordine di punteggio: tenere d’occhio gli avvisi degli altri atenei, in quella fase, può valere l’immatricolazione.
3. Il collegamento con il semestre filtro
Chi tiene aperte sia Medicina sia le Professioni Sanitarie deve sapere che i due percorsi corrono in parallelo: il semestre filtro parte a settembre, nelle stesse settimane del test. Diversi corsi di Professioni Sanitarie sono inclusi tra i corsi affini del semestre filtro: per il 2026/2027 erano Infermieristica, Assistenza sanitaria, Educazione professionale, Tecniche di laboratorio biomedico e Podologia. Il criterio è tecnico: rientrano i corsi con un rapporto tra iscritti al primo anno e posti disponibili inferiore a 0,9 nell’anno precedente, e l’elenco viene aggiornato ogni anno dal Ministero. Per questi corsi, i posti non assegnati al termine delle graduatorie delle Professioni Sanitarie passano alla procedura dei corsi affini, riservata a chi ha frequentato il semestre filtro senza entrare a Medicina.
Se stai valutando entrambe le strade, leggi la nostra guida al semestre filtro di Medicina: cambia il modo in cui conviene pianificare l’anno.
4. L’eventuale prova suppletiva
Se dopo scorrimenti e procedura dei corsi affini restano ancora posti disponibili, gli atenei possono organizzare una prova suppletiva, aperta anche a chi ha già sostenuto il test di settembre e a chi ha frequentato il semestre filtro. La data, se necessaria, viene fissata con un provvedimento ministeriale successivo.
5. Università private e sessione successiva
Le università private bandiscono prove proprie, con date e regole autonome rispetto al test nazionale. E se nessuna di queste strade funziona, resta la sessione successiva: chi si rimette a studiare a ottobre, con il programma già visto una volta e un anno intero davanti, parte da una posizione molto diversa rispetto a chi affronta il test per la prima volta. La roadmap di questa guida è pensata anche per te.
Checklist di preparazione al test 2027
Tutto quello che ti serve, in un colpo d’occhio:
- Segna il periodo: metà settembre 2027, data ufficiale con il decreto di luglio (nel 2026 era il 16 settembre alle 11:00)
- Studia la struttura: 60 domande, 100 minuti, 5 opzioni per quesito
- Scarica l’Allegato A del DM 1003/2026 (programma invariato dal 2025) e trasformalo in una checklist di argomenti
- Fai una simulazione diagnostica: il test ufficiale 2026 con le soluzioni va benissimo
- Imposta la roadmap: con 12 mesi bastano 1-2 ore al giorno, con 3 mesi ne servono 3-4
- Dai priorità a biologia (23 domande) e chimica (15 domande)
- Salta ottica, onde e fisica nucleare: non sono nel programma
- Dedica qualche ora a istituzioni, attualità e comprensione del testo: sono punti facili
- Allenati a fare i calcoli a mano: la calcolatrice non è ammessa
- Applica la strategia del valore atteso per il punteggio
- Fai simulazioni cronometrate complete e rifai i test degli anni precedenti
- Analizza ogni errore per materia dopo ogni simulazione
- A luglio 2027 leggi il decreto e il bando del tuo ateneo: preferenze, sede, scadenze, documenti e richieste per DSA
- Prepara documenti e materiale la sera prima, non la mattina del test
- Dopo la prova, segui graduatoria e scorrimenti fino all’ultimo subentro






