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Vuoi entrare a Infermieristica, Fisioterapia, Ostetricia, Logopedia o in uno degli altri corsi dell’area sanitaria? Tutto passa dal test di Professioni Sanitarie 2027, la prova unica nazionale per l’anno accademico 2027/2028. La data la fissa il Ministero con il decreto di luglio, ma il calendario è lo stesso da anni: metà settembre, ore 11:00. In questa guida trovi un metodo concreto su come prepararsi al test di Professioni Sanitarie: cosa aspettarti dai decreti, struttura della prova, programma ministeriale, quanto tempo serve e come distribuirlo mese per mese, piano di studio, cosa fare negli ultimi giorni, gestione del tempo e del punteggio, cosa portare il giorno della prova, graduatoria e alternative se non entri subito.

Settembre 2027data attesa, ufficiale con il decreto di luglio
60 domandein 100 minuti
90 puntipunteggio massimo
39.624 postinel 2026/27, riferimento per il 2027/28

Il test si svolge in data unica nazionale, in presenza nelle sedi indicate dagli atenei. A differenza di Medicina, che dall’anno accademico 2025/2026 ha adottato il semestre filtro, le Professioni Sanitarie mantengono il classico test a risposta multipla, e nulla lascia pensare che il 2027 cambi le regole.

📑 Indice della guida

Test 2027: date attese e calendario dei decreti

Per il test di Professioni Sanitarie 2027 non esiste ancora una data ufficiale, e non ci sarà prima dell’estate. Il MUR segue ogni anno la stessa sequenza: un decreto di luglio fissa il calendario, i decreti di inizio agosto definiscono modalità, programma e posti, poi ogni ateneo pubblica il proprio bando. Nel 2026 è andata esattamente così: DM n. 931 del 3 luglio per la data, DM n. 1003 del 6 agosto per modalità e programma, DM n. 1014 del 7 agosto per i posti.

La regolarità del calendario è il dato più utile per chi si prepara: ecco quando si è svolta la prova negli ultimi quattro anni.

Anno accademicoProva in lingua italianaProva in lingua inglese
2023/2024giovedì 14 settembre 2023nei giorni successivi
2024/2025giovedì 5 settembre 2024, ore 11:009 settembre 2024
2025/2026lunedì 8 settembre 2025, ore 11:0010 settembre 2025
2026/2027mercoledì 16 settembre 2026, ore 11:0017 settembre 2026
2027/2028metà settembre 2027, data attesauno o due giorni dopo

Cosa aspettarsi nel 2027, mese per mese

QuandoCosa succede
Luglio 2027Decreto MUR con la data della prova; gli atenei iniziano a pubblicare i bandi con posti, sedi e scadenze
Inizio agosto 2027Decreti su modalità di svolgimento, programma d’esame (Allegato A) e posti disponibili per il 2027/28
Luglio, fine agosto e primi di settembre 2027Iscrizioni sui portali dei singoli atenei, con scadenze diverse da sede a sede e contributo di partecipazione tra i 25 e i 100 euro circa
Metà settembre 2027Prova in lingua italiana per le lauree triennali; la prova in inglese uno o due giorni dopo
Inizio ottobre 2027Prova per le lauree magistrali delle Professioni Sanitarie (nel 2026: 5 ottobre in italiano, 7 ottobre in inglese)
Da fine settembre 2027Graduatorie per ateneo, immatricolazioni e scorrimenti fino a novembre
📌 Aggiornato al 29 settembre 2026. Il programma d’esame di riferimento resta l’Allegato A del DM n. 1003/2026, rimasto invariato dal 2025: puoi iniziare a studiare oggi senza aspettare il decreto 2027. Aggiorneremo questa pagina alla pubblicazione del calendario (luglio 2027) e dei decreti su programma e posti (agosto 2027).

Il test 2026 si è svolto il 16 settembre: se lo hai sostenuto e vuoi controllare le risposte, trovi le soluzioni ufficiali del test 2026. Per bandi, iscrizioni e scadenze ateneo per ateneo consulta la guida al Test di Professioni Sanitarie. Attenzione a non confondere il test per le lauree triennali (Infermieristica, Fisioterapia, Ostetricia e simili) con la selezione per le lauree magistrali: sono due procedure diverse, con date, decreti e posti separati.

Com’è fatto il test di Professioni Sanitarie: struttura e durata

Prima di capire come prepararsi, devi sapere esattamente a cosa ti stai preparando. Il test di Professioni Sanitarie è una prova scritta composta da 60 domande a risposta multipla, ognuna con 5 opzioni di cui una sola corretta, da completare in 100 minuti. Significa poco più di un minuto e mezzo a domanda: la gestione del tempo è parte della prova tanto quanto lo studio delle materie.

La struttura in vigore, fissata dal DM n. 1003 del 6 agosto 2026 e identica a quella dell’anno precedente, suddivide le 60 domande così:

SezioneN. domandePeso
Competenze di lettura e conoscenze acquisite negli studi46,7%
Ragionamento logico e problemi58,3%
Biologia2338,3%
Chimica1525,0%
Fisica e Matematica1321,7%
Totale60100%

Il dato più importante da memorizzare è questo: biologia e chimica insieme valgono 38 domande su 60, ovvero oltre il 60% della prova. È lì che si decide la maggior parte del tuo punteggio, ed è lì che dovrai concentrare la maggior parte dello studio. Il decreto 2027 potrebbe ritoccare questa ripartizione, ma negli ultimi anni non è successo: la confermeremo qui ad agosto.

⚠️ Una prova nazionale, tanti test diversi. Il Ministero stabilisce data, numero di domande, distribuzione dei quesiti, programma, durata e criteri di valutazione. Le singole domande le predispone ogni università, spesso con il supporto di società esterne. All’interno dello stesso ateneo la prova è identica per tutti i corsi di Professioni Sanitarie attivati.

Quanti posti ci sono e quanto è davvero competitivo

I posti per il 2027/28 arrivano con il decreto di agosto 2027. Il riferimento più recente è l’anno accademico 2026/27, con 39.624 posti per le lauree triennali, così divisi:

  • 38.184 posti per candidati UE e non UE residenti in Italia
  • 1.440 posti riservati ai candidati non UE residenti all’estero

Rispetto all’anno precedente l’aumento era stato di circa 1.300 posti (poco meno del 4%), e la tendenza degli ultimi anni è alla crescita. Il peso di Infermieristica è enorme: da sola vale 20.672 posti del contingente principale, più della metà del totale. Le lauree magistrali hanno un contingente separato di 4.572 posti.

✓ Cosa significa in pratica: la competitività non è la stessa per tutti i corsi. Infermieristica e alcuni corsi tecnici hanno storicamente un rapporto candidati/posti molto più favorevole rispetto a Fisioterapia, Logopedia o Ostetricia, dove la concorrenza resta alta. Il numero nazionale non ti dice quasi nulla: quello che conta sono i posti del tuo corso nel tuo ateneo. Se hai già scelto il corso, trovi una guida dedicata a ciascuno: test di Infermieristica, come entrare a Fisioterapia, test di Ostetricia, ammissione a Logopedia e come diventare Igienista dentale. Se invece sei ancora indeciso, parti da quali sono le professioni sanitarie e come si accede.

La ripartizione posto per posto, ateneo per ateneo e corso per corso è negli allegati del decreto sui posti (per il 2026/27 il DM n. 1014 del 7 agosto 2026) e nei bandi dei singoli atenei. Prima di scegliere sede e preferenze, incrocia sempre i posti disponibili con i dati degli anni precedenti.

Programma ministeriale (syllabus): quali materie e argomenti studiare

Il programma ufficiale, o syllabus, è l’Allegato A del decreto ministeriale sulle modalità del test. Per il 2027 arriverà ad agosto, ma da tre anni è lo stesso: il riferimento è l’Allegato A del DM n. 1003/2026, ripreso dagli atenei nei bandi. Le materie sono simili a quelle dei test medico-sanitari, ma con un peso diverso. Ecco cosa studiare, in ordine di priorità.

🧬 Biologia (23 domande): la materia regina

È la sezione con più domande in assoluto. Gli argomenti chiave: la chimica dei viventi, la cellula (struttura, organuli, membrana), bioenergetica (fotosintesi, respirazione, fermentazione), genetica (DNA, RNA, sintesi proteica, leggi di Mendel), biotecnologie ed ereditarietà, riproduzione e sviluppo, anatomia e fisiologia umana (i principali apparati) ed ecologia ed evoluzione di base.

Biologia è anche il primo criterio di spareggio in caso di parità di punteggio. Doppio motivo per non lasciarla indietro.

⚗️ Chimica (15 domande): la seconda priorità

Argomenti centrali: costituzione della materia e struttura atomica, tavola periodica, legami chimici, stechiometria e bilanciamento delle reazioni, soluzioni e concentrazioni, acidi e basi (pH, idrolisi, soluzioni tampone), ossidoriduzioni e fondamenti di chimica organica (idrocarburi, gruppi funzionali, nomenclatura di base).

📐 Fisica e Matematica (13 domande)

Per la fisica: misure, cinematica e dinamica, meccanica dei fluidi, termologia e termodinamica, elettrostatica ed elettrodinamica. Per la matematica: insiemi numerici e algebra, equazioni e funzioni, geometria e geometria analitica, probabilità e statistica. Ricorda: non è ammessa la calcolatrice, quindi allenati a fare i calcoli a mano.

✓ Cosa NON devi studiare (e quasi nessuno te lo dice). Nel programma di fisica delle Professioni Sanitarie non compaiono ottica, onde e fisica nucleare: sono argomenti del semestre filtro di Medicina, non di questo test. Se stai studiando su materiali pensati per il semestre, quelle pagine puoi saltarle. Al contrario, la matematica qui c’è e nel semestre filtro no: il tempo che risparmi sull’ottica investilo lì.

🧠 Logica (5 domande) e 📖 Competenze di lettura (4 domande)

Il ragionamento logico si allena solo con la pratica costante sui quiz: impara a riconoscere le tipologie ricorrenti e a completare un ragionamento in modo coerente con le premesse.

Sulle competenze di lettura c’è un equivoco diffuso. Non sono solo comprensione del testo: il programma chiede anche di collocare nello spazio e nel tempo fenomeni storico-culturali di rilievo, di conoscere le principali istituzioni nazionali e internazionali e di orientarsi su fenomeni giuridici, economici e di cittadinanza. Sono 4 domande, ma sono le uniche che quasi nessuno prepara: bastano poche ore di ripasso mirato per portarne a casa due o tre.

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Punteggio, idoneità e soglia di ammissione

Capire il sistema di punteggio è fondamentale perché cambia la strategia con cui affronti la prova. Il calcolo, confermato di anno in anno, è il seguente:

  • +1,5 punti per ogni risposta corretta
  • −0,4 punti per ogni risposta errata
  • 0 punti per ogni risposta non data
  • Punteggio massimo: 90 punti (60 × 1,5)
Esempio pratico: rispondi correttamente a 40 domande, ne sbagli 12 e ne lasci 8 in bianco. Il punteggio è: (40 × 1,5) + (12 × −0,4) + (8 × 0) = 60 − 4,8 = 55,2 punti.

La soglia di idoneità

Per entrare in graduatoria serve un punteggio superiore a zero. Chi ottiene zero o meno, e chi non risponde ad alcun quesito, resta fuori dalla graduatoria a prescindere da tutto il resto. È una soglia bassa, ma esiste.

Quanto serve per entrare davvero

Essere idonei non significa essere ammessi. Non esiste un punteggio minimo nazionale: il punteggio utile cambia ogni anno e ogni corso, perché dipende dai posti disponibili, dal numero di candidati e dalla difficoltà della prova. L’unico riferimento serio è il punteggio dell’ultimo ammesso dello stesso corso nello stesso ateneo, osservato al termine degli scorrimenti e non nella prima graduatoria: la differenza tra i due valori, dopo rinunce e subentri, può essere di diversi punti.

La penalità di −0,4 per ogni errore è il motivo per cui rispondere completamente a caso è una strategia perdente: ne parliamo in dettaglio nella sezione sulla gestione del tempo e del punteggio.

Quando iniziare e quanto tempo serve: la roadmap per il test 2027

La domanda che si fanno tutti è quanto tempo prima devo cominciare? Dipende da quando parti e da quali basi hai. Se leggi questa guida nell’autunno 2026 e punti al test di settembre 2027, hai davanti circa un anno: è lo scenario migliore, quello che quasi nessuno sfrutta. Trova il tuo caso nella tabella.

Tempo a disposizioneOre consigliateStrategiaErrore da evitare
12 mesi (da ottobre 2026)1-2 ore al giorno, 4-5 giorni a settimanaCopertura completa del programma, ciclo teoria-quiz-ripasso, simulazioni dalla primavera. Si concilia con scuola o lavoro.Studiare senza mai misurarsi
6 mesi (da marzo 2027)2-3 ore al giornoTeoria ed esercizi in parallelo dal primo giorno, priorità a biologia e chimica, simulazioni cronometrate dal terzo mese.Rimandare le simulazioni alla fine
3 mesi (l’estate 2027)3-4 ore al giornoStudio per priorità: prima le materie con più domande, quiz da subito, una simulazione completa a settimana da luglio.Fare tutto con la stessa profondità
Poche settimaneTutto il tempo che haiParti dai quiz, non dalla teoria: simulazione, analisi degli errori, ripasso mirato solo dove perdi punti.Iniziare argomenti nuovi

La roadmap mese per mese fino a settembre 2027

Se parti adesso, questa è una distribuzione realistica del lavoro. Adattala alle tue basi: chi arriva da un liceo scientifico può accorciare la prima fase.

PeriodoCosa fare
Ottobre-dicembre 2026Simulazione diagnostica per misurare il punto di partenza. Basi di biologia (chimica dei viventi, cellula, bioenergetica, genetica) e di chimica (struttura atomica, legami, stechiometria). Quiz subito dopo ogni argomento.
Gennaio-marzo 2027Completa biologia (riproduzione, anatomia e fisiologia, evoluzione) e chimica (soluzioni, acidi e basi, ossidoriduzioni, organica). Avvia fisica e matematica. Logica una volta a settimana e prime mini-prove a tempo.
Aprile-giugno 2027Chiudi fisica e matematica. Ripasso ciclico delle materie già fatte con mappe e quiz. Una simulazione completa ogni due settimane. Poche ore su competenze di lettura, istituzioni e cittadinanza.
Luglio-agosto 2027Escono decreti e bandi: iscriviti e ragiona sulle preferenze. Una simulazione completa a settimana, prove ufficiali degli anni precedenti, ripasso mirato solo sugli errori.
1-15 settembre 2027Formule, schemi e mappe. Il piano degli ultimi 7 giorni che trovi più sotto. Niente argomenti nuovi.

Sei in quarta superiore? Il tuo test è quello del 2028. Puoi partire con un percorso leggero sulla biologia e la chimica che stai già facendo a scuola e tenere la quinta per fisica, matematica e simulazioni: arrivi al test con due cicli di ripasso invece di uno.

Chi arriva da un liceo scientifico con basi solide in biologia e chimica può anche partire più tardi, ma attenzione: il vero vantaggio di una preparazione lunga non è “ripassare di più”, è avere il tempo di fare tante simulazioni cronometrate e di lavorare sulla gestione del tempo, che è ciò che separa chi conosce la teoria da chi supera davvero il test.

✓ La regola d’oro: non esiste “studiare troppo presto”. Esiste solo arrivare al giorno della prova senza aver mai simulato il test in condizioni reali. Inizia prima, simula spesso.

Il piano di studio in 5 step

Ecco un metodo strutturato per organizzare la preparazione, dallo zero fino al giorno del test.

Step 1: parti dal programma ufficiale

Scarica l’Allegato A del DM n. 1003/2026 e trasformalo in una checklist di argomenti per ogni materia: è la tua mappa di studio. Tutto ciò che studi deve stare dentro quel programma, e tutto ciò che non c’è puoi tranquillamente saltarlo. Anche il manuale va scelto con lo stesso criterio: i manuali Futura per il test di Professioni Sanitarie seguono le sezioni del programma ministeriale, con teoria ed esercizi per ogni materia.

Step 2: fai una simulazione diagnostica

Prima ancora di aprire i libri, fai una prova completa per misurare il tuo punto di partenza. Ti serve a capire quali materie sono già forti e quali no, così da distribuire lo studio dove serve davvero invece di ripassare ciò che già sai. Come prova diagnostica puoi usare direttamente il test ufficiale del 16 settembre 2026: domande e soluzioni del test 2026 sono pubbliche, e correggerlo con il punteggio reale ti dà subito una misura onesta.

Step 3: costruisci una routine quotidiana

Imposta sessioni regolari (da 1 a 3 ore al giorno a seconda del tempo che hai davanti, come nella tabella degli scenari), alternando:

  • Teoria: studio dell’argomento con manuale e schede di sintesi, una materia alla volta
  • Esercizi mirati: quiz sullo stesso argomento, subito dopo la teoria
  • Ripasso attivo: riprendere gli argomenti vecchi con mappe e quiz, non rileggere passivamente

Step 4: dai priorità a biologia e chimica

Visto che valgono 38 domande su 60, devono ricevere la fetta più grande del tuo tempo. Una buona regola è dedicare circa il 60% delle ore a biologia e chimica, e il restante 40% a fisica/matematica, logica e competenze di lettura.

Step 5: entra in modalità simulazione

Nelle ultime 6-8 settimane lo studio teorico lascia spazio alle simulazioni complete cronometrate e ai test degli anni precedenti, che restano lo strumento più efficace per capire come funziona davvero la prova. È la fase in cui consolidi le conoscenze e affini la strategia d’esame.

Con cosa studiare: manuali, quiz e prove ufficiali

Il materiale conta meno del metodo, ma deve avere una caratteristica precisa: seguire il programma ministeriale. Ti servono quattro cose, non venti.

  • Un manuale di teoria con esercizi per ogni materia. Un solo testo ben organizzato batte tre testi consultati a caso: i manuali di teoria ed esercizi per il test di Professioni Sanitarie coprono le cinque sezioni della prova.
  • Quiz per argomento e simulazioni complete a tempo. I quiz servono a verificare ogni singolo argomento, le simulazioni a misurare il punteggio quando tutte le materie stanno insieme. Puoi iniziare dalla simulazione gratuita del test di Professioni Sanitarie.
  • Le prove ufficiali degli anni precedenti. Sono il materiale più fedele che esista: stessa struttura, stesso stile di domande, stessi tranelli. Parti dal test 2026 con le soluzioni e poi risali agli anni prima.
  • Un percorso guidato, se da solo fai fatica. Un corso con lezioni, simulazioni corrette e un tutor serve soprattutto a dare continuità e a non perdere tempo sugli argomenti sbagliati.
⚠️ Non esiste una banca dati ministeriale. A differenza di altri concorsi, per il test di Professioni Sanitarie il Ministero non pubblica un archivio ufficiale di domande né un simulatore nazionale: i quesiti li scrive ogni ateneo. Chi ti promette “le domande ufficiali del 2027” ti sta vendendo quiz come tutti gli altri. Il vero archivio ufficiale sono le prove degli anni passati.

Piano d’emergenza: cosa fare negli ultimi 7 giorni

L’ultima settimana è la fase in cui si perdono più punti per scelte sbagliate che per lacune vere. La regola è una sola: niente argomenti nuovi. Da qui in avanti si consolida, non si costruisce. Ecco come impostarla.

QuandoCosa fare
7-6 giorni primaSimulazione completa cronometrata. Analisi errori per materia: individua le 3 aree in cui perdi più punti.
5-4 giorni primaRipasso mirato solo su quelle 3 aree, con quiz subito dopo ogni argomento. Aggiungi 1-2 ore su competenze di lettura e istituzioni, che rendono in fretta.
3 giorni primaSeconda simulazione completa, stessa ora della prova. Confronta il punteggio con la prima e controlla se stai finendo in tempo.
2 giorni primaSolo formule, schemi e mappe: bilanciamento reazioni, pH, leggi di Mendel, cinematica, geometria analitica. Blocchi brevi di quiz, niente maratone.
Il giorno primaStop allo studio pesante. Prepara documenti e materiale, verifica sede e orario di convocazione, organizza il viaggio e vai a dormire presto.
⚠️ Tre cose da non fare nell’ultima settimana: aprire un capitolo mai studiato, fare una simulazione a tarda sera (ti dà un punteggio falsato e ti toglie il sonno) e cambiare metodo di risposta all’ultimo. La strategia che userai al test deve essere quella che hai già collaudato nelle simulazioni.
✓ Sull’ansia: un po’ di tensione prima di una prova così è normale e non è un segnale che sei impreparato. Quello che aiuta davvero è la familiarità: più la prova ti somiglia a qualcosa che hai già fatto dieci volte, meno spazio resta al panico. Ed è esattamente questo il lavoro che fanno le simulazioni.

Gestione del tempo e strategia di punteggio

Conoscere la teoria non basta: molti candidati preparati perdono punti perché non gestiscono bene il tempo o rispondono nel modo sbagliato. Ecco le due strategie che fanno la differenza.

⏱️ Gestione del tempo

Hai 100 minuti per 60 domande, cioè circa 1 minuto e 40 secondi a domanda. Una strategia efficace:

  • Primo giro: rispondi subito alle domande che sai con sicurezza, senza fermarti su quelle difficili
  • Secondo giro: torna sulle domande lasciate in sospeso, ora con più calma
  • Ultimo controllo: riserva 5-10 minuti finali per le risposte incerte e per ricontrollare i calcoli

🎯 La strategia del valore atteso

Con la penalità di −0,4 per errore, sapere quando rispondere vale punti reali. La logica matematica è semplice:

  • Se rispondi a caso tra 5 opzioni, in media perdi punti: non conviene
  • Se riesci a escludere almeno 2 opzioni su 5, il valore atteso diventa positivo: conviene rispondere
  • Lascia in bianco solo quando sei completamente al buio e non riesci a escludere nulla
✓ In pratica: non lasciare in bianco per paura. Ogni volta che elimini due alternative sbagliate, rispondere è la scelta statisticamente vincente.

Perché le simulazioni sono decisive

Se c’è una sola cosa da non sottovalutare nella preparazione, sono le simulazioni. Studiare solo la teoria dà la sensazione di sapere, ma poi all’esame si sbaglia sul tempo e sui distrattori (le risposte sbagliate costruite per sembrare giuste). Le simulazioni allenano esattamente ciò che la teoria non insegna:

  • L’abitudine al formato delle domande e ai tranelli ricorrenti
  • La gestione del tempo sotto pressione
  • La strategia di punteggio applicata in tempo reale
  • Il controllo dell’ansia, che cala quando la prova ti è familiare

Un buon ritmo di allenamento nelle ultime settimane:

FrequenzaAttività
Ogni giornoBlocchi di quiz mirati sull’argomento studiato
2 volte a settimanaMini-prove a tempo (es. 30 domande in 50 minuti)
1 volta a settimanaSimulazione completa da 60 domande in 100 minuti
Dopo ogni simulazioneAnalisi degli errori per materia: è qui che migliori davvero

L’analisi degli errori vale quanto la simulazione stessa: per ogni risposta sbagliata chiediti se è stata un errore di concetto (devi ristudiare), di lettura o distrazione (devi rallentare) o di tempo (devi gestirti meglio). Sono tre problemi diversi e si correggono in tre modi diversi.

✓ Inizia subito, gratis: puoi metterti alla prova con le simulazioni gratuite del test di Professioni Sanitarie di Futura: quiz ministeriali con timer per scoprire il tuo livello reale e capire da dove partire.

Il giorno del test: cosa portare e cosa aspettarti

Negli ultimi tre anni la prova è iniziata alle ore 11:00, ma quasi tutti gli atenei convocano i candidati con diverse ore di anticipo per identificazione, registrazione e assegnazione dei posti. Sede esatta, orario di convocazione e aula sono indicati nel bando o comunicati sul sito dell’ateneo nei giorni precedenti: controllali il giorno prima, non la mattina stessa.

✅ Cosa portare

  • Documento d’identità valido con foto, lo stesso indicato in fase di iscrizione
  • Ricevuta di iscrizione o lettera di convocazione, se il tuo ateneo la richiede
  • Penne nere o blu (più di una, per sicurezza)
  • Codice fiscale, se richiesto dal bando
  • Acqua e uno snack leggero, se ammessi in aula
  • Eventuali farmaci che ti servono durante la giornata
  • Vestiti a strati: le aule possono essere molto fredde o molto calde

🚫 Cosa lasciare a casa

La calcolatrice non è ammessa. Di norma non sono ammessi nemmeno smartphone, smartwatch, auricolari, appunti, manuali e qualsiasi supporto elettronico o cartaceo: dove consentito vanno spenti e riposti secondo le indicazioni della commissione. Ogni ateneo può avere regole leggermente diverse, quindi il riferimento resta sempre il bando.

♿ DSA, disabilità e tempo aggiuntivo

Se hai una certificazione di DSA puoi chiedere misure compensative e un tempo aggiuntivo fino al 30% della durata della prova; in caso di disabilità o invalidità il tempo aggiuntivo può arrivare fino al 50%, oltre agli ausili necessari. La richiesta si presenta all’ateneo in fase di iscrizione, con la documentazione e nei termini indicati dal bando: non aspettare gli ultimi giorni, perché le scadenze per queste domande sono spesso anticipate rispetto a quelle ordinarie.

⚠️ L’errore logistico che costa il test. Ogni anno c’è chi arriva tardi o si presenta nella sede sbagliata perché ha dato per scontato che il test si svolgesse nella facoltà. Molti atenei usano poli fieristici, cinema o sale conferenze esterne. Verifica l’indirizzo esatto, calcola il viaggio con abbondante margine e, se la sede è in un’altra città, valuta di arrivare la sera prima.

Gli errori più comuni da evitare

❌ Aspettare il bando per iniziare a studiare

Il decreto con la data esce a luglio e i bandi tra luglio e agosto, quando alla prova mancano poche settimane. Il programma invece è noto da anni: chi aspetta le date ufficiali regala mesi di vantaggio agli altri.

❌ Studiare tutto allo stesso modo

Dedicare lo stesso tempo a biologia e a competenze di lettura è un errore: le materie non pesano uguale. Distribuisci le ore in base al numero di domande.

❌ Studiare argomenti che non sono nel programma

Usare materiali pensati per il semestre filtro o per altri test significa studiare ottica, onde e fisica nucleare che qui non servono, e trascurare la matematica che invece conta. Parti sempre dall’Allegato A del decreto.

❌ Rimandare le simulazioni alla fine

Chi simula solo nell’ultima settimana scopre troppo tardi di non gestire il tempo. Inizia a fare prove a tempo già a metà percorso.

❌ Rispondere a caso (o avere paura di rispondere)

Entrambi gli estremi costano punti. Applica la regola del valore atteso: rispondi quando escludi almeno due opzioni, lascia in bianco solo nel buio totale.

❌ Studiare in modo passivo

Rileggere gli appunti dà l’illusione di sapere. Il ripasso attivo, fatto di quiz, mappe e spiegazioni ad alta voce, è molto più efficace.

❌ Compilare le preferenze senza ragionarci

L’ordine dei corsi che indichi in fase di iscrizione è vincolante in quasi tutti gli atenei e incide direttamente sulla graduatoria e sugli scorrimenti. Non è un dettaglio burocratico.

❌ Ignorare il bando del proprio ateneo

Il test è nazionale, ma sedi, scadenze, preferenze e graduatorie cambiano per ateneo. Leggere il bando in ritardo può costare l’iscrizione.

Graduatoria, preferenze e scorrimenti

Un aspetto che distingue le Professioni Sanitarie da Medicina: non esiste una graduatoria nazionale unica. Il test si svolge in data unica in tutta Italia, ma ogni ateneo redige e gestisce la propria graduatoria secondo il proprio bando. In pratica ti iscrivi e concorri in un solo ateneo, quindi la scelta della sede è una decisione strategica.

Come funzionano le preferenze

In fase di iscrizione indichi i corsi per cui vuoi concorrere, in ordine di preferenza, scegliendo tra quelli attivi in quell’ateneo. Il numero di preferenze ammesse cambia da università a università (in alcuni atenei due o tre, in altri fino a cinque) e in molti casi l’ordine è irrevocabile dopo la chiusura delle domande. Anche il modo in cui vengono usate cambia: alcuni atenei ordinano i candidati soprattutto per punteggio, altri danno più peso all’ordine delle preferenze.

⚠️ Non mettere corsi che non frequenteresti. Se risulti vincitore in una preferenza alta, quella diventa la scelta utile per l’immatricolazione. Inserire corsi “tanto per” è il modo più veloce per ritrovarsi assegnati a un percorso che non si voleva fare.

Quando escono le graduatorie

Non c’è una data nazionale unica: ogni ateneo pubblica la propria, generalmente entro la fine di settembre e comunque nei tempi indicati nel bando. Dopo la prima pubblicazione partono gli scorrimenti: chi non si immatricola nei termini o rinuncia libera il posto per chi segue in graduatoria. I tempi per perfezionare l’immatricolazione sono stretti, spesso pochi giorni dalla pubblicazione, quindi vale la regola di controllare la graduatoria anche se al primo giro non sei in posizione utile.

In caso di parità di punteggio

Di norma prevale il risultato ottenuto, in ordine decrescente, in:

  • Biologia
  • Chimica
  • Fisica e matematica
  • Ragionamento logico
  • Competenze di lettura
Come scegliere la sede con criterio: dato che concorri in un solo ateneo, valuta i dati degli anni precedenti (posti disponibili, numero di candidati, punteggio dell’ultimo ammesso dopo gli scorrimenti) per stimare la competitività di ogni sede. Per orientarti, consulta la nostra analisi delle graduatorie per ateneo, la classifica delle migliori università di Professioni Sanitarie e la guida al test di Professioni Sanitarie.

Se non entri subito: le alternative

Non essere in posizione utile alla prima graduatoria non chiude la partita. Ci sono più strade che si aprono nelle settimane successive, ed è utile conoscerle prima, per non farsi trovare impreparati.

1. Gli scorrimenti

È la via più frequente. Rinunce, doppie ammissioni e mancati perfezionamenti liberano posti anche a più riprese. In molti corsi il punteggio dell’ultimo ammesso scende sensibilmente tra la prima graduatoria e l’ultimo subentro.

2. I posti vacanti riaperti ad altri candidati

Se in un ateneo restano posti liberi e la graduatoria locale è esaurita, l’ateneo può pubblicare un avviso per assegnarli a candidati che hanno sostenuto il test in un’altra università senza rientrare. Le richieste vengono valutate in ordine di punteggio: tenere d’occhio gli avvisi degli altri atenei, in quella fase, può valere l’immatricolazione.

3. Il collegamento con il semestre filtro

Chi tiene aperte sia Medicina sia le Professioni Sanitarie deve sapere che i due percorsi corrono in parallelo: il semestre filtro parte a settembre, nelle stesse settimane del test. Diversi corsi di Professioni Sanitarie sono inclusi tra i corsi affini del semestre filtro: per il 2026/2027 erano Infermieristica, Assistenza sanitaria, Educazione professionale, Tecniche di laboratorio biomedico e Podologia. Il criterio è tecnico: rientrano i corsi con un rapporto tra iscritti al primo anno e posti disponibili inferiore a 0,9 nell’anno precedente, e l’elenco viene aggiornato ogni anno dal Ministero. Per questi corsi, i posti non assegnati al termine delle graduatorie delle Professioni Sanitarie passano alla procedura dei corsi affini, riservata a chi ha frequentato il semestre filtro senza entrare a Medicina.

Se stai valutando entrambe le strade, leggi la nostra guida al semestre filtro di Medicina: cambia il modo in cui conviene pianificare l’anno.

4. L’eventuale prova suppletiva

Se dopo scorrimenti e procedura dei corsi affini restano ancora posti disponibili, gli atenei possono organizzare una prova suppletiva, aperta anche a chi ha già sostenuto il test di settembre e a chi ha frequentato il semestre filtro. La data, se necessaria, viene fissata con un provvedimento ministeriale successivo.

5. Università private e sessione successiva

Le università private bandiscono prove proprie, con date e regole autonome rispetto al test nazionale. E se nessuna di queste strade funziona, resta la sessione successiva: chi si rimette a studiare a ottobre, con il programma già visto una volta e un anno intero davanti, parte da una posizione molto diversa rispetto a chi affronta il test per la prima volta. La roadmap di questa guida è pensata anche per te.

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Programma allineato al syllabus ministeriale, simulazioni con ranking nazionale interno, analisi degli errori per materia e un tutor che ti guida fino alla graduatoria.

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Checklist di preparazione al test 2027

Tutto quello che ti serve, in un colpo d’occhio:

  • Segna il periodo: metà settembre 2027, data ufficiale con il decreto di luglio (nel 2026 era il 16 settembre alle 11:00)
  • Studia la struttura: 60 domande, 100 minuti, 5 opzioni per quesito
  • Scarica l’Allegato A del DM 1003/2026 (programma invariato dal 2025) e trasformalo in una checklist di argomenti
  • Fai una simulazione diagnostica: il test ufficiale 2026 con le soluzioni va benissimo
  • Imposta la roadmap: con 12 mesi bastano 1-2 ore al giorno, con 3 mesi ne servono 3-4
  • Dai priorità a biologia (23 domande) e chimica (15 domande)
  • Salta ottica, onde e fisica nucleare: non sono nel programma
  • Dedica qualche ora a istituzioni, attualità e comprensione del testo: sono punti facili
  • Allenati a fare i calcoli a mano: la calcolatrice non è ammessa
  • Applica la strategia del valore atteso per il punteggio
  • Fai simulazioni cronometrate complete e rifai i test degli anni precedenti
  • Analizza ogni errore per materia dopo ogni simulazione
  • A luglio 2027 leggi il decreto e il bando del tuo ateneo: preferenze, sede, scadenze, documenti e richieste per DSA
  • Prepara documenti e materiale la sera prima, non la mattina del test
  • Dopo la prova, segui graduatoria e scorrimenti fino all’ultimo subentro

Domande frequenti

Quando si svolge il test di Professioni Sanitarie 2027?
La data ufficiale non è ancora stata fissata: il MUR la pubblica con un decreto a luglio. Il calendario però è molto regolare, con la prova in lingua italiana a metà settembre alle ore 11:00: il 16 settembre nel 2026, l’8 settembre nel 2025, il 5 settembre nel 2024. La prova in lingua inglese si svolge uno o due giorni dopo, quella per le lauree magistrali a inizio ottobre.
Quando esce il bando per il test 2027?
Ogni ateneo pubblica il proprio bando tra luglio e agosto 2027, dopo il decreto ministeriale sul calendario. Le iscrizioni si chiudono in genere tra fine agosto e i primi giorni di settembre, con scadenze diverse da sede a sede e un contributo di partecipazione indicativamente tra i 25 e i 100 euro.
Quanto tempo ci vuole per prepararsi al test di Professioni Sanitarie?
Con un anno davanti bastano 1-2 ore al giorno per 4-5 giorni a settimana, con simulazioni regolari dalla primavera. Con sei mesi servono 2-3 ore al giorno, con tre mesi 3-4 ore. Chi ha poche settimane deve partire dai quiz e ripassare solo dove perde punti. Il vantaggio di una preparazione lunga non è studiare di più, ma avere il tempo di fare molte simulazioni cronometrate.
Il programma del test cambia nel 2027?
Il programma 2027 sarà nell’Allegato A del decreto di agosto 2027. Negli ultimi anni è rimasto invariato, e quello del 2026 era identico a quello del 2025: puoi iniziare a studiare subito sull’Allegato A del DM n. 1003/2026 senza rischiare di sprecare lavoro. Aggiorneremo questa guida se il decreto introdurrà novità.
Come ci si prepara al test di Professioni Sanitarie?
Si parte dal programma ufficiale, si fa una simulazione diagnostica iniziale e si costruisce un piano che alterna teoria, esercizi e simulazioni cronometrate. La priorità va data a biologia (23 domande) e chimica (15 domande), che insieme valgono oltre il 60% della prova. Se mancano poche settimane la strategia cambia: si parte dai quiz per individuare le lacune, invece di provare a coprire tutto il programma.
Quante domande ha il test e quanto dura?
60 domande a risposta multipla con 5 opzioni, una sola corretta, da svolgere in 100 minuti. La struttura prevede 4 domande di competenze di lettura e conoscenze acquisite negli studi, 5 di ragionamento logico, 23 di biologia, 15 di chimica e 13 di fisica e matematica.
Quanti posti ci sono per Professioni Sanitarie?
I posti per il 2027/2028 saranno fissati con il decreto di agosto 2027. Nel 2026/2027 erano 39.624 per le lauree triennali: 38.184 per i candidati UE e non UE residenti in Italia e 1.440 riservati ai candidati non UE residenti all’estero, con Infermieristica che da sola assorbiva 20.672 posti. Per le lauree magistrali i posti erano 4.572.
Quali materie studiare per il test di Professioni Sanitarie?
Biologia, chimica, fisica e matematica, ragionamento logico e competenze di lettura con conoscenze acquisite negli studi. Le materie scientifiche, soprattutto biologia e chimica, pesano per la maggior parte del punteggio, quindi vanno studiate per prime e con più ore. Nel programma di fisica non rientrano ottica, onde e fisica nucleare.
Come funziona il punteggio?
Ogni risposta corretta vale +1,5 punti, ogni errata -0,4 punti e ogni non data 0 punti, per un massimo di 90 punti. Si è idonei solo con un punteggio superiore a zero: chi non risponde ad alcun quesito non entra in graduatoria.
Qual è il punteggio minimo per entrare?
Non esiste una soglia nazionale. Il punteggio utile dipende dai posti del singolo corso, dal numero di candidati e dalla difficoltà della prova. Il riferimento migliore è il punteggio dell’ultimo ammesso dello stesso corso nello stesso ateneo, guardato al termine degli scorrimenti e non nella prima graduatoria.
Il test di Professioni Sanitarie è difficile? Si può passare senza studiare?
È una prova impegnativa perché il programma è ampio e il tempo è poco: 60 domande in 100 minuti con penalità per gli errori. Passare senza studiare capita solo a chi ha già basi molto solide in biologia e chimica, e resta un’eccezione. La difficoltà reale dipende dal corso e dall’ateneo: a Infermieristica il rapporto candidati/posti è molto più favorevole che a Fisioterapia o Logopedia.
Conviene rispondere a tutte le domande o lasciarne alcune in bianco?
Per via della penalità di -0,4 punti, rispondere a caso è una strategia perdente. La regola del valore atteso suggerisce di rispondere quando si riescono a escludere almeno due opzioni su cinque e di lasciare in bianco solo quando non si ha alcun appiglio.
Cosa portare il giorno del test?
Documento d’identità valido con foto, ricevuta o lettera di convocazione se richiesta, penne nere o blu ed eventualmente il codice fiscale. La calcolatrice non è ammessa, così come smartphone, smartwatch, appunti e supporti elettronici. Sede, orario di convocazione e regole sugli oggetti ammessi sono nel bando del tuo ateneo, che di norma convoca i candidati diverse ore prima dell’inizio della prova.
Chi ha una certificazione DSA ha diritto a più tempo?
Sì. I candidati con DSA possono chiedere misure compensative e un tempo aggiuntivo fino al 30% della durata della prova; per disabilità o invalidità il tempo aggiuntivo può arrivare fino al 50%, oltre agli ausili necessari. La richiesta va presentata all’ateneo con la documentazione, secondo le modalità e le scadenze del bando.
Come è strutturata la graduatoria?
A differenza di Medicina non esiste una graduatoria nazionale unica: il test è a data unica nazionale ma ogni ateneo gestisce la propria graduatoria, comprese le regole sulle preferenze e sugli scorrimenti. In caso di parità prevale, in ordine, il risultato in biologia, chimica, fisica e matematica, ragionamento logico e competenze di lettura.
Cosa succede se non entro in graduatoria utile?
Il primo passo è seguire gli scorrimenti, perché rinunce e mancate immatricolazioni liberano posti anche a settimane di distanza. Se in un ateneo restano posti con la graduatoria esaurita, possono essere aperti a chi ha sostenuto il test altrove; per i corsi inclusi tra gli affini del semestre filtro i posti residui passano a quella procedura e, se ne restano ancora, gli atenei possono organizzare una prova suppletiva. Restano poi le università private con test proprio e la preparazione alla sessione successiva.
Le simulazioni sono davvero utili?
Sì: studiare solo la teoria non basta. Le simulazioni cronometrate allenano la gestione del tempo, l’abitudine ai distrattori e la strategia di punteggio. Conviene fare prove a tempo durante tutta la preparazione e simulazioni complete con cadenza regolare, analizzando ogni errore per materia.