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Da privatista si arriva al diploma senza rifare gli anni uno per uno. È una strada legale, che ogni anno percorrono decine di migliaia di persone. Ma i requisiti sono stretti, la domanda si presenta in una finestra di poche settimane, e c’è un requisito burocratico che è la causa più frequente di esclusione.

In breve

Per dare l’esame di maturità da privatista serve almeno uno di questi requisiti (art. 14, comma 1, D.Lgs. 62/2017): compiere 19 anni entro l’anno solare dell’esame, possedere il diploma di terza media da almeno tanti anni quanti dura il corso scelto, possedere un titolo quadriennale del previgente ordinamento, oppure aver cessato la frequenza dell’ultimo anno prima del 15 marzo.

La domanda si presenta online sulla piattaforma del Ministero con SPID, CIE o eIDAS. La finestra si apre a novembre: nel 2025/2026 andava dal 12 novembre al 12 dicembre 2025. Non è più il 30 novembre, come molti siti riportano ancora.

Serve inoltre almeno il 75% del monte ore di PCTO previsto dall’indirizzo: senza questo requisito non si accede nemmeno all’esame preliminare. Chi non è stato promosso all’ultimo anno deve superare il preliminare con almeno 6/10 in ogni disciplina.

Indice della guida
  1. Chi può dare la maturità da privatista
  2. Il requisito che fa respingere le domande
  3. Quando si presenta la domanda
  4. L’esame preliminare
  5. Cosa succede all’esame di maturità
  6. I passaggi, in ordine
  7. Quanto tempo serve per prepararsi
  8. Per approfondire
  9. Domande frequenti
  10. Fonti ufficiali

Dare la maturità da privatista è una delle poche strade che permette ancora di arrivare al diploma senza rifare gli anni uno per uno. È perfettamente legale, la usano ogni anno decine di migliaia di persone, e nel 2026 i candidati esterni sono cresciuti di oltre il 7% rispetto all’anno precedente.

Non è però una scorciatoia. Ci sono requisiti stretti, una domanda da presentare entro una scadenza precisa, un esame preliminare da superare prima della maturità, e un requisito burocratico che è la causa più frequente di esclusione.

Qui trovi tutto in ordine: chi può accedere, cosa serve, quando si presenta domanda e cosa succede il giorno dell’esame.

Privatista o candidato esterno?

Sono la stessa cosa. “Privatista” è il modo in cui si dice normalmente; candidato esterno è il termine che usa la norma e che troverai su tutta la modulistica ufficiale. Se cerchi documenti sul sito del Ministero, cerca “candidati esterni”.

Chi può dare la maturità da privatista

Gli esami da privatista non sono aperti a tutti indistintamente. Per essere ammesso agli esami per privatisti di un dato anno, per esempio all’esame di Stato da privatista 2026 o 2027, devi soddisfare almeno un requisito di accesso, e devi possederlo già al momento della domanda.

I requisiti sono fissati dall’articolo 14 del D.Lgs. 13 aprile 2017 n. 62. Ti basta rientrare in uno solo di questi casi:

CasoRequisito
a) EtàCompi 19 anni entro l’anno solare in cui si svolge l’esame e dimostri di aver adempiuto all’obbligo di istruzione
b) Anzianità del titoloHai il diploma di terza media da almeno tanti anni quanti dura il corso scelto: cinque, per un quinquennale. L’età non conta
c) Titolo precedenteHai un titolo di un corso quadriennale del previgente ordinamento, o il diploma professionale di tecnico (art. 15 D.Lgs. 226/2005)
d) RitiroHai cessato la frequenza dell’ultimo anno di corso prima del 15 marzo

“Sono ammessi a sostenere l’esame di Stato in qualità di candidati esterni […] coloro che compiano il diciannovesimo anno di età entro l’anno solare in cui si svolge l’esame e dimostrino di aver adempiuto all’obbligo di istruzione.”

Art. 14, comma 1, lettera a), D.Lgs. 13 aprile 2017 n. 62

Il caso b) è quello che sorprende più spesso. Se hai preso la terza media cinque anni fa e non hai mai finito le superiori, puoi presentarti alla maturità anche se hai 18 anni: non serve aspettare i 19. Conta l’anzianità del titolo, non l’età.

Nel caso d) conta la data, e conta molto. Se stai frequentando l’ultimo anno e capisci che non ce la fai, ritirarti entro il 15 marzo ti permette di ripresentarti da esterno in quello stesso anno scolastico. Dopo il 15 marzo, no.

Esame privatista maturità: chi lo sostiene, in pratica

Nella pratica chi si presenta all’esame privatista maturità appartiene a tre profili: chi ha lasciato le superiori anni fa e ora ha bisogno del titolo per un concorso o un lavoro, chi si è ritirato dall’ultimo anno in corso d’anno, e chi ha seguito un percorso di preparazione privato e deve sostenere l’esame presso una scuola statale o paritaria. In tutti e tre i casi la procedura è identica.

Il requisito che fa respingere le domande

Prima di leggere il resto, verifica questo. È il motivo più frequente di esclusione e non ha niente a che vedere con la preparazione.

PCTO: serve il 75% del monte ore

Come candidato esterno devi dimostrare di aver svolto attività di PCTO (i percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento, ex alternanza scuola-lavoro) pari ad almeno tre quarti del monte ore previsto dall’indirizzo per cui vuoi sostenere l’esame.

Se le ore non sono sufficienti, non vieni ammesso nemmeno all’esame preliminare. La dichiarazione si presenta insieme alla domanda e può essere integrata con esperienze successive, entro i termini indicati dalla circolare dell’anno.

I criteri di riconoscimento delle attività assimilabili sono definiti dal Decreto MIM n. 226 del 12 novembre 2024. Esperienze di lavoro, tirocini, volontariato strutturato e altre attività possono essere riconosciute: vanno documentate.

Quando si presenta la domanda

La domanda si presenta esclusivamente online, sulla piattaforma dedicata del Ministero dell’Istruzione e del Merito, con accesso tramite SPID, CIE o eIDAS. Se il candidato è minorenne, accede il genitore o chi esercita la responsabilità genitoriale.

La finestra si apre a novembre dell’anno scolastico precedente all’esame. Per darti un riferimento concreto, questo è stato il calendario dell’anno 2025/2026:

  • 12 novembre 2025: apertura della procedura online
  • 12 dicembre 2025: termine per la presentazione della domanda
  • 2 febbraio 2026: termine ultimo per le domande tardive, solo per gravi e documentati motivi
  • 24 marzo 2026: scadenza per chi ha cessato la frequenza tra il 2 febbraio e il 15 marzo

Attenzione alle date che leggi in giro. Per anni il termine era il 30 novembre, e molti siti riportano ancora quella data. Non è più così: la scadenza viene fissata ogni anno da una circolare ministeriale pubblicata in autunno. Prima di regolarti su una data trovata online, cerca la circolare dell’anno in corso sul sito del Ministero.

La sede d’esame non la scegli

Nella domanda puoi indicare fino a tre scuole di preferenza, ma l’assegnazione la fa l’Ufficio Scolastico Regionale in base a criteri di distribuzione territoriale. Potresti finire in una scuola diversa da quelle che hai indicato.

C’è anche un vincolo pensato contro i conflitti di interesse: chi ha frequentato scuole non statali e non paritarie non può sostenere l’esame presso una paritaria che dipenda dallo stesso gestore o da un gestore con interessi in comune.

L’esame preliminare

Se non sei stato promosso all’ultimo anno di corso, prima della maturità devi superare un esame preliminare. È previsto dall’articolo 14 comma 2 del D.Lgs. 62/2017 e serve a verificare che tu abbia la preparazione delle materie degli anni che non hai completato.

Come funziona

  • Lo sostieni in presenza, davanti al consiglio di classe della scuola che ti è stata assegnata
  • Il consiglio di classe può essere integrato dai docenti delle discipline insegnate negli anni precedenti l’ultimo
  • Serve almeno 6/10 in ogni disciplina. Non fa media: un’insufficienza in una materia blocca tutto
  • Se lo superi, sei ammesso alla maturità

Il dettaglio che vale la pena conoscere

Anche se poi non superi la maturità, l’esame preliminare superato vale come idoneità all’ultima classe. E se l’esito è negativo, può comunque esserti riconosciuta l’idoneità a una classe precedente.

Vuol dire che l’esame preliminare non è mai tempo buttato: nel peggiore dei casi ti lascia un’idoneità riconosciuta da cui ripartire. Su questo si differenzia dall’esame di idoneità, che serve a rientrare in una classe per proseguire, non ad accedere direttamente alla maturità.

Cosa succede all’esame di maturità

Superato il preliminare, sostieni lo stesso esame degli studenti interni: prima prova scritta, seconda prova scritta sulla disciplina caratterizzante indicata ogni anno dal decreto ministeriale, colloquio.

C’è però una differenza sostanziale nel punteggio di partenza.

Il credito del privatista lo decide l’esame preliminare

Su questo punto circola molta confusione, quindi vale la pena essere precisi: il candidato esterno non parte da zero crediti.

Il credito scolastico pesa fino a 40 punti sui 100 totali, ripartiti in 12 punti per il terzo anno, 13 per il quarto e 15 per il quinto. Gli studenti interni lo maturano negli scrutini del triennio. Per il candidato esterno lo attribuisce il consiglio di classe davanti al quale sostiene l’esame preliminare, sulla base della documentazione del curriculum scolastico e dei risultati delle prove preliminari, applicando la stessa tabella A allegata al D.Lgs. 62/2017.

In altre parole: il preliminare non è solo uno sbarramento da superare. È anche la prova che ti costruisce fino a 40 punti su 100 del voto finale.

“Per i candidati esterni il credito scolastico è attribuito dal consiglio di classe davanti al quale sostengono l’esame preliminare […] sulla base della documentazione del curriculum scolastico e dei risultati delle prove preliminari.”

Art. 15, comma 3, D.Lgs. 13 aprile 2017 n. 62

La tabella A si applica anche a chi ha sostenuto esami di idoneità: se hai recuperato un’annualità per idoneità, il voto di quell’esame entra nel calcolo del credito. Se vuoi capire come funziona il meccanismo dei crediti per gli studenti interni, il confronto è utile: crediti maturità: tabella e calcolo. Per date, prove e struttura dell’esame in generale, la guida è maturità: date, prove e novità.

I passaggi, in ordine

Verifica di rientrare in uno dei quattro casi

Età (19 anni nell’anno dell’esame), anzianità del titolo di terza media (almeno quanto dura il corso), titolo quadriennale precedente, oppure ritiro dall’ultimo anno prima del 15 marzo. Ne basta uno.

Controlla il monte ore PCTO

Ti serve almeno il 75% del monte ore previsto dall’indirizzo. Recupera la documentazione di lavoro, tirocini o attività assimilabili secondo i criteri del Decreto MIM 226/2024. Fallo prima di presentare la domanda: senza questo requisito non accedi nemmeno al preliminare.

Presenta la domanda online a novembre

Accedi alla piattaforma del Ministero con SPID, CIE o eIDAS. Indica fino a tre scuole di preferenza e allega le dichiarazioni sostitutive richieste ai sensi del D.P.R. 445/2000. Paga la tassa d’esame tramite Pago in Rete o bollettino postale.

Attendi l’assegnazione della sede

L’Ufficio Scolastico Regionale assegna la scuola in base ai criteri di distribuzione territoriale. Da quel momento il tuo interlocutore è la segreteria di quella scuola: è lì che chiedi il calendario del preliminare e i programmi delle discipline.

Prepara e sostieni l’esame preliminare

Studia sui programmi effettivi delle discipline degli anni che ti mancano, non su versioni ridotte. Ti serve 6/10 in ognuna. Si svolge in presenza davanti al consiglio di classe, di norma a maggio.

Sostieni l’esame di maturità

Prima prova, seconda prova sulla disciplina caratterizzante e colloquio, insieme ai candidati interni. Il tuo punteggio si costruisce interamente sull’esame, senza il credito di un triennio alle spalle.

Quanto tempo serve per prepararsi

Nessuno può darti un numero valido per tutti, ma qualche riferimento onesto serve.

Se ti manca solo l’ultimo anno e hai studiato fino a poco tempo prima, un anno scolastico di preparazione seria è sufficiente. Se ti mancano due o tre anni di programma e hai smesso da un po’, il preliminare è la parte difficile: sono molte materie, tutte richieste al 6, tutte da portare insieme.

La difficoltà del percorso da privatista non è il livello delle singole materie. È il volume e l’assenza di una struttura esterna che ti scandisca il tempo. A scuola c’è l’interrogazione che ti obbliga a stare al passo. Da privatista non c’è niente: solo tu, un programma lungo e una data che sembra lontanissima fino a quando non ti ritrovi ad averla la settimana dopo.

È qui che si arenano quasi tutti, non sulle materie.

Per approfondire

Domande frequenti

Chi può dare la maturità da privatista?
L’articolo 14 del D.Lgs. 62/2017 prevede quattro casi alternativi, e basta rientrare in uno. Compiere 19 anni entro l’anno solare dell’esame avendo adempiuto all’obbligo di istruzione. Possedere il diploma di terza media da almeno tanti anni quanti dura il corso scelto, indipendentemente dall’età. Possedere un titolo di un corso quadriennale del previgente ordinamento o il diploma professionale di tecnico. Oppure aver cessato la frequenza dell’ultimo anno di corso prima del 15 marzo.
Quanti anni bisogna avere per fare la maturità da privatista?
Di norma 19 anni compiuti entro l’anno solare in cui si svolge l’esame. Esiste però un’alternativa che prescinde dall’età: se possiedi il diploma di terza media da almeno tanti anni quanti dura il corso prescelto, cinque per un quinquennale, puoi presentarti indipendentemente dall’età. Chi ha preso la terza media cinque anni prima può quindi candidarsi anche a 18 anni.
Quando si presenta la domanda per l’esame di maturità da privatista?
La domanda si presenta esclusivamente online sulla piattaforma del Ministero dell’Istruzione e del Merito, con accesso tramite SPID, CIE o eIDAS. La finestra si apre a novembre dell’anno scolastico precedente all’esame: nel 2025/2026 è andata dal 12 novembre al 12 dicembre 2025. Le date esatte cambiano ogni anno e vengono fissate da una circolare ministeriale pubblicata in autunno, quindi vanno sempre verificate sul sito del Ministero.
La scadenza è ancora il 30 novembre?
No. Per molti anni il termine per i candidati esterni era il 30 novembre, e diversi siti riportano ancora quella data, ma la procedura è cambiata. Oggi la domanda si presenta online in una finestra fissata annualmente da una circolare del Ministero: nel 2025/2026 apriva il 12 novembre e chiudeva il 12 dicembre. Prima di regolarsi su una data trovata online conviene cercare la circolare dell’anno in corso.
Cos’è l’esame preliminare per i privatisti?
È la prova che i candidati esterni non promossi all’ultimo anno devono superare per essere ammessi all’esame di maturità, prevista dall’articolo 14 comma 2 del D.Lgs. 62/2017. Verifica la preparazione nelle materie degli anni non completati, si svolge in presenza davanti al consiglio di classe della scuola assegnata, e richiede almeno 6/10 in ogni disciplina. Il consiglio di classe può essere integrato dai docenti delle discipline degli anni precedenti l’ultimo.
Cosa succede se non supero l’esame preliminare?
Se l’esito è negativo può comunque esserti riconosciuta l’idoneità a una classe precedente, quindi non perdi tutto. E vale anche il caso opposto: se superi il preliminare ma poi non superi la maturità, il preliminare superato vale come idoneità all’ultima classe. In entrambi i casi resta un punto di ripartenza formale su cui costruire l’anno successivo.
Serve l’alternanza scuola-lavoro per la maturità da privatista?
Sì, ed è il requisito che causa più esclusioni. Serve dimostrare di aver svolto attività di PCTO pari ad almeno tre quarti del monte ore previsto dall’indirizzo per cui si sostiene l’esame. Senza questo requisito non si accede nemmeno all’esame preliminare. I criteri per il riconoscimento delle attività assimilabili sono definiti dal Decreto MIM n. 226 del 12 novembre 2024: esperienze di lavoro, tirocini e attività documentate possono essere riconosciute.
Posso scegliere la scuola dove sostenere l’esame?
Puoi indicare nella domanda fino a tre scuole di preferenza, ma la sede viene assegnata dall’Ufficio Scolastico Regionale secondo criteri di distribuzione territoriale, quindi potresti essere assegnato a una scuola diversa da quelle indicate. Esiste inoltre un vincolo anti conflitto di interessi: chi ha frequentato scuole non statali e non paritarie non può sostenere l’esame presso una paritaria che dipenda dallo stesso gestore o da un gestore con interessi in comune.
Il privatista ha i crediti del triennio?
No. Gli studenti interni arrivano all’esame con un credito scolastico maturato nel triennio che pesa fino a 40 punti su 100. Il candidato esterno non ha un triennio di valutazioni da convertire: il credito gli viene attribuito sulla base degli esiti delle prove preliminari. Il voto finale si costruisce quindi essenzialmente sull’esame, senza una media di partenza che sostenga o che penalizzi.
L’esame di maturità da privatista è più difficile?
Le prove sono le stesse dei candidati interni: prima prova scritta, seconda prova sulla disciplina caratterizzante e colloquio. Ciò che rende il percorso più impegnativo è quello che viene prima: l’esame preliminare su tutte le materie degli anni non completati, con il vincolo del 6 in ciascuna, e l’assenza del credito del triennio. La difficoltà reale è il volume di programma da tenere insieme senza la scansione quotidiana della scuola.
Quante volte si può provare la maturità da privatista?
Non c’è un limite al numero di tentativi. Ogni anno scolastico va però presentata una nuova domanda nella finestra prevista, e se non si è stati promossi all’ultimo anno va sostenuto di nuovo l’esame preliminare, salvo che un preliminare già superato in precedenza abbia prodotto l’idoneità all’ultima classe.
Il diploma da privatista vale come quello normale?
Sì, è identico. Il titolo è rilasciato da una scuola del sistema nazionale di istruzione a seguito di un esame di Stato con commissione mista, e ha esattamente lo stesso valore legale del diploma conseguito da studente interno. Vale per l’accesso all’università, per i concorsi pubblici e per il mercato del lavoro, e sul diploma non risulta alcuna distinzione tra candidato interno ed esterno.

Fonti ufficiali

  1. D.Lgs. 13 aprile 2017, n. 62, art. 14 (ammissione dei candidati esterni) e art. 15 (attribuzione del credito scolastico). Normattiva, testo vigente
  2. Ministero dell’Istruzione e del Merito, procedura online per le domande dei candidati esterni. Accesso con SPID, CIE o eIDAS
  3. Ministero dell’Istruzione e del Merito, attribuzione del credito scolastico. Tabella A allegata al D.Lgs. 62/2017
  4. Legge 5 giugno 2025, n. 79, art. 5 (conversione del D.L. 7 aprile 2025, n. 45). Gazzetta Ufficiale del 6 giugno 2025
  5. Ministero dell’Istruzione e del Merito. Sito istituzionale