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DSA: Cosa Sono, Come Riconoscerli e Cosa Fare | Guida Genitori

Una maestra che dice “è intelligente ma non si applica”, pagelle che non tornano, o una diagnosi appena arrivata e cento domande. Questa è la guida per genitori ai Disturbi Specifici dell’Apprendimento: cosa significa DSA, quali sono i quattro disturbi, come si riconoscono, la differenza con i BES e — soprattutto — il percorso, tappa per tappa, da qui in avanti.

DSA significa Disturbi Specifici dell’Apprendimento: condizioni di origine neurobiologica che riguardano in modo circoscritto lettura, scrittura e calcolo, in presenza di intelligenza nella norma. Non sono una malattia, non si “guariscono” e non c’entrano con la pigrizia: sono un modo diverso di elaborare le informazioni, riconosciuto e tutelato dalla legge 170/2010. Riguardano oltre il 5% degli studenti italiani.
📋 In questa guida
  1. Quali sono i 4 DSA
  2. Cosa NON sono i DSA
  3. DSA e BES: la differenza
  4. Come si riconoscono: i segnali per età
  5. Il percorso in 5 tappe
  6. La legge 170 in due minuti
  7. Domande frequenti

Quali sono i 4 DSA

DisturboCosa riguardaCome si manifesta (esempi)
DislessiaLa lettura (velocità e correttezza)Lettura lenta e faticosa, inversioni e sostituzioni di lettere, comprensione che cala quando l’energia va tutta nella decodifica
DiscalculiaIl numero e il calcoloTabelline che non si fissano, calcoli a mente lenti, difficoltà con incolonnamenti e segni, ma ragionamento matematico spesso intatto
DisgrafiaIl gesto grafico della scritturaGrafia poco leggibile e irregolare, lentezza, impugnatura faticosa, quaderni disordinati nonostante l’impegno
DisortografiaLa correttezza ortograficaErrori persistenti di doppie, accenti, h, fusioni e separazioni illegali (“lacqua”, “in sieme”), anche dopo tanto esercizio

I quattro disturbi spesso coesistono (si parla di comorbidità): un profilo dislessia + disortografia, ad esempio, è frequentissimo. È uno dei motivi per cui la valutazione va fatta da un’équipe e non “a occhio”.

Cosa NON sono i DSA

  • Non sono un deficit di intelligenza. La diagnosi di DSA si fa proprio a condizione che l’intelligenza sia nella norma: molti studenti con DSA hanno QI sopra la media
  • Non sono pigrizia o svogliatezza. Semmai il contrario: uno studente con DSA non riconosciuto fatica il doppio per ottenere la metà — ed è per questo che prima o poi smette di provarci
  • Non sono una malattia da curare. Sono una caratteristica del neurosviluppo: non esiste una “terapia che li fa passare”, esistono percorsi (logopedici, didattici) che potenziano le abilità e strumenti che compensano
  • Non sono un problema di vista o udito, né una conseguenza di problemi psicologici o di scarsa scolarizzazione: la diagnosi li esclude esplicitamente
  • Non spariscono con l’età — ma con diagnosi tempestiva, strumenti e metodo, smettono di essere un limite al percorso scolastico e professionale

DSA e BES: che differenza c’è

Le due sigle si trovano spesso insieme (anche nel nome di questa sezione del blog) e generano confusione. La gerarchia è semplice: BES — Bisogni Educativi Speciali — è la categoria-ombrello che comprende tutti gli studenti che necessitano di attenzioni educative particolari. Dentro ci sono tre gruppi:

  • Disabilità certificate (legge 104/1992) → hanno diritto al PEI e all’insegnante di sostegno
  • DSA certificati (legge 170/2010) → hanno diritto al PDP obbligatorio, con strumenti compensativi e misure dispensative
  • Altri BES (svantaggio linguistico, socio-economico, difficoltà non certificabili) → il consiglio di classe può adottare un PDP, ma non è un obbligo di legge
Tutti i DSA sono BES; non tutti i BES sono DSA. La differenza pratica più importante: con la certificazione DSA, il PDP è un diritto esigibile, non una concessione.

Come si riconoscono: i segnali per età

Scuola primaria

  • Lettura che resta lenta e stentata anche in 2ª-3ª, con errori che i compagni non fanno più
  • Ortografia che non si stabilizza nonostante l’esercizio; grafia illeggibile o faticosissima
  • Tabelline e fatti numerici che “entrano ed escono”; conta ancora sulle dita quando i pari hanno automatizzato
  • Grande divario tra ciò che sa esporre a voce e ciò che produce per iscritto

Scuola media

  • Studio che richiede il triplo del tempo dei compagni, con risultati che non lo riflettono
  • Rifiuto crescente della lettura ad alta voce, dei compiti scritti, delle lingue straniere
  • Appunti inutilizzabili; il diario è un buco nero organizzativo
  • Frasi come “sono stupido”, calo di autostima e motivazione

Superiori (e adulti)

  • Ce l’ha sempre fatta “compensando” con intelligenza e fatica, ma al crescere del carico il sistema salta
  • Tempi di studio insostenibili, ansia da verifica, risultati altalenanti inspiegabili
  • Non è mai troppo tardi: la valutazione si può fare anche alle superiori e da adulti
⚠️ Un segnale non è una diagnosi. Questi elenchi servono a decidere se approfondire, non a etichettare: la valutazione spetta a un’équipe di professionisti. Ne parliamo nella tappa 2 del percorso qui sotto.

La diagnosi è l’inizio. Il metodo è il percorso.

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Il percorso in 5 tappe: dal sospetto allo studio quotidiano

Tappa 1 — Il sospetto

Confronta le tue osservazioni con gli insegnanti (loro vedono tuo figlio accanto a 25 coetanei: il confronto è prezioso) e col pediatra. Se i segnali convergono, si passa alla valutazione — senza aspettare “che maturi”.

Tappa 2 — La valutazione e la certificazione

Un’équipe (neuropsichiatra infantile, psicologo, logopedista) del SSN o privata accreditata svolge la valutazione e, se conferma, rilascia la certificazione DSA: il documento che apre tutte le tutele. Tempi, costi e differenze ASL/privato nella guida dedicata:

🩺

Tappa 3 — La consegna a scuola

La certificazione va protocollata in segreteria (mai la semplice consegna a mano al docente). Da quel momento la scuola ha l’obbligo di attivarsi.

Tappa 4 — Il PDP

Il consiglio di classe redige il Piano Didattico Personalizzato: strumenti compensativi, misure dispensative e criteri di valutazione, materia per materia. È il documento che governa la vita scolastica di tuo figlio, e va letto riga per riga prima di firmarlo:

📄
🧰

Tappa 5 — Lo studio quotidiano (la tappa che dura anni)

Qui si vince o si perde la partita: gli strumenti concessi vanno imparati, e serve un metodo di studio costruito sul profilo di tuo figlio. Le due risorse per partire:

🗺️
🧩

La legge 170/2010 in due minuti

La legge 8 ottobre 2010, n. 170 riconosce dislessia, discalculia, disgrafia e disortografia come Disturbi Specifici dell’Apprendimento e garantisce agli studenti certificati: il diritto a una didattica individualizzata e personalizzata (il PDP), l’uso di strumenti compensativi e misure dispensative, forme adeguate di verifica e valutazione (anche agli esami di Stato e all’università), e la diagnosi precoce con attività di individuazione a scuola. Le Linee Guida attuative (DM 5669/2011) dettagliano come tutto questo va applicato in classe.

Punto spesso frainteso: la legge 170 non riduce gli obiettivi di apprendimento. Cambia gli strumenti e le modalità, non il traguardo: il diploma di uno studente DSA vale esattamente come quello dei compagni.

Domande frequenti sui DSA

Cosa significa DSA?
Disturbi Specifici dell’Apprendimento: condizioni di origine neurobiologica che riguardano in modo circoscritto lettura, scrittura e calcolo, con intelligenza nella norma. Riconosciuti dalla legge 170/2010, non sono una malattia né dipendono dall’impegno.
Quali sono i 4 DSA?
Dislessia (lettura), discalculia (numeri e calcolo), disgrafia (gesto grafico della scrittura) e disortografia (correttezza ortografica). Spesso coesistono nella stessa persona.
Che differenza c’è tra DSA e BES?
BES è la categoria ampia (disabilità, DSA e altri svantaggi); i DSA ne sono un sottoinsieme con tutela specifica: per loro il PDP è un obbligo di legge, per gli altri BES è una scelta del consiglio di classe. Tutti i DSA sono BES, non viceversa.
I DSA si guariscono?
No, perché non sono una malattia: sono una caratteristica del neurosviluppo che accompagna tutta la vita. Con diagnosi tempestiva, strumenti e metodo, però, si compensano al punto da non essere più un limite al percorso di studi.
Chi fa la diagnosi?
Un’équipe multidisciplinare (neuropsichiatra infantile, psicologo, logopedista) del SSN o privata accreditata secondo le norme regionali. La certificazione che ne deriva dà accesso alle tutele della legge 170.
Quanti sono gli studenti con DSA in Italia?
Oltre il 5% della popolazione scolastica secondo i dati ministeriali, in crescita costante per la maggiore capacità di individuazione. Statisticamente, almeno uno per classe.
Un DSA può andare bene a scuola e all’università?
Sì: i DSA non riguardano l’intelligenza. La variabile decisiva è quanto presto il disturbo viene riconosciuto e quanto bene viene supportato con strumenti e metodo.
Cosa faccio se sospetto un DSA in mio figlio?
Confrontati con gli insegnanti, parlane col pediatra e richiedi la valutazione (ASL o specialisti privati accreditati). Se la diagnosi arriva: protocollo a scuola e avvio del PDP. Prima si parte, meglio è.