Il PDP è il documento più importante della vita scolastica di uno studente con DSA — e anche quello che le famiglie firmano più spesso senza averlo davvero letto. Questa guida spiega cos’è, chi lo scrive ed entro quando, cosa deve contenere sezione per sezione, la differenza col PEI, e cosa fare (in ordine) se la scuola non lo applica.
📋 In questa guida
Cos’è il PDP e chi ne ha diritto
Il Piano Didattico Personalizzato nasce con la legge 170/2010 e il DM 5669/2011: è lo strumento con cui la scuola traduce la certificazione DSA in didattica concreta. Non è un favore né un progetto pedagogico astratto: è il contratto operativo tra scuola e famiglia su come lo studente lavorerà e verrà valutato durante l’anno.
- Per gli studenti con certificazione DSA è un obbligo di legge: la scuola deve predisporlo, la famiglia non deve “richiederlo come cortesia”
- Per gli altri BES (svantaggi non certificabili ai sensi della 170) il consiglio di classe può adottarlo su propria valutazione
- Il presupposto è la certificazione protocollata in segreteria: se la diagnosi è ferma nello zaino o consegnata a voce al docente, formalmente non esiste
Nuova diagnosi in corso d’anno? Il PDP va predisposto comunque, in tempi brevi dalla consegna: non si aspetta settembre.
Chi lo redige ed entro quando
- Chi: il consiglio di classe al completo — ogni docente per la propria materia — con il coordinamento del referente DSA d’istituto. Non è “il documento del coordinatore”: ogni insegnante è responsabile della propria sezione
- Con chi: in raccordo con la famiglia e, dove utile, con gli specialisti che seguono lo studente (le indicazioni del clinico nella diagnosi sono la base di partenza)
- Quando: di norma entro il primo trimestre (nella prassi: fine novembre). Un PDP firmato a marzo è un PDP arrivato tardi
- Firme: dirigente scolastico, docenti e famiglia; la famiglia ha diritto alla copia
- Aggiornamento: ogni anno scolastico, e in corso d’anno se qualcosa non funziona — strumenti adatti in prima media possono essere superati in terza
Cosa deve contenere, sezione per sezione
| Sezione | Cosa c’è dentro | A cosa fare attenzione |
|---|---|---|
| 1. Dati e diagnosi | Anagrafica, sintesi della certificazione, specialisti di riferimento | La sintesi deve riflettere la diagnosi reale (dislessia ≠ generico “difficoltà”) |
| 2. Funzionamento delle abilità | Descrizione di lettura, scrittura, calcolo, memoria, attenzione dello studente | Deve essere individuale, non un copia-incolla da modello |
| 3. Didattica personalizzata | Metodologie e strategie per materia (anticipazione degli argomenti, uso di immagini/schemi, ecc.) | Le materie critiche (lingue, matematica) meritano strategie specifiche, non formule generiche |
| 4. Strumenti compensativi | Elencati materia per materia: mappe, sintesi vocale, calcolatrice, videoscrittura… | Ciò che non è scritto qui andrà rinegoziato ogni volta: meglio esplicito che implicito |
| 5. Misure dispensative | Da cosa lo studente è dispensato: lettura ad alta voce, tempi standard, studio mnemonico… | Occhio alla differenza dispensa/esonero nelle lingue straniere |
| 6. Verifica e valutazione | Tempi aggiuntivi (o riduzione quantitativa), interrogazioni programmate, criteri (non valutare l’ortografia dove non è oggetto, ecc.) | È la sezione più “usata” dell’anno: deve essere precisa |
| 7. Patto con la famiglia | Impegni reciproci, gestione dei compiti a casa, modalità di comunicazione | Qui si può formalizzare anche il supporto pomeridiano (doposcuola, tutor) |
Gli strumenti e le misure delle sezioni 4-5 sono il cuore operativo del documento: per capire cosa chiedere e come si usano, c’è la guida completa a strumenti compensativi e misure dispensative.
PDP e PEI: la differenza
| PDP | PEI | |
|---|---|---|
| Per chi | Studenti con DSA (L. 170/2010) e altri BES | Alunni con disabilità certificata (L. 104/1992) |
| Obiettivi | Gli stessi della classe: cambiano strumenti e modalità | Possono essere personalizzati o differenziati |
| Sostegno | Non previsto | Insegnante di sostegno previsto |
| Chi lo redige | Consiglio di classe con la famiglia | GLO (gruppo di lavoro operativo) con famiglia e specialisti |
| Effetto sul titolo | Diploma con pieno valore legale | Dipende dal percorso (ordinario o differenziato) |
La checklist: controlla il PDP di tuo figlio prima di firmarlo
- La sintesi della diagnosi corrisponde alla certificazione (disturbi giusti, non formule generiche)?
- Ogni materia ha strumenti e misure propri — o c’è un elenco unico fotocopiato per tutte?
- Le materie critiche per il profilo di tuo figlio (lingue con la dislessia, matematica con la discalculia) hanno misure specifiche?
- La sezione verifiche specifica tempi aggiuntivi O riduzione quantitativa, interrogazioni programmate e criteri di valutazione?
- Gli strumenti scritti sono quelli che tuo figlio usa davvero (e sa usare)?
- Nelle lingue straniere: c’è scritto “dispensa dalle prove scritte” o “esonero”? Sono cose diverse, con conseguenze diverse: chiedi che ti venga spiegata la differenza prima di firmare
- Hai ricevuto la tua copia firmata?
Se qualche risposta è no: chiedi un’integrazione prima di firmare, portando se serve le indicazioni scritte del clinico. È una richiesta normale, non un atto ostile.
Se la scuola non applica il PDP: il percorso in 4 passi
- Colloquio col docente. Nella maggior parte dei casi è distrazione, non ostilità: un confronto diretto e specifico (“nelle ultime due verifiche non sono stati concessi i tempi aggiuntivi previsti a pag. X”) risolve
- Coordinatore + referente DSA. Se il problema persiste, si sale di livello coinvolgendo chi ha la regia del documento
- Richiesta scritta al dirigente. Formale, protocollata, con i fatti circostanziati. Da qui in avanti, tutto per iscritto
- Ufficio Scolastico Regionale. L’ultima istanza amministrativa. A questo punto è utile farsi affiancare (referenti delle associazioni DSA territoriali, ad esempio)
Il PDP agli esami di Stato (terza media e maturità)
Le commissioni d’esame tengono conto del PDP: lo studente può usare gli strumenti compensativi e i tempi aggiuntivi già utilizzati durante l’anno, e le prove vengono valutate con criteri coerenti col piano. Due implicazioni pratiche:
- Il PDP dell’ultimo anno va curato più di tutti: agli esami si porta ciò che è documentato — se la sintesi vocale non è nel PDP, in sede d’esame non si improvvisa
- Gli strumenti vanno padroneggiati prima: l’esame non è il posto dove usare una mappa digitale per la seconda volta nella vita
Ed è qui che si chiude il cerchio: il PDP concede, ma qualcuno deve allenare. Per il metodo quotidiano e la scelta di un eventuale tutor:
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