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PDP: Cos’è il Piano Didattico Personalizzato e Cosa Contiene

Il PDP è il documento più importante della vita scolastica di uno studente con DSA — e anche quello che le famiglie firmano più spesso senza averlo davvero letto. Questa guida spiega cos’è, chi lo scrive ed entro quando, cosa deve contenere sezione per sezione, la differenza col PEI, e cosa fare (in ordine) se la scuola non lo applica.

In breve: il PDP — Piano Didattico Personalizzato — formalizza per iscritto, materia per materia, strategie didattiche, strumenti compensativi, misure dispensative e criteri di valutazione per lo studente con certificazione DSA. Lo redige il consiglio di classe entro il primo trimestre, lo firma anche la famiglia (che ne riceve copia) e, una volta firmato, la sua applicazione non è facoltativa — nemmeno agli esami di Stato.
📋 In questa guida
  1. Cos’è il PDP e chi ne ha diritto
  2. Chi lo redige ed entro quando
  3. Cosa deve contenere, sezione per sezione
  4. PDP e PEI: la differenza
  5. La checklist: controlla il PDP di tuo figlio
  6. Se la scuola non lo applica
  7. Il PDP agli esami di Stato
  8. Domande frequenti

Cos’è il PDP e chi ne ha diritto

Il Piano Didattico Personalizzato nasce con la legge 170/2010 e il DM 5669/2011: è lo strumento con cui la scuola traduce la certificazione DSA in didattica concreta. Non è un favore né un progetto pedagogico astratto: è il contratto operativo tra scuola e famiglia su come lo studente lavorerà e verrà valutato durante l’anno.

  • Per gli studenti con certificazione DSA è un obbligo di legge: la scuola deve predisporlo, la famiglia non deve “richiederlo come cortesia”
  • Per gli altri BES (svantaggi non certificabili ai sensi della 170) il consiglio di classe può adottarlo su propria valutazione
  • Il presupposto è la certificazione protocollata in segreteria: se la diagnosi è ferma nello zaino o consegnata a voce al docente, formalmente non esiste

Nuova diagnosi in corso d’anno? Il PDP va predisposto comunque, in tempi brevi dalla consegna: non si aspetta settembre.

Chi lo redige ed entro quando

  • Chi: il consiglio di classe al completo — ogni docente per la propria materia — con il coordinamento del referente DSA d’istituto. Non è “il documento del coordinatore”: ogni insegnante è responsabile della propria sezione
  • Con chi: in raccordo con la famiglia e, dove utile, con gli specialisti che seguono lo studente (le indicazioni del clinico nella diagnosi sono la base di partenza)
  • Quando: di norma entro il primo trimestre (nella prassi: fine novembre). Un PDP firmato a marzo è un PDP arrivato tardi
  • Firme: dirigente scolastico, docenti e famiglia; la famiglia ha diritto alla copia
  • Aggiornamento: ogni anno scolastico, e in corso d’anno se qualcosa non funziona — strumenti adatti in prima media possono essere superati in terza

Cosa deve contenere, sezione per sezione

SezioneCosa c’è dentroA cosa fare attenzione
1. Dati e diagnosiAnagrafica, sintesi della certificazione, specialisti di riferimentoLa sintesi deve riflettere la diagnosi reale (dislessia ≠ generico “difficoltà”)
2. Funzionamento delle abilitàDescrizione di lettura, scrittura, calcolo, memoria, attenzione dello studenteDeve essere individuale, non un copia-incolla da modello
3. Didattica personalizzataMetodologie e strategie per materia (anticipazione degli argomenti, uso di immagini/schemi, ecc.)Le materie critiche (lingue, matematica) meritano strategie specifiche, non formule generiche
4. Strumenti compensativiElencati materia per materia: mappe, sintesi vocale, calcolatrice, videoscrittura…Ciò che non è scritto qui andrà rinegoziato ogni volta: meglio esplicito che implicito
5. Misure dispensativeDa cosa lo studente è dispensato: lettura ad alta voce, tempi standard, studio mnemonico…Occhio alla differenza dispensa/esonero nelle lingue straniere
6. Verifica e valutazioneTempi aggiuntivi (o riduzione quantitativa), interrogazioni programmate, criteri (non valutare l’ortografia dove non è oggetto, ecc.)È la sezione più “usata” dell’anno: deve essere precisa
7. Patto con la famigliaImpegni reciproci, gestione dei compiti a casa, modalità di comunicazioneQui si può formalizzare anche il supporto pomeridiano (doposcuola, tutor)

Gli strumenti e le misure delle sezioni 4-5 sono il cuore operativo del documento: per capire cosa chiedere e come si usano, c’è la guida completa a strumenti compensativi e misure dispensative.

PDP e PEI: la differenza

PDPPEI
Per chiStudenti con DSA (L. 170/2010) e altri BESAlunni con disabilità certificata (L. 104/1992)
ObiettiviGli stessi della classe: cambiano strumenti e modalitàPossono essere personalizzati o differenziati
SostegnoNon previstoInsegnante di sostegno previsto
Chi lo redigeConsiglio di classe con la famigliaGLO (gruppo di lavoro operativo) con famiglia e specialisti
Effetto sul titoloDiploma con pieno valore legaleDipende dal percorso (ordinario o differenziato)

Il PDP dice cosa può usare. Il tutor gli insegna come.

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La checklist: controlla il PDP di tuo figlio prima di firmarlo

  • La sintesi della diagnosi corrisponde alla certificazione (disturbi giusti, non formule generiche)?
  • Ogni materia ha strumenti e misure propri — o c’è un elenco unico fotocopiato per tutte?
  • Le materie critiche per il profilo di tuo figlio (lingue con la dislessia, matematica con la discalculia) hanno misure specifiche?
  • La sezione verifiche specifica tempi aggiuntivi O riduzione quantitativa, interrogazioni programmate e criteri di valutazione?
  • Gli strumenti scritti sono quelli che tuo figlio usa davvero (e sa usare)?
  • Nelle lingue straniere: c’è scritto “dispensa dalle prove scritte” o “esonero”? Sono cose diverse, con conseguenze diverse: chiedi che ti venga spiegata la differenza prima di firmare
  • Hai ricevuto la tua copia firmata?

Se qualche risposta è no: chiedi un’integrazione prima di firmare, portando se serve le indicazioni scritte del clinico. È una richiesta normale, non un atto ostile.

Se la scuola non applica il PDP: il percorso in 4 passi

  1. Colloquio col docente. Nella maggior parte dei casi è distrazione, non ostilità: un confronto diretto e specifico (“nelle ultime due verifiche non sono stati concessi i tempi aggiuntivi previsti a pag. X”) risolve
  2. Coordinatore + referente DSA. Se il problema persiste, si sale di livello coinvolgendo chi ha la regia del documento
  3. Richiesta scritta al dirigente. Formale, protocollata, con i fatti circostanziati. Da qui in avanti, tutto per iscritto
  4. Ufficio Scolastico Regionale. L’ultima istanza amministrativa. A questo punto è utile farsi affiancare (referenti delle associazioni DSA territoriali, ad esempio)
⚠️ Perché documentare conta: un PDP firmato è un atto della scuola. Valutazioni assegnate ignorandolo sistematicamente (niente tempi aggiuntivi, strumenti negati in verifica) sono contestabili — ma solo se i fatti sono ricostruibili per iscritto.

Il PDP agli esami di Stato (terza media e maturità)

Le commissioni d’esame tengono conto del PDP: lo studente può usare gli strumenti compensativi e i tempi aggiuntivi già utilizzati durante l’anno, e le prove vengono valutate con criteri coerenti col piano. Due implicazioni pratiche:

  • Il PDP dell’ultimo anno va curato più di tutti: agli esami si porta ciò che è documentato — se la sintesi vocale non è nel PDP, in sede d’esame non si improvvisa
  • Gli strumenti vanno padroneggiati prima: l’esame non è il posto dove usare una mappa digitale per la seconda volta nella vita

Ed è qui che si chiude il cerchio: il PDP concede, ma qualcuno deve allenare. Per il metodo quotidiano e la scelta di un eventuale tutor:

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Domande frequenti sul PDP

Cos’è il PDP?
Il Piano Didattico Personalizzato: il documento con cui la scuola formalizza, materia per materia, strategie, strumenti compensativi, misure dispensative e criteri di valutazione per lo studente con DSA. Previsto dalla legge 170/2010 e dal DM 5669/2011, per i DSA certificati è un obbligo.
Chi lo redige ed entro quando?
Il consiglio di classe al completo, in raccordo con la famiglia e gli specialisti, di norma entro il primo trimestre (fine novembre nella prassi). Con una diagnosi consegnata in corso d’anno va predisposto comunque in tempi brevi.
Cosa deve contenere?
Dati e sintesi della diagnosi, descrizione del funzionamento delle abilità, didattica personalizzata, strumenti compensativi e misure dispensative per materia, modalità di verifica e valutazione, patto con la famiglia. Firmato da dirigente, docenti e famiglia, che ne riceve copia.
Che differenza c’è tra PDP e PEI?
Il PEI (legge 104) riguarda la disabilità, coinvolge il GLO, prevede il sostegno e può differenziare gli obiettivi. Il PDP (legge 170) riguarda DSA e altri BES: cambia strumenti e modalità mantenendo gli obiettivi della classe, senza sostegno.
Posso chiedere modifiche prima di firmare?
Sì: chiarimenti e integrazioni sono legittimi, anche portando le indicazioni del clinico. E il PDP non è immutabile: si aggiorna ogni anno e si può rivedere in corso d’anno se non funziona.
Cosa faccio se la scuola non lo applica?
In ordine: colloquio col docente; coordinatore e referente DSA; richiesta scritta protocollata al dirigente; Ufficio Scolastico Regionale. Documentare tutto per iscritto: le valutazioni fatte ignorando sistematicamente il PDP sono contestabili.
Il PDP vale agli esami di Stato?
Sì: le commissioni ne tengono conto e consentono strumenti e tempi aggiuntivi già usati durante l’anno. Il PDP dell’ultimo anno è quindi il più importante: agli esami si porta ciò che è documentato.
Il PDP riduce il programma o il valore del diploma?
No: personalizza strumenti e modalità mantenendo gli obiettivi della classe, e il diploma ha identico valore legale. L’unico caso delicato è l’esonero dalla lingua straniera (diverso dalla dispensa dallo scritto), da valutare con attenzione.