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Disgrafia e Disortografia: Differenze, Segnali e Cosa Fare

Sono i due DSA della scrittura e vengono confusi in continuazione — dai genitori, e a volte anche a scuola. Eppure la differenza è netta: una riguarda la mano, l’altra l’ortografia. In questa guida: come distinguerle (con gli esempi dal quaderno), i segnali per età, quando serve la valutazione e gli strumenti che cambiano davvero la vita scolastica.

La differenza in una riga: la disgrafia è la difficoltà nel gesto grafico — grafia illeggibile, lenta, faticosa; la disortografia è la difficoltà nella correttezza ortografica — doppie, accenti, h, fusioni (“lacqua”) che resistono a ogni correzione. Possono presentarsi da sole o insieme, e spesso coesistono con la dislessia. Entrambe sono tutelate dalla legge 170/2010.
📋 In questa guida
  1. La differenza, con la tabella
  2. Disgrafia: i segnali sul quaderno
  3. Disortografia: gli errori tipici
  4. Quando serve la valutazione
  5. Gli strumenti che cambiano tutto
  6. Cosa fare (e non fare) a casa
  7. Domande frequenti

Disgrafia vs disortografia: la tabella

DisgrafiaDisortografia
Cosa riguardaIl gesto grafico (componente motoria)La correttezza ortografica (componente linguistica)
Come si vedeGrafia illeggibile, irregolare, lenta, faticosaErrori persistenti: doppie, accenti, h, fusioni/separazioni
Il quaderno tipoRighe e margini non rispettati, lettere deformi, cancellatureGrafia anche ordinata, ma “lacqua”, “quore”, “in sieme”
Il test mentaleSe lo stesso testo lo detta, gli errori sparisconoSe lo stesso testo lo scrive al PC senza correttore, gli errori restano
Compenso principeVideoscrittura (la tastiera azzera il gesto)Videoscrittura + correttore ortografico

Possono coesistere tra loro e con gli altri DSA (la coppia dislessia + disortografia è frequentissima: entrambe riguardano il codice scritto). Per il quadro generale dei quattro disturbi: la guida completa ai DSA per genitori.

Disgrafia: i segnali sul quaderno

  • Grafia difficilmente leggibile — a volte nemmeno da chi ha scritto — con lettere irregolari per forma e dimensione
  • Lentezza marcata: non finisce mai di copiare dalla lavagna, i dettati restano a metà
  • Impugnatura contratta, pressione eccessiva (o troppo debole), dolore alla mano dopo poche righe
  • Righe, margini e spazi non rispettati; il foglio “non si organizza”
  • Rifiuto crescente dello scrivere — che non è capriccio: è la risposta razionale a un gesto che costa il triplo

Il segnale più eloquente: il contenuto orale è ricco, quello scritto povero e corto. Non perché non abbia idee — perché scriverle costa troppo.

Disortografia: gli errori tipici (e perché le regole non bastano)

  • Errori fonologici: scambi di suoni simili (f/v, p/b, d/t), omissioni e aggiunte di lettere o sillabe (“tavolino” → “tavoino”)
  • Errori non fonologici: fusioni e separazioni illegali (“lacqua”, “in sieme”), grafemi omofoni (“quore”, “squola”), h sbagliata o mancante
  • Errori fonetici: doppie e accenti che vanno e vengono
⚠️ Il punto che i genitori devono sapere: lo studente disortografico spesso conosce la regola perfettamente — se gli chiedi “acqua si scrive con l’apostrofo?”, risponde giusto. Quello che manca è l’automatizzazione: nella scrittura fluida, la regola non si applica da sola. Per questo l’ennesima scheda di esercizi sulle doppie non risolve, e la correzione con la penna rossa demoralizza senza insegnare.

Il contenuto vale più della forma. Facciamolo emergere.

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Quando serve la valutazione (e chi la fa)

La soglia diagnostica per la scrittura è la fine della 2ª primaria: se oltre quella i segnali persistono nonostante esercizio e potenziamento, il passo giusto è la valutazione con un’équipe accreditata — neuropsichiatra, psicologo, logopedista, e per la disgrafia spesso anche il terapista della neuro-psicomotricità. La certificazione apre PDP e tutele della legge 170.

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Gli strumenti che cambiano tutto

  • Videoscrittura: alla tastiera la disgrafia sostanzialmente sparisce e il correttore ortografico gestisce gran parte della disortografia. Dalle medie in su è lo strumento cardine — e va scritto nel PDP
  • Registratore / registrazione delle lezioni al posto degli appunti; foto della lavagna al posto della copiatura
  • Schemi e scalette per la produzione scritta: pianificare prima toglie carico durante
  • In verifica: non valutare ortografia o grafia dove non sono l’oggetto della prova, e tempi aggiuntivi
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Cosa fare (e non fare) a casa

  • Fai: introduci presto la tastiera (anche con un corso di dattilografia adatto ai ragazzi: scrivere con dieci dita è l’investimento migliore), lavora per schemi prima dei testi, valorizza il contenuto ad alta voce
  • Fai: allena gli strumenti del PDP nello studio quotidiano, così in verifica sono naturali
  • Non fare: la penna rossa su ogni errore (demoralizza senza automatizzare), le pagine di copiato “per allenare la mano” (per la disgrafia servono percorsi mirati, non la ripetizione del gesto sbagliato), il “impegnati di più” (si sta già impegnando il triplo)
  • Se lo studio si è inceppato: un tutor formato sui DSA sposta il lavoro dal “come scrive” al “cosa sa” — metodo, mappe e strumenti al posto della guerra sul quaderno
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Domande frequenti

Che differenza c’è tra disgrafia e disortografia?
La disgrafia riguarda il gesto grafico (grafia illeggibile, lenta, faticosa); la disortografia la correttezza ortografica (doppie, accenti, h, fusioni che resistono alle correzioni). Possono presentarsi da sole, insieme, o in comorbidità con la dislessia.
Quali sono i segnali della disgrafia?
Grafia illeggibile e irregolare, lentezza marcata, impugnatura contratta, dolore alla mano, righe e margini non rispettati, rifiuto crescente dello scrivere — con contenuti orali ricchi e scritti poveri.
Quali sono gli errori tipici della disortografia?
Fonologici (scambi f/v, p/b, omissioni), non fonologici (“lacqua”, “quore”, “in sieme”, h sbagliata), fonetici (doppie, accenti). Il tratto distintivo è la persistenza: la regola è nota ma non si automatizza nella scrittura fluida.
Quando serve la valutazione?
Se i segnali persistono oltre la fine della 2ª primaria nonostante esercizio e potenziamento: équipe accreditata (neuropsichiatra, psicologo, logopedista, spesso terapista della neuro-psicomotricità per la disgrafia). La certificazione apre PDP e tutele.
Quali strumenti aiutano nella scrittura?
Videoscrittura con correttore (lo strumento cardine), registratore al posto degli appunti, foto della lavagna, schemi per la produzione scritta; in verifica, non valutare ortografia/grafia dove non sono l’oggetto e tempi aggiuntivi.
Si possono migliorare?
Sì, su due binari: potenziamento mirato (più efficace se precoce) e compensazione immediata con videoscrittura e strategie. Non “passano”, ma smettono di essere il collo di bottiglia dello studio.