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Vuoi entrare a Infermieristica, Fisioterapia, Ostetricia, Logopedia o in uno degli altri corsi dell’area sanitaria? Tutto passa dal test di Professioni Sanitarie, una prova a numero programmato che ogni anno mette in competizione decine di migliaia di candidati per i posti disponibili. In questa guida trovi un metodo concreto su come prepararsi al test di Professioni Sanitarie: struttura della prova, materie da studiare, piano di studio mese per mese, gestione del tempo e del punteggio, simulazioni ed errori da evitare.

60 domandea risposta multipla
100 minutidi tempo totale
90 puntipunteggio massimo
4-6 mesipreparazione ideale

Il test si svolge in data unica nazionale nella prima metà di settembre, in presenza nelle sedi universitarie. A differenza di Medicina, che dall’anno accademico 2025/2026 ha adottato il semestre filtro, le Professioni Sanitarie mantengono il classico test a risposta multipla.

📑 Indice della guida

Com’è fatto il test di Professioni Sanitarie: struttura e durata

Prima di capire come prepararsi, devi sapere esattamente a cosa ti stai preparando. Il test di Professioni Sanitarie è una prova scritta composta da 60 domande a risposta multipla, ognuna con 5 opzioni di cui una sola corretta, da completare in 100 minuti. Significa poco più di un minuto e mezzo a domanda: la gestione del tempo è parte della prova tanto quanto lo studio delle materie.

La struttura, confermata negli ultimi anni e basata sul decreto MUR di riferimento (DM 586/2025 per l’edizione 2025), suddivide le 60 domande così:

SezioneN. domandePeso
Competenze di lettura e conoscenze acquisite negli studi46,7%
Ragionamento logico e problemi58,3%
Biologia2338,3%
Chimica1525,0%
Fisica e Matematica1321,7%
Totale60100%

Il dato più importante da memorizzare è questo: biologia e chimica insieme valgono 38 domande su 60, ovvero oltre il 60% della prova. È lì che si decide la maggior parte del tuo punteggio, ed è lì che dovrai concentrare la maggior parte dello studio.

⚠️ Il decreto 2026 non è ancora uscito. Al momento il MUR non ha pubblicato il decreto per il test 2026/2027. La struttura sopra è quella consolidata e confermata nel 2025: salvo novità, vale anche per il 2026, ma controlla sempre il sito del MUR e il bando del tuo ateneo per la conferma ufficiale. Per la timeline completa di date e bandi, consulta la nostra guida al Test di Professioni Sanitarie 2026.

Quali materie e argomenti studiare

Il programma ufficiale (syllabus) è allegato al decreto MUR e ripreso dai singoli atenei nei bandi. Le materie sono le stesse del test di Medicina, ma con un peso diverso. Ecco cosa studiare, in ordine di priorità.

🧬 Biologia (23 domande) — la materia regina

È la sezione con più domande in assoluto. Gli argomenti chiave: la cellula (struttura, organuli, membrana), genetica (DNA, RNA, sintesi proteica, leggi di Mendel), biologia molecolare, metabolismo energetico, riproduzione e sviluppo, anatomia e fisiologia umana (i principali apparati) ed ecologia di base.

⚗️ Chimica (15 domande) — la seconda priorità

Argomenti centrali: struttura atomica e tavola periodica, legami chimici, stechiometria e bilanciamento delle reazioni, soluzioni e concentrazioni, acidi e basi (pH), ossidoriduzioni e fondamenti di chimica organica (gruppi funzionali, principali classi di composti).

📐 Fisica e Matematica (13 domande)

Si va da cinematica e dinamica, lavoro ed energia, termodinamica ed elettromagnetismo di base per la fisica, ad algebra, equazioni, funzioni, geometria, probabilità ed elementi di statistica per la matematica. Ricorda: non è ammessa la calcolatrice, quindi allenati a fare i calcoli a mano.

🧠 Logica e 📖 Comprensione del testo (9 domande)

Pesano meno sul totale, ma sono le domande dove con il giusto allenamento si recuperano punti “facili”: il ragionamento logico si allena con la pratica costante sui quiz, mentre la comprensione del testo richiede metodo nella lettura del brano.

Per un approfondimento sulle materie e sugli argomenti più frequenti, leggi anche la nostra guida “Come prepararsi al Test di Professioni Sanitarie: tutti gli step” e la panoramica sulle lauree triennali più richieste.

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Come funziona il punteggio

Capire il sistema di punteggio è fondamentale perché cambia la strategia con cui affronti la prova. Il calcolo è il seguente:

  • +1,5 punti per ogni risposta corretta
  • −0,4 punti per ogni risposta errata
  • 0 punti per ogni risposta non data
  • Punteggio massimo: 90 punti (60 × 1,5)
Esempio pratico: rispondi correttamente a 40 domande, ne sbagli 12 e ne lasci 8 in bianco. Il punteggio è: (40 × 1,5) + (12 × −0,4) + (8 × 0) = 60 − 4,8 = 55,2 punti.

La penalità di −0,4 per ogni errore è il motivo per cui rispondere completamente a caso è una strategia perdente: ne parliamo in dettaglio nella sezione sulla gestione del tempo e del punteggio.

Quando iniziare a prepararsi

La domanda che si fanno tutti: quanto tempo prima devo cominciare? La risposta dipende dalla tua base di partenza, ma la regola pratica è chiara: almeno 4-6 mesi di anticipo. Considerando che il test si svolge nella prima metà di settembre, significa iniziare tra marzo e maggio.

Chi arriva da un liceo scientifico con basi solide in biologia e chimica può anche partire più tardi, ma attenzione: il vero vantaggio di una preparazione lunga non è “ripassare di più”, è avere il tempo di fare tante simulazioni cronometrate e di lavorare sulla gestione del tempo, che è ciò che separa chi conosce la teoria da chi supera davvero il test.

✓ La regola d’oro: non esiste “studiare troppo presto”. Esiste solo arrivare a settembre senza aver mai simulato la prova in condizioni reali. Inizia prima, simula spesso.

Il piano di studio in 5 step

Ecco un metodo strutturato per organizzare la preparazione, dallo zero fino al giorno del test.

Step 1 — Parti dal syllabus ufficiale

Scarica il programma allegato al decreto MUR (o, in attesa del decreto 2026, usa quello 2025 come riferimento). Trasformalo in una checklist di argomenti per ogni materia: è la tua mappa di studio. Tutto ciò che studi deve stare dentro quel programma.

Step 2 — Fai una simulazione diagnostica

Prima ancora di aprire i libri, fai una prova completa per misurare il tuo punto di partenza. Ti serve a capire quali materie sono già forti e quali no, così da distribuire lo studio dove serve davvero invece di ripassare ciò che già sai.

Step 3 — Costruisci una routine quotidiana

Imposta sessioni di 2-3 ore al giorno, alternando:

  • Teoria: studio dell’argomento con manuale e schede di sintesi
  • Esercizi mirati: quiz sullo stesso argomento, subito dopo la teoria
  • Ripasso attivo: riprendere gli argomenti vecchi con mappe e quiz, non rileggere passivamente

Step 4 — Dai priorità a biologia e chimica

Visto che valgono 38 domande su 60, devono ricevere la fetta più grande del tuo tempo. Una buona regola è dedicare circa il 60% delle ore a biologia e chimica, e il restante 40% a fisica/matematica, logica e comprensione del testo.

Step 5 — Entra in modalità simulazione

Nelle ultime 6-8 settimane lo studio teorico lascia spazio alle simulazioni complete cronometrate. È la fase in cui consolidi le conoscenze e affini la strategia d’esame. Ne parliamo meglio più avanti.

Gestione del tempo e strategia di punteggio

Conoscere la teoria non basta: molti candidati preparati perdono punti perché non gestiscono bene il tempo o rispondono nel modo sbagliato. Ecco le due strategie che fanno la differenza.

⏱️ Gestione del tempo

Hai 100 minuti per 60 domande, cioè circa 1 minuto e 40 secondi a domanda. Una strategia efficace:

  • Primo giro: rispondi subito alle domande che sai con sicurezza, senza fermarti su quelle difficili
  • Secondo giro: torna sulle domande lasciate in sospeso, ora con più calma
  • Ultimo controllo: riserva 5-10 minuti finali per le risposte incerte e per ricontrollare i calcoli

🎯 La strategia del valore atteso

Con la penalità di −0,4 per errore, sapere quando rispondere vale punti reali. La logica matematica è semplice:

  • Se rispondi a caso tra 5 opzioni, in media perdi punti: non conviene
  • Se riesci a escludere almeno 2 opzioni su 5, il valore atteso diventa positivo: conviene rispondere
  • Lascia in bianco solo quando sei completamente al buio e non riesci a escludere nulla
✓ In pratica: non lasciare in bianco per paura. Ogni volta che elimini due alternative sbagliate, rispondere è la scelta statisticamente vincente.

Perché le simulazioni sono decisive

Se c’è una sola cosa da non sottovalutare nella preparazione, sono le simulazioni. Studiare solo la teoria dà la sensazione di sapere, ma poi all’esame si sbaglia sul tempo e sui distrattori (le risposte sbagliate costruite per sembrare giuste). Le simulazioni allenano esattamente ciò che la teoria non insegna:

  • L’abitudine al formato delle domande e ai tranelli ricorrenti
  • La gestione del tempo sotto pressione
  • La strategia di punteggio applicata in tempo reale
  • Il controllo dell’ansia, che cala quando la prova ti è familiare

Un buon ritmo di allenamento nelle ultime settimane:

FrequenzaAttività
Ogni giornoBlocchi di quiz mirati sull’argomento studiato
2 volte a settimanaMini-prove a tempo (es. 30 domande in 50 minuti)
1 volta a settimanaSimulazione completa da 60 domande in 100 minuti
Dopo ogni simulazioneAnalisi degli errori per materia: è qui che migliori davvero

L’analisi degli errori vale quanto la simulazione stessa: per ogni risposta sbagliata chiediti se è stata un errore di concetto (devi ristudiare), di distrazione (devi rallentare) o di tempo (devi gestirti meglio).

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Gli errori più comuni da evitare

❌ Studiare tutto allo stesso modo

Dedicare lo stesso tempo a biologia e a comprensione del testo è un errore: le materie non pesano uguale. Distribuisci le ore in base al numero di domande.

❌ Rimandare le simulazioni alla fine

Chi simula solo nell’ultima settimana scopre troppo tardi di non gestire il tempo. Inizia a fare prove a tempo già a metà percorso.

❌ Rispondere a caso (o avere paura di rispondere)

Entrambi gli estremi costano punti. Applica la regola del valore atteso: rispondi quando escludi almeno due opzioni, lascia in bianco solo nel buio totale.

❌ Studiare in modo passivo

Rileggere gli appunti dà l’illusione di sapere. Il ripasso attivo — quiz, mappe, spiegare ad alta voce — è molto più efficace.

❌ Ignorare il bando del proprio ateneo

Il test è nazionale, ma sedi, scadenze e graduatorie cambiano per ateneo. Leggere il bando in ritardo può costare l’iscrizione.

Graduatoria e scelta dell’ateneo

Un aspetto che distingue le Professioni Sanitarie da Medicina: non esiste una graduatoria nazionale unica. Il test si svolge in data unica in tutta Italia, ma ogni ateneo redige e gestisce la propria graduatoria secondo il proprio bando. In pratica ti iscrivi e concorri in un solo ateneo, quindi la scelta della sede è una decisione strategica.

In caso di parità di punteggio, di norma prevale il risultato ottenuto, in ordine decrescente, in:

  • Biologia
  • Chimica
  • Fisica e matematica
  • Ragionamento logico
  • Competenze di lettura
⚠️ Scegli la sede con criterio: dato che concorri in un solo ateneo, valuta i dati degli anni precedenti (posti disponibili, numero di candidati, punteggio dell’ultimo ammesso) per stimare la competitività di ogni sede. Per orientarti, consulta la nostra analisi delle graduatorie per ateneo e, quando usciranno, i bandi per ateneo.

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Checklist di preparazione al test

Tutto quello che ti serve, in un colpo d’occhio:

  • Studia la struttura: 60 domande, 100 minuti, 5 opzioni per quesito
  • Scarica e trasforma il syllabus ufficiale in una checklist di argomenti
  • Fai una simulazione diagnostica iniziale per misurare il punto di partenza
  • Imposta un piano di 4-6 mesi con routine quotidiana
  • Dai priorità a biologia (23 domande) e chimica (15 domande)
  • Allenati a fare i calcoli a mano: la calcolatrice non è ammessa
  • Applica la strategia del valore atteso per il punteggio
  • Fai simulazioni cronometrate complete con cadenza settimanale
  • Analizza ogni errore per materia dopo ogni simulazione
  • Scegli l’ateneo con criterio e leggi per tempo il suo bando
  • Monitora il sito del MUR per il decreto e gli argomenti 2026

Domande frequenti

Come ci si prepara al test di Professioni Sanitarie?
Si parte dal syllabus ufficiale, si fa una simulazione diagnostica iniziale e si costruisce un piano di studio di almeno 4-6 mesi che alterna teoria, esercizi e simulazioni cronometrate. La priorità va data a biologia (23 domande) e chimica (15 domande), che insieme valgono oltre il 60% della prova.
Quante domande ha il test e quanto dura?
60 domande a risposta multipla con 5 opzioni, una sola corretta, da svolgere in 100 minuti. La struttura prevede 4 domande di competenze di lettura e cultura generale, 5 di ragionamento logico, 23 di biologia, 15 di chimica e 13 di fisica e matematica.
Quali materie studiare per il test di Professioni Sanitarie?
Biologia, chimica, fisica e matematica, ragionamento logico e competenze di lettura. Le materie scientifiche, soprattutto biologia e chimica, pesano per la maggior parte del punteggio, quindi vanno studiate per prime e con più ore.
Quanto tempo prima iniziare a prepararsi?
L’ideale è iniziare con almeno 4-6 mesi di anticipo rispetto al test, che si svolge nella prima metà di settembre. Una preparazione strutturata su più mesi è il fattore che fa la differenza, soprattutto per la gestione del tempo e le simulazioni.
Come funziona il punteggio?
Ogni risposta corretta vale +1,5 punti, ogni errata -0,4 punti e ogni non data 0 punti, per un massimo di 90 punti. La penalità per gli errori rende controproducente rispondere a caso.
Conviene rispondere a tutte le domande o lasciarne alcune in bianco?
Per via della penalità di -0,4 punti, rispondere a caso è una strategia perdente. La regola del valore atteso suggerisce di rispondere quando si riescono a escludere almeno due opzioni su cinque e di lasciare in bianco solo quando non si ha alcun appiglio.
Come è strutturata la graduatoria?
A differenza di Medicina non esiste una graduatoria nazionale unica: il test è a data unica nazionale ma ogni ateneo gestisce la propria graduatoria. In caso di parità prevale, in ordine, il risultato in biologia, chimica, fisica e matematica, ragionamento logico e competenze di lettura.
Le simulazioni sono davvero utili?
Sì: studiare solo la teoria non basta. Le simulazioni cronometrate allenano la gestione del tempo, l’abitudine ai distrattori e la strategia di punteggio. Conviene fare prove a tempo durante tutta la preparazione e simulazioni complete con cadenza regolare, analizzando ogni errore per materia.