Vuoi entrare a Infermieristica, Fisioterapia, Ostetricia, Logopedia o in uno degli altri corsi dell’area sanitaria? Tutto passa dal test di Professioni Sanitarie, che per l’anno accademico 2026/2027 si svolge mercoledì 16 settembre 2026 alle ore 11:00. In questa guida trovi un metodo concreto su come prepararsi al test di Professioni Sanitarie: struttura ufficiale della prova, materie da studiare, piano di studio, cosa fare negli ultimi giorni, gestione del tempo e del punteggio, cosa portare il giorno della prova, graduatoria e alternative se non entri subito.
Il test si svolge in data unica nazionale, in presenza nelle sedi indicate dagli atenei. A differenza di Medicina, che dall’anno accademico 2025/2026 ha adottato il semestre filtro, le Professioni Sanitarie mantengono il classico test a risposta multipla.
📑 Indice della guida
- 1Date e decreti ufficiali 2026
- 2Com’è fatto il test: struttura e durata
- 3Posti disponibili e competitività
- 4Materie e argomenti da studiare
- 5Punteggio, idoneità e soglia di ammissione
- 6Quando iniziare: tre scenari
- 7Il piano di studio in 5 step
- 8Piano d’emergenza: gli ultimi 7 giorni
- 9Gestione del tempo e strategia di punteggio
- 10Perché le simulazioni sono decisive
- 11Il giorno del test: cosa portare
- 12Gli errori più comuni da evitare
- 13Graduatoria, preferenze e scorrimenti
- 14Se non entri subito: le alternative
- 15Checklist di preparazione
- 16Domande frequenti
Date e decreti ufficiali 2026: cosa è cambiato
Il quadro per l’anno accademico 2026/2027 è ufficiale e definitivo. Il MUR ha fissato il calendario nazionale a luglio e, con i decreti di inizio agosto, ha chiuso il cerchio su modalità, contenuti e numero di posti. Ecco tutto quello che ti serve sapere in una tabella.
| Prova | Data | Riferimento |
|---|---|---|
| Triennali, lingua italiana | 16 settembre 2026, ore 11:00 | DM n. 1003 del 6 agosto 2026 |
| Triennali, lingua inglese | 17 settembre 2026, ore 11:00 | DM n. 1003 del 6 agosto 2026 |
| Magistrali, lingua italiana | 5 ottobre 2026 | DM n. 1006 del 6 agosto 2026 |
| Magistrali, lingua inglese | 7 ottobre 2026 | DM n. 1006 del 6 agosto 2026 |
| Posti lauree triennali | 39.624 | DM n. 1014 del 7 agosto 2026 |
| Posti lauree magistrali | 4.572 | DM n. 1017 del 7 agosto 2026 |
Per la timeline completa di bandi, iscrizioni e scadenze per ateneo, consulta la nostra guida al Test di Professioni Sanitarie 2026. Attenzione a non confondere il test per le lauree triennali (Infermieristica, Fisioterapia, Ostetricia e simili) con la selezione per le lauree magistrali: sono due procedure diverse, con date, decreti e posti separati.
Com’è fatto il test di Professioni Sanitarie: struttura e durata
Prima di capire come prepararsi, devi sapere esattamente a cosa ti stai preparando. Il test di Professioni Sanitarie è una prova scritta composta da 60 domande a risposta multipla, ognuna con 5 opzioni di cui una sola corretta, da completare in 100 minuti. Significa poco più di un minuto e mezzo a domanda: la gestione del tempo è parte della prova tanto quanto lo studio delle materie.
La struttura ufficiale per il 2026, fissata dal DM n. 1003 del 6 agosto 2026, suddivide le 60 domande così:
| Sezione | N. domande | Peso |
|---|---|---|
| Competenze di lettura e conoscenze acquisite negli studi | 4 | 6,7% |
| Ragionamento logico e problemi | 5 | 8,3% |
| Biologia | 23 | 38,3% |
| Chimica | 15 | 25,0% |
| Fisica e Matematica | 13 | 21,7% |
| Totale | 60 | 100% |
Il dato più importante da memorizzare è questo: biologia e chimica insieme valgono 38 domande su 60, ovvero oltre il 60% della prova. È lì che si decide la maggior parte del tuo punteggio, ed è lì che dovrai concentrare la maggior parte dello studio.
Quanti posti ci sono e quanto è davvero competitivo
Per l’anno accademico 2026/2027 i posti delle lauree triennali sono 39.624, così divisi:
- 38.184 posti per candidati UE e non UE residenti in Italia
- 1.440 posti riservati ai candidati non UE residenti all’estero
Rispetto all’anno precedente l’aumento è di circa 1.300 posti (poco meno del 4%). Il peso di Infermieristica è enorme: da sola vale 20.672 posti del contingente principale, più della metà del totale. Le lauree magistrali hanno un contingente separato di 4.572 posti.
La ripartizione posto per posto, ateneo per ateneo e corso per corso è negli allegati del DM n. 1014 del 7 agosto 2026 e nei bandi dei singoli atenei. Prima di scegliere sede e preferenze, incrocia sempre i posti disponibili con i dati degli anni precedenti.
Quali materie e argomenti studiare
Il programma ufficiale è l’Allegato A del DM n. 1003/2026 e viene ripreso dai singoli atenei nei bandi. Le materie sono simili a quelle dei test medico-sanitari, ma con un peso diverso. Ecco cosa studiare, in ordine di priorità.
🧬 Biologia (23 domande): la materia regina
È la sezione con più domande in assoluto. Gli argomenti chiave: la chimica dei viventi, la cellula (struttura, organuli, membrana), bioenergetica (fotosintesi, respirazione, fermentazione), genetica (DNA, RNA, sintesi proteica, leggi di Mendel), biotecnologie ed ereditarietà, riproduzione e sviluppo, anatomia e fisiologia umana (i principali apparati) ed ecologia ed evoluzione di base.
Biologia è anche il primo criterio di spareggio in caso di parità di punteggio. Doppio motivo per non lasciarla indietro.
⚗️ Chimica (15 domande): la seconda priorità
Argomenti centrali: costituzione della materia e struttura atomica, tavola periodica, legami chimici, stechiometria e bilanciamento delle reazioni, soluzioni e concentrazioni, acidi e basi (pH, idrolisi, soluzioni tampone), ossidoriduzioni e fondamenti di chimica organica (idrocarburi, gruppi funzionali, nomenclatura di base).
📐 Fisica e Matematica (13 domande)
Per la fisica: misure, cinematica e dinamica, meccanica dei fluidi, termologia e termodinamica, elettrostatica ed elettrodinamica. Per la matematica: insiemi numerici e algebra, equazioni e funzioni, geometria e geometria analitica, probabilità e statistica. Ricorda: non è ammessa la calcolatrice, quindi allenati a fare i calcoli a mano.
🧠 Logica (5 domande) e 📖 Competenze di lettura (4 domande)
Il ragionamento logico si allena solo con la pratica costante sui quiz: impara a riconoscere le tipologie ricorrenti e a completare un ragionamento in modo coerente con le premesse.
Sulle competenze di lettura c’è un equivoco diffuso. Non sono solo comprensione del testo: il programma chiede anche di collocare nello spazio e nel tempo fenomeni storico-culturali di rilievo, di conoscere le principali istituzioni nazionali e internazionali e di orientarsi su fenomeni giuridici, economici e di cittadinanza. Sono 4 domande, ma sono le uniche che quasi nessuno prepara: bastano poche ore di ripasso mirato per portarne a casa due o tre.
Punteggio, idoneità e soglia di ammissione
Capire il sistema di punteggio è fondamentale perché cambia la strategia con cui affronti la prova. Il calcolo è il seguente:
- +1,5 punti per ogni risposta corretta
- −0,4 punti per ogni risposta errata
- 0 punti per ogni risposta non data
- Punteggio massimo: 90 punti (60 × 1,5)
La soglia di idoneità
Per entrare in graduatoria serve un punteggio superiore a zero. Chi ottiene zero o meno, e chi non risponde ad alcun quesito, resta fuori dalla graduatoria a prescindere da tutto il resto. È una soglia bassa, ma esiste.
Quanto serve per entrare davvero
Essere idonei non significa essere ammessi. Non esiste un punteggio minimo nazionale: il punteggio utile cambia ogni anno e ogni corso, perché dipende dai posti disponibili, dal numero di candidati e dalla difficoltà della prova. L’unico riferimento serio è il punteggio dell’ultimo ammesso dello stesso corso nello stesso ateneo, osservato al termine degli scorrimenti e non nella prima graduatoria: la differenza tra i due valori, dopo rinunce e subentri, può essere di diversi punti.
La penalità di −0,4 per ogni errore è il motivo per cui rispondere completamente a caso è una strategia perdente: ne parliamo in dettaglio nella sezione sulla gestione del tempo e del punteggio.
Quando iniziare a prepararsi: tre scenari
La domanda che si fanno tutti è quanto tempo prima devo cominciare? La risposta onesta è che dipende da quanto tempo hai davanti, e la strategia cambia radicalmente. Trova il tuo scenario.
| Tempo a disposizione | Strategia | Errore da evitare |
|---|---|---|
| Pochi giorni | Parti dai quiz, non dalla teoria. Simulazioni, ripasso mirato sugli errori e gestione del tempo. | Iniziare argomenti nuovi |
| 4-6 mesi | Piano completo: teoria più esercizi in parallelo, con simulazioni cronometrate dall’inizio. | Rimandare le simulazioni alla fine |
| 12 mesi (sessione successiva) | Copertura completa del programma con calma, conciliando scuola o lavoro, e consolidamento progressivo. | Studiare senza mai misurarsi |
Se punti alla prossima sessione, sei nella situazione migliore possibile: hai il tempo che quasi nessuno ha. Chi arriva da un liceo scientifico con basi solide in biologia e chimica può anche partire più tardi, ma attenzione: il vero vantaggio di una preparazione lunga non è “ripassare di più”, è avere il tempo di fare tante simulazioni cronometrate e di lavorare sulla gestione del tempo, che è ciò che separa chi conosce la teoria da chi supera davvero il test.
Il piano di studio in 5 step
Ecco un metodo strutturato per organizzare la preparazione, dallo zero fino al giorno del test.
Step 1: parti dal programma ufficiale
Scarica l’Allegato A del DM n. 1003/2026 e trasformalo in una checklist di argomenti per ogni materia: è la tua mappa di studio. Tutto ciò che studi deve stare dentro quel programma, e tutto ciò che non c’è puoi tranquillamente saltarlo.
Step 2: fai una simulazione diagnostica
Prima ancora di aprire i libri, fai una prova completa per misurare il tuo punto di partenza. Ti serve a capire quali materie sono già forti e quali no, così da distribuire lo studio dove serve davvero invece di ripassare ciò che già sai.
Step 3: costruisci una routine quotidiana
Imposta sessioni di 2-3 ore al giorno, alternando:
- Teoria: studio dell’argomento con manuale e schede di sintesi, una materia alla volta
- Esercizi mirati: quiz sullo stesso argomento, subito dopo la teoria
- Ripasso attivo: riprendere gli argomenti vecchi con mappe e quiz, non rileggere passivamente
Step 4: dai priorità a biologia e chimica
Visto che valgono 38 domande su 60, devono ricevere la fetta più grande del tuo tempo. Una buona regola è dedicare circa il 60% delle ore a biologia e chimica, e il restante 40% a fisica/matematica, logica e competenze di lettura.
Step 5: entra in modalità simulazione
Nelle ultime 6-8 settimane lo studio teorico lascia spazio alle simulazioni complete cronometrate e ai test degli anni precedenti, che restano lo strumento più efficace per capire come funziona davvero la prova. È la fase in cui consolidi le conoscenze e affini la strategia d’esame.
Piano d’emergenza: cosa fare negli ultimi 7 giorni
L’ultima settimana è la fase in cui si perdono più punti per scelte sbagliate che per lacune vere. La regola è una sola: niente argomenti nuovi. Da qui in avanti si consolida, non si costruisce. Ecco come impostarla.
| Quando | Cosa fare |
|---|---|
| 7-6 giorni prima | Simulazione completa cronometrata. Analisi errori per materia: individua le 3 aree in cui perdi più punti. |
| 5-4 giorni prima | Ripasso mirato solo su quelle 3 aree, con quiz subito dopo ogni argomento. Aggiungi 1-2 ore su competenze di lettura e istituzioni, che rendono in fretta. |
| 3 giorni prima | Seconda simulazione completa, stessa ora della prova. Confronta il punteggio con la prima e controlla se stai finendo in tempo. |
| 2 giorni prima | Solo formule, schemi e mappe: bilanciamento reazioni, pH, leggi di Mendel, cinematica, geometria analitica. Blocchi brevi di quiz, niente maratone. |
| Il giorno prima | Stop allo studio pesante. Prepara documenti e materiale, verifica sede e orario di convocazione, organizza il viaggio e vai a dormire presto. |
Gestione del tempo e strategia di punteggio
Conoscere la teoria non basta: molti candidati preparati perdono punti perché non gestiscono bene il tempo o rispondono nel modo sbagliato. Ecco le due strategie che fanno la differenza.
⏱️ Gestione del tempo
Hai 100 minuti per 60 domande, cioè circa 1 minuto e 40 secondi a domanda. Una strategia efficace:
- Primo giro: rispondi subito alle domande che sai con sicurezza, senza fermarti su quelle difficili
- Secondo giro: torna sulle domande lasciate in sospeso, ora con più calma
- Ultimo controllo: riserva 5-10 minuti finali per le risposte incerte e per ricontrollare i calcoli
🎯 La strategia del valore atteso
Con la penalità di −0,4 per errore, sapere quando rispondere vale punti reali. La logica matematica è semplice:
- Se rispondi a caso tra 5 opzioni, in media perdi punti: non conviene
- Se riesci a escludere almeno 2 opzioni su 5, il valore atteso diventa positivo: conviene rispondere
- Lascia in bianco solo quando sei completamente al buio e non riesci a escludere nulla
Perché le simulazioni sono decisive
Se c’è una sola cosa da non sottovalutare nella preparazione, sono le simulazioni. Studiare solo la teoria dà la sensazione di sapere, ma poi all’esame si sbaglia sul tempo e sui distrattori (le risposte sbagliate costruite per sembrare giuste). Le simulazioni allenano esattamente ciò che la teoria non insegna:
- L’abitudine al formato delle domande e ai tranelli ricorrenti
- La gestione del tempo sotto pressione
- La strategia di punteggio applicata in tempo reale
- Il controllo dell’ansia, che cala quando la prova ti è familiare
Un buon ritmo di allenamento nelle ultime settimane:
| Frequenza | Attività |
|---|---|
| Ogni giorno | Blocchi di quiz mirati sull’argomento studiato |
| 2 volte a settimana | Mini-prove a tempo (es. 30 domande in 50 minuti) |
| 1 volta a settimana | Simulazione completa da 60 domande in 100 minuti |
| Dopo ogni simulazione | Analisi degli errori per materia: è qui che migliori davvero |
L’analisi degli errori vale quanto la simulazione stessa: per ogni risposta sbagliata chiediti se è stata un errore di concetto (devi ristudiare), di lettura o distrazione (devi rallentare) o di tempo (devi gestirti meglio). Sono tre problemi diversi e si correggono in tre modi diversi.
Il giorno del test: cosa portare e cosa aspettarti
La prova inizia alle ore 11:00, ma quasi tutti gli atenei convocano i candidati con diverse ore di anticipo per identificazione, registrazione e assegnazione dei posti. Sede esatta, orario di convocazione e aula sono indicati nel bando o comunicati sul sito dell’ateneo nei giorni precedenti: controllali il giorno prima, non la mattina stessa.
✅ Cosa portare
- Documento d’identità valido con foto, lo stesso indicato in fase di iscrizione
- Ricevuta di iscrizione o lettera di convocazione, se il tuo ateneo la richiede
- Penne nere o blu (più di una, per sicurezza)
- Codice fiscale, se richiesto dal bando
- Acqua e uno snack leggero, se ammessi in aula
- Eventuali farmaci che ti servono durante la giornata
- Vestiti a strati: le aule possono essere molto fredde o molto calde
🚫 Cosa lasciare a casa
La calcolatrice non è ammessa. Di norma non sono ammessi nemmeno smartphone, smartwatch, auricolari, appunti, manuali e qualsiasi supporto elettronico o cartaceo: dove consentito vanno spenti e riposti secondo le indicazioni della commissione. Ogni ateneo può avere regole leggermente diverse, quindi il riferimento resta sempre il bando.
Gli errori più comuni da evitare
❌ Studiare tutto allo stesso modo
Dedicare lo stesso tempo a biologia e a competenze di lettura è un errore: le materie non pesano uguale. Distribuisci le ore in base al numero di domande.
❌ Studiare argomenti che non sono nel programma
Usare materiali pensati per il semestre filtro o per altri test significa studiare ottica, onde e fisica nucleare che qui non servono, e trascurare la matematica che invece conta. Parti sempre dall’Allegato A del decreto.
❌ Rimandare le simulazioni alla fine
Chi simula solo nell’ultima settimana scopre troppo tardi di non gestire il tempo. Inizia a fare prove a tempo già a metà percorso.
❌ Rispondere a caso (o avere paura di rispondere)
Entrambi gli estremi costano punti. Applica la regola del valore atteso: rispondi quando escludi almeno due opzioni, lascia in bianco solo nel buio totale.
❌ Studiare in modo passivo
Rileggere gli appunti dà l’illusione di sapere. Il ripasso attivo, fatto di quiz, mappe e spiegazioni ad alta voce, è molto più efficace.
❌ Compilare le preferenze senza ragionarci
L’ordine dei corsi che indichi in fase di iscrizione è vincolante in quasi tutti gli atenei e incide direttamente sulla graduatoria e sugli scorrimenti. Non è un dettaglio burocratico.
❌ Ignorare il bando del proprio ateneo
Il test è nazionale, ma sedi, scadenze, preferenze e graduatorie cambiano per ateneo. Leggere il bando in ritardo può costare l’iscrizione.
Graduatoria, preferenze e scorrimenti
Un aspetto che distingue le Professioni Sanitarie da Medicina: non esiste una graduatoria nazionale unica. Il test si svolge in data unica in tutta Italia, ma ogni ateneo redige e gestisce la propria graduatoria secondo il proprio bando. In pratica ti iscrivi e concorri in un solo ateneo, quindi la scelta della sede è una decisione strategica.
Come funzionano le preferenze
In fase di iscrizione indichi i corsi per cui vuoi concorrere, in ordine di preferenza, scegliendo tra quelli attivi in quell’ateneo. Il numero di preferenze ammesse cambia da università a università (in alcuni atenei due o tre, in altri fino a cinque) e in molti casi l’ordine è irrevocabile dopo la chiusura delle domande. Anche il modo in cui vengono usate cambia: alcuni atenei ordinano i candidati soprattutto per punteggio, altri danno più peso all’ordine delle preferenze.
Quando escono le graduatorie
Non c’è una data nazionale unica: ogni ateneo pubblica la propria, generalmente entro la fine di settembre e comunque nei tempi indicati nel bando. Dopo la prima pubblicazione partono gli scorrimenti: chi non si immatricola nei termini o rinuncia libera il posto per chi segue in graduatoria. I tempi per perfezionare l’immatricolazione sono stretti, spesso pochi giorni dalla pubblicazione, quindi vale la regola di controllare la graduatoria anche se al primo giro non sei in posizione utile.
In caso di parità di punteggio
Di norma prevale il risultato ottenuto, in ordine decrescente, in:
- Biologia
- Chimica
- Fisica e matematica
- Ragionamento logico
- Competenze di lettura
Se non entri subito: le alternative
Non essere in posizione utile alla prima graduatoria non chiude la partita. Ci sono più strade che si aprono nelle settimane successive, ed è utile conoscerle prima, per non farsi trovare impreparati.
1. Gli scorrimenti
È la via più frequente. Rinunce, doppie ammissioni e mancati perfezionamenti liberano posti anche a più riprese. In molti corsi il punteggio dell’ultimo ammesso scende sensibilmente tra la prima graduatoria e l’ultimo subentro.
2. I posti vacanti riaperti ad altri candidati
Se in un ateneo restano posti liberi e la graduatoria locale è esaurita, l’ateneo può pubblicare un avviso per assegnarli a candidati che hanno sostenuto il test in un’altra università senza rientrare. Le richieste vengono valutate in ordine di punteggio: tenere d’occhio gli avvisi degli altri atenei, in quella fase, può valere l’immatricolazione.
3. Il collegamento con il semestre filtro
Diversi corsi di Professioni Sanitarie sono inclusi tra i corsi affini del semestre filtro di Medicina per il 2026/2027, tra cui Infermieristica, Assistenza sanitaria, Educazione professionale, Tecniche di laboratorio biomedico e Podologia. Il criterio è tecnico: rientrano i corsi con un rapporto tra iscritti al primo anno e posti disponibili inferiore a 0,9 nell’anno precedente, e l’elenco viene aggiornato ogni anno dal Ministero. Per questi corsi, i posti non assegnati al termine delle graduatorie delle Professioni Sanitarie passano alla procedura dei corsi affini, riservata a chi ha frequentato il semestre filtro senza entrare a Medicina.
Se stai valutando entrambe le strade, leggi la nostra guida al semestre filtro di Medicina 2026: cambia il modo in cui conviene pianificare l’anno.
4. L’eventuale prova suppletiva
Se dopo scorrimenti e procedura dei corsi affini restano ancora posti disponibili, gli atenei possono organizzare una prova suppletiva, aperta anche a chi ha già sostenuto il test di settembre e a chi ha frequentato il semestre filtro. La data, se necessaria, viene fissata con un provvedimento ministeriale successivo.
5. Università private e sessione successiva
Le università private bandiscono prove proprie, con date e regole autonome rispetto al test nazionale. E se nessuna di queste strade funziona, resta la sessione successiva: chi si rimette a studiare a ottobre, con il programma già visto una volta e un anno intero davanti, parte da una posizione molto diversa rispetto a chi affronta il test per la prima volta.
Checklist di preparazione al test
Tutto quello che ti serve, in un colpo d’occhio:
- Segna la data: 16 settembre 2026, ore 11:00 (17 settembre per i corsi in inglese)
- Studia la struttura: 60 domande, 100 minuti, 5 opzioni per quesito
- Scarica l’Allegato A del DM 1003/2026 e trasformalo in una checklist di argomenti
- Fai una simulazione diagnostica iniziale per misurare il punto di partenza
- Dai priorità a biologia (23 domande) e chimica (15 domande)
- Salta ottica, onde e fisica nucleare: non sono nel programma
- Dedica qualche ora a istituzioni, attualità e comprensione del testo: sono punti facili
- Allenati a fare i calcoli a mano: la calcolatrice non è ammessa
- Applica la strategia del valore atteso per il punteggio
- Fai simulazioni cronometrate complete e rifai i test degli anni precedenti
- Analizza ogni errore per materia dopo ogni simulazione
- Leggi il bando del tuo ateneo: preferenze, sede, orario di convocazione e documenti
- Prepara documenti e materiale la sera prima, non la mattina del test
- Dopo la prova, segui graduatoria e scorrimenti fino all’ultimo subentro






