Alle medie reggeva; in prima superiore è crollato tutto. È la storia più comune tra gli studenti con DSA — e ha una spiegazione precisa, e delle contromisure precise. In questa guida: perché il salto medie→superiori è il momento critico, quali diritti valgono agli esami di Stato (terza media e maturità: strumenti, tempi, prove sostitutive) e cosa cambia all’università.
📋 In questa guida
Il salto medie→superiori: perché crolla tutto
Cambiano tutte le variabili contemporaneamente:
- Il volume: più materie, più docenti, più pagine — il carico di lettura e scrittura si moltiplica proprio sul punto debole
- L’autonomia richiesta: nessuno controlla più il diario; pianificazione e organizzazione (le funzioni più fragili in molti profili DSA) diventano decisive
- Le compensazioni artigianali saltano: memoria, intelligenza e genitore-copilota bastavano per il carico delle medie; sul carico delle superiori no. È il motivo per cui molti DSA “compensati” emergono per la prima volta in prima superiore
- Le materie nuove: latino, seconda lingua, discipline tecniche — ognuna col suo codice da decodificare
Il PDP alle superiori: va rifatto (e curato più di prima)
- Non migra automaticamente: al cambio di scuola la certificazione va riconsegnata e protocollata, e il nuovo consiglio di classe redige un nuovo PDP entro il primo trimestre
- La certificazione va aggiornata al passaggio di ciclo (è la prassi prevista dagli accordi Stato-Regioni): il profilo di un sedicenne non è quello del bambino di terza elementare, e strumenti e misure devono seguirlo
- Ogni materia merita misure sue: il PDP fotocopia con lo stesso elenco per tutte le discipline è il segnale di un documento fatto per adempimento — latino, matematica e inglese pongono problemi diversi e vanno trattati diversamente
L’esame di terza media con un DSA
La commissione tiene conto del PDP. In concreto, per i candidati con certificazione:
- Tempi aggiuntivi per le prove scritte
- Strumenti compensativi usati durante l’anno: calcolatrice, mappe, formulari, sintesi vocale dove prevista
- Criteri di valutazione coerenti col PDP (contenuto prima della forma)
- Prova orale sostitutiva della prova scritta di lingua straniera per chi ha la dispensa formalizzata
Gli obiettivi restano quelli della classe: cambiano modalità e strumenti. Il diploma di terza media conseguito con le misure DSA è identico a quello dei compagni.
La maturità con un DSA
Vale lo stesso impianto, con una posta più alta. Sulla base del PDP dell’ultimo anno e della documentazione:
- Tempi aggiuntivi nelle prove scritte
- Strumenti compensativi già utilizzati durante l’anno (documentati nel PDP di quinta)
- Criteri valutativi che tengono conto del profilo
- Dispensa dallo scritto di lingua straniera → prova orale sostitutiva equipollente e diploma di pieno valore
- Esonero dalla lingua (percorso differenziato) → prove differenziate con effetti sul titolo: una scelta da gestire anni prima, non in quinta
Per la preparazione generale all’esame (pianificazione, ripasso, prove) c’è anche la guida completa su come studiare per la maturità.
E dopo? DSA all’università
La legge 170 non si ferma al diploma: ogni ateneo ha un servizio disabilità/DSA a cui presentare la certificazione (di norma aggiornata, non più vecchia di 3 anni — il motivo per cui conviene rifare la valutazione in 4ª-5ª superiore). Cosa si ottiene:
- Nei test d’ingresso: tempi aggiuntivi e, secondo i bandi, strumenti compensativi
- Durante il percorso: tempi aggiuntivi agli esami, possibilità di prove suddivise, mediazione con i docenti, tutorato dedicato, materiali accessibili
Come si prepara un esame di Stato con un DSA: le 3 mosse
- Settembre: audit del PDP dell’anno d’esame. Tutti gli strumenti realmente usati sono scritti? Le misure per le materie d’esame sono specifiche? (agli esami vale ciò che è documentato)
- Durante l’anno: le mappe di tutte le materie d’esame. Costruite man mano, diventano lo strumento di ripasso e — se previsto dal PDP — il supporto in sede d’esame
- Ultimi mesi: simulazioni nel formato reale, con i tempi reali. Anche il tempo aggiuntivo va imparato a usare: chi non l’ha mai gestito lo spreca in rilettura ansiosa






