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Strumenti Compensativi e Misure Dispensative DSA: Elenco 2026

“Ha diritto agli strumenti compensativi”: bene, ma quali, come si ottengono e — la parte che nessuno racconta — chi insegna a tuo figlio a usarli? Questa guida mette in fila cosa prevede la legge 170/2010, l’elenco completo per area, la differenza con le misure dispensative e gli errori che vediamo fare più spesso alle famiglie.

La differenza in una riga: gli strumenti compensativi aggiungono un mezzo per svolgere la prestazione (sintesi vocale, mappe, calcolatrice); le misure dispensative tolgono un ostacolo che non produce apprendimento (lettura ad alta voce, tempi standard, copiatura dalla lavagna). Entrambi si formalizzano nel PDP e da lì diventano un diritto, non una concessione del singolo docente.
📋 In questa guida
  1. Compensativi vs dispensative: la differenza
  2. Strumenti per la lettura
  3. Strumenti per la scrittura
  4. Strumenti per il calcolo
  5. Strumenti per lo studio
  6. Le misure dispensative: elenco
  7. Come si ottengono (il percorso PDP)
  8. Gli errori più comuni delle famiglie
  9. Averli non basta: bisogna saperli usare
  10. Domande frequenti

Compensativi vs dispensative: la differenza (con tabella)

La legge 170/2010 e le Linee Guida MIUR 2011 prevedono per gli studenti con DSA due famiglie di misure, che le famiglie (e a volte le scuole) confondono continuamente:

Strumenti compensativiMisure dispensative
Cosa fannoAggiungono un mezzo che compensa la difficoltàEsonerano da prestazioni solo penalizzanti
EsempiSintesi vocale, mappe, calcolatrice, videoscritturaNiente lettura ad alta voce, tempi aggiuntivi, meno esercizi
Effetto sugli obiettiviInvariati: cambia il mezzo, non il traguardoInvariati: si toglie ciò che non misura l’apprendimento
Dove si formalizzanoNel PDP, redatto dal consiglio di classe sulla base della certificazione e condiviso con la famiglia

Strumenti compensativi per la lettura (dislessia)

  • Sintesi vocale: trasforma qualsiasi testo digitale in ascolto. È lo strumento simbolo — a patto di allenarsi ad ascoltare e seguire insieme, che è un’abilità e va costruita
  • Audiolibri e libri digitali: i libri di testo in formato digitale si possono richiedere (per gli aventi diritto) tramite il servizio LibroAID dell’Associazione Italiana Dislessia
  • Font ad alta leggibilità e formattazione facilitata: caratteri senza grazie, spaziatura aumentata, testo non giustificato
  • Lettore esterno (il docente o un compagno che legge la consegna): previsto soprattutto nelle verifiche

Strumenti compensativi per la scrittura (disgrafia e disortografia)

  • Videoscrittura con correttore ortografico: al PC la disgrafia sparisce e la disortografia si gestisce; è lo strumento cardine dalle medie in su
  • Registratore (o registrazione della lezione): sostituisce gli appunti scritti, dove prendere appunti significa perdere la spiegazione
  • Fotografia della lavagna in alternativa alla copiatura
  • Schemi e scalette pre-impostate per la produzione scritta (chi, cosa, quando, perché) che riducono il carico di pianificazione

Strumenti compensativi per il calcolo (discalculia)

  • Calcolatrice: compensa il calcolo, non il ragionamento — il problema resta da capire e impostare, e infatti gli obiettivi non cambiano
  • Tavola pitagorica e tabelle delle formule: liberano la memoria di lavoro dal recupero dei fatti aritmetici
  • Linea dei numeri e strumenti analogici (soprattutto primaria)
  • Formulari personalizzati per geometria e, alle superiori, per fisica e chimica — costruirli è già studiare

Strumenti compensativi per lo studio (tutte le materie)

  • Mappe concettuali e mentali: lo strumento trasversale per eccellenza — utilizzabili anche durante interrogazioni e verifiche se previsto dal PDP
  • Schemi, tabelle e linee del tempo
  • Tempi aggiuntivi nelle prove (indicativamente +30%) — formalmente è una misura che compensa la lentezza esecutiva, spesso elencata insieme ai compensativi
  • Software e app dedicate: programmi per mappe, OCR per digitalizzare testi cartacei, flashcard per il ripasso distribuito
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Le misure dispensative: elenco

Le più frequenti nei PDP, sempre calibrate sul profilo del singolo studente:

  • Dispensa dalla lettura ad alta voce in classe
  • Dispensa dalla scrittura veloce sotto dettatura e dalla copiatura dalla lavagna
  • Riduzione quantitativa (non qualitativa) dei compiti e degli esercizi nelle verifiche
  • Interrogazioni programmate e non sovrapposte nella stessa giornata
  • Privilegiare la valutazione orale nelle materie dove lo scritto penalizza il disturbo (tipicamente le lingue straniere)
  • Dispensa dallo studio mnemonico di tabelline, formule, verbi e vocaboli isolati
  • Non valutare l’ortografia (o la grafia) dove non è l’oggetto della prova
⚠️ Il caso delicato: lingue straniere. La normativa distingue la dispensa dalle prove scritte (compensata dall’orale, diploma pieno) dall’esonero dall’insegnamento della lingua (misura eccezionale per casi di particolare gravità, con conseguenze sul percorso e sull’esame). Sono due cose molto diverse: prima di firmare un PDP con “esonero”, chiedete che vi venga spiegata la differenza.

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Come si ottengono: il percorso (certificazione → PDP → uso in verifica)

  1. Certificazione DSA: la diagnosi rilasciata dal Servizio Sanitario Nazionale o da strutture/specialisti accreditati va consegnata alla scuola (protocollarla, sempre)
  2. Redazione del PDP: il consiglio di classe lo predispone di norma entro il primo trimestre, indicando per ogni materia strumenti compensativi e misure dispensative adottati; viene condiviso e firmato con la famiglia
  3. Uso quotidiano: quanto scritto nel PDP vale nelle verifiche, nelle interrogazioni e agli esami di Stato — non va rinegoziato prova per prova col singolo docente
  4. Revisione: il PDP si aggiorna ogni anno (e in corso d’anno se serve): strumenti che funzionavano in prima media possono essere superati in terza
Se un docente non applica il PDP: il percorso corretto è graduale — colloquio col docente → coordinatore di classe e referente DSA dell’istituto → dirigente scolastico — documentando per iscritto i passaggi. Nella grande maggioranza dei casi si risolve ai primi due livelli.

Gli errori più comuni delle famiglie

  • Chiedere “tutti gli strumenti possibili”. Il PDP migliore non è il più lungo: strumenti non usati diventano un alibi (“ha tutto e non migliora”). Meglio pochi strumenti, scelti sul profilo, e padroneggiati
  • Consegnare la certificazione e fermarsi lì. Il PDP va letto riga per riga prima di firmarlo: se una materia critica non ha misure adeguate, è il momento di dirlo
  • Introdurre lo strumento solo in verifica. La calcolatrice o la sintesi vocale usate per la prima volta sotto pressione rallentano invece di aiutare: vanno allenate nello studio quotidiano
  • Confondere compensare con semplificare. Gli obiettivi restano quelli della classe: uno studente DSA con gli strumenti giusti non sta facendo “un programma ridotto”
  • Aspettare che sia la scuola a proporre. La famiglia può (e dovrebbe) arrivare al tavolo del PDP con proposte, portando anche le indicazioni del clinico che ha fatto la diagnosi

Averli non basta: bisogna saperli usare

È il punto cieco di tutto il sistema: il PDP concede gli strumenti, ma nessuno ha il compito esplicito di insegnarli. Risultato tipico: la sintesi vocale installata e mai usata, le mappe scaricate da internet (fatte da altri, quindi inutili per memorizzare), la calcolatrice usata anche dove il calcolo a mente sarebbe più rapido.

Lo strumento compensativo funziona quando diventa parte del metodo di studio — e questo richiede qualcuno che lo alleni con costanza: un genitore paziente, un doposcuola specialistico o un tutor formato sui DSA che integri gli strumenti del PDP nello studio di ogni pomeriggio. Per capire cosa fa esattamente questa figura e come sceglierla, abbiamo scritto una guida dedicata:

🧩
⚠️ Per correttezza: un tutor o le ripetizioni non sono uno strumento compensativo ai sensi della legge 170 — sono un supporto didattico privato. Il loro valore, semmai, è proprio insegnare a tuo figlio a usare bene gli strumenti che la legge già gli riconosce.

Domande frequenti

Che differenza c’è tra strumenti compensativi e misure dispensative?
I compensativi aggiungono un mezzo per svolgere la prestazione (sintesi vocale, mappe, calcolatrice, videoscrittura); le dispensative tolgono un ostacolo che non produce apprendimento (lettura ad alta voce, tempi standard, copiatura). Entrambi si formalizzano nel PDP.
Chi decide quali strumenti spettano a mio figlio?
Il consiglio di classe, sulla base della certificazione, li formalizza nel PDP entro il primo trimestre, condividendolo con la famiglia. Una volta nel PDP, l’uso in verifiche e interrogazioni è un diritto: non si rinegozia prova per prova col singolo docente.
Si possono usare durante verifiche ed esami di Stato?
Sì, se previsti dal PDP: valgono in classe e anche agli esami di terza media e maturità, dove le commissioni devono tener conto del PDP e consentire strumenti e tempi aggiuntivi già usati durante l’anno.
Le ripetizioni o il tutor sono uno strumento compensativo?
No: gli strumenti compensativi riconosciuti dalla legge 170/2010 sono strumenti didattici e tecnologici formalizzati nel PDP. Il tutor è un supporto privato, utilissimo per imparare a usare bene quegli strumenti, ma non è una misura di legge.
La calcolatrice è sempre ammessa con la discalculia?
Se è nel PDP, sì — e con discalculia certificata nella prassi c’è quasi sempre, insieme a tavola pitagorica e formulari. Scriverla nel PDP la rende esigibile in ogni verifica.
La scuola può rifiutarsi di applicare il PDP?
No: è un documento sottoscritto da scuola e famiglia, la sua applicazione non è facoltativa. Se un docente non lo applica: colloquio → coordinatore/referente DSA → dirigente, documentando per iscritto.
Quali sono gli strumenti compensativi più usati?
Lettura: sintesi vocale, audiolibri, font ad alta leggibilità. Scrittura: videoscrittura con correttore, registratore. Calcolo: calcolatrice, tavola pitagorica, formulari. Studio: mappe concettuali e mentali, schemi, tabelle e tempi aggiuntivi (circa +30%) nelle prove.
Gli strumenti compensativi tolgono valore al diploma?
No: cambiano il mezzo, non gli obiettivi, e il diploma ha identico valore legale. Fa eccezione l’esonero dalla lingua straniera (misura eccezionale, diversa dalla dispensa dallo scritto), che va valutato con attenzione per le sue conseguenze sul percorso.

Da dove iniziare

  • Rileggi il PDP di tuo figlio: per ogni materia critica c’è almeno uno strumento e una misura adeguati?
  • Scegli 2-3 strumenti prioritari (non dieci) e allenali nello studio quotidiano, non solo in verifica
  • Le mappe vanno costruite da chi studia, non scaricate: è il processo che fa memorizzare
  • Se nessuno ha mai insegnato a tuo figlio a usare i suoi strumenti, quello — non un’ora in più di teoria — è il primo investimento da fare