Preparazione · Metodo di studio · Test Professioni Sanitarie 2026
Il Test di Professioni Sanitarie 2026 è l’esame di ingresso per corsi come Infermieristica, Fisioterapia, Ostetricia e Logopedia. La data ufficiale non è ancora stata comunicata dal MUR, ma sulla base dello storico è attesa nella prima metà di settembre 2026. L’anno scorso i posti a bando erano 36.923 e i candidati oltre 60.000: capire cosa studiare, come organizzare la preparazione e sfruttare il collegamento con il semestre filtro di Medicina può fare la differenza tra un posto in graduatoria e un anno perso. In questa guida vediamo la struttura della prova, le materie e gli argomenti su cui concentrarsi, un piano di studio in tre fasi e i dati reali sulla competitività dei singoli corsi. Fonti: Decreto MUR n. 594/2025 (ultimo disponibile), bandi di ateneo, dati Conferenza Nazionale CdL Professioni Sanitarie (Report Mastrillo 2025-26). Questa guida verrà aggiornata non appena il MUR pubblicherà il decreto per il 2026/2027.
Test Professioni Sanitarie 2026: cosa sappiamo finora
A marzo 2026 il MUR non ha ancora pubblicato il decreto per il Test di Professioni Sanitarie 2026/2027. Sulla base dello storico degli ultimi anni, ecco le date orientative:
- Febbraio–aprile 2026: pubblicazione del decreto MUR con date, struttura e materie (attesa).
- Giugno–luglio 2026: pubblicazione dei bandi dei singoli atenei con posti disponibili e scadenze di iscrizione.
- Luglio–agosto 2026: apertura iscrizioni (le scadenze variano per ateneo).
- Prima metà di settembre 2026: data probabile del test nazionale per i corsi triennali in lingua italiana.
- Settembre–ottobre 2026: pubblicazione graduatorie ed eventuali scorrimenti.
Alcuni atenei privati hanno già fissato le proprie date: ad esempio il San Raffaele di Milano ha programmato il test per il 14 marzo 2026, con successivi turni in caso di posti residui.
Il test esiste ancora? Cosa è cambiato dopo la riforma
La riforma del 2025 ha introdotto il semestre filtro per Medicina, Odontoiatria e Veterinaria, generando una domanda ricorrente: “il Test di Professioni Sanitarie esiste ancora?”.
La risposta è sì. Per i corsi di laurea triennale come Infermieristica, Fisioterapia, Ostetricia, Logopedia, Tecniche di radiologia, Tecniche di laboratorio biomedico, Dietistica e tutte le altre professioni sanitarie, l’accesso resta regolato da un test ministeriale a risposta multipla con le seguenti caratteristiche:
- struttura definita dal MUR (Ministero dell’Università e della Ricerca);
- data unica nazionale – nel 2025 era l’8 settembre; per il 2026 la data non è ancora stata comunicata, ma è attesa nella prima metà di settembre;
- le domande vengono preparate dai singoli atenei o tramite il consorzio CINECA, seguendo le linee guida ministeriali;
- il numero programmato nazionale fissa i posti disponibili: nel 2025/2026 erano 36.923, distribuiti su 41 atenei e oltre 500 corsi (il decreto 2026/2027 sarà pubblicato nei prossimi mesi);
- ogni ateneo gestisce la propria graduatoria in modo autonomo.
Chi vuole entrare in uno dei 23 corsi di laurea dell’area sanitaria deve quindi prepararsi specificamente per questo test, che ha una struttura e un livello di dettaglio diversi rispetto al percorso previsto per Medicina.
I numeri: posti disponibili, candidati e competitività per corso
Per capire quanto è selettivo il test è utile guardare i dati reali. Nel 2025/2026 (l’ultimo anno disponibile) il MUR ha messo a bando 36.923 posti, in crescita del 3,8% rispetto ai 35.592 del 2024/2025. Per il 2026/2027 il decreto non è ancora stato pubblicato, ma i numeri sono attesi in linea o in leggero aumento. Il numero di candidati si è attestato storicamente intorno alle 60.000-64.000 unità, il che significa un rapporto complessivo di circa 1,7 candidati per ogni posto.
Questo dato medio nasconde però differenze enormi tra i singoli corsi di laurea:
| Corso di laurea | Posti a bando | Candidati/Posto (indicativo) | Livello di competitività |
|---|---|---|---|
| Infermieristica | ~20.400 | ~1,0 | Medio-basso (ma variabile tra Nord e Sud) |
| Fisioterapia | ~2.900 | ~6,6 | Molto alto |
| Logopedia | ~1.000 | ~4,2 | Alto |
| Ostetricia | ~1.200 | ~4,1 | Alto |
| Dietistica | ~600 | ~3,7 | Alto |
| Tecniche di radiologia | ~1.700 | ~2,5 | Medio |
| Igiene dentale | ~600 | ~2,4 | Medio |
| Altri corsi | 100–500 ciascuno | <2 | Medio-basso |
I dati AlmaLaurea confermano che i laureati nelle professioni sanitarie registrano i tassi di occupazione più alti tra tutte le aree disciplinari: tra il 77% e l’85% a un anno dalla laurea, quasi il doppio della media nazionale. Questo spiega perché la domanda resti così alta anno dopo anno.
Struttura del test: domande, punteggi e tempo a disposizione
Per prepararsi in modo mirato bisogna conoscere esattamente la struttura della prova. Il test è composto da 60 domande a risposta multipla (5 opzioni, una sola corretta) da completare in 100 minuti.
| Sezione | Domande | Peso sul test | Argomenti principali |
|---|---|---|---|
| Biologia | 23 | 38% | Citologia, genetica, fisiologia, anatomia di base, biochimica, immunologia, biologia molecolare |
| Chimica | 15 | 25% | Struttura dell’atomo, legami chimici, stechiometria, soluzioni, equilibrio, acidi-basi, ossido-riduzioni, chimica organica essenziale |
| Fisica e matematica | 13 | 22% | Cinematica, dinamica, termologia, elettromagnetismo di base, algebra, funzioni, proporzioni, percentuali |
| Ragionamento logico e problemi | 5 | 8% | Logica verbale, serie numeriche, problemi aritmetici, ragionamento deduttivo |
| Competenze di lettura e conoscenze acquisite | 4 | 7% | Comprensione del testo, lessico, cultura generale, conoscenze di cittadinanza |
Come funziona il punteggio
Il sistema di punteggio premia la precisione e penalizza le risposte a caso:
- Risposta corretta: +1,5 punti
- Risposta errata: -0,4 punti
- Risposta non data: 0 punti
Il punteggio massimo teorico è 90 punti (60 × 1,5). In termini pratici, sbagliare 4 domande costa quanto aver risposto correttamente a una: questo rende la gestione del rischio – cioè saper scegliere quando lasciare in bianco – una competenza strategica fondamentale.
Cosa studiare per il Test di Professioni Sanitarie: materie e argomenti
Il programma è definito dal MUR nel decreto annuale. Vediamo nel dettaglio gli argomenti principali per ciascuna materia, ordinati per peso nel test (dal più al meno rilevante).
Biologia (23 domande) – la materia più importante
Biologia da sola copre quasi il 40% del test. Gli argomenti su cui concentrarsi sono:
- La cellula: struttura, membrana, organelli, differenze tra procarioti ed eucarioti, mitosi e meiosi
- Genetica: leggi di Mendel, ereditarietà, mutazioni, genetica umana, malattie genetiche
- Biologia molecolare: DNA, RNA, replicazione, trascrizione, traduzione, codice genetico
- Biochimica di base: carboidrati, lipidi, proteine, enzimi, metabolismo cellulare (glicolisi, ciclo di Krebs, catena respiratoria)
- Anatomia e fisiologia umana: apparati circolatorio, respiratorio, digerente, nervoso, endocrino
- Immunologia: risposta immunitaria, antigeni, anticorpi, vaccini
- Ecologia ed evoluzione: catene alimentari, ecosistemi, selezione naturale, speciazione
Chimica (15 domande)
- Chimica generale: struttura dell’atomo, tavola periodica, configurazione elettronica
- Legami chimici: covalente, ionico, metallico, forze intermolecolari
- Stechiometria: mole, bilanciamento, calcoli stechiometrici
- Stati della materia e soluzioni: concentrazioni, diluizioni, proprietà colligative
- Equilibrio chimico: Le Chatelier, pH, acidi e basi
- Reazioni: ossido-riduzioni, reazioni di sintesi, decomposizione
- Chimica organica essenziale: idrocarburi, gruppi funzionali, biomolecole
Fisica e matematica (13 domande)
- Fisica: unità di misura e conversioni, cinematica (velocità, accelerazione), dinamica (forze, leggi di Newton), lavoro ed energia, termologia e calorimetria, elementi di elettromagnetismo, ottica di base
- Matematica: algebra (equazioni, disequazioni), proporzioni e percentuali, funzioni elementari, probabilità e statistica di base, geometria euclidea essenziale
Ragionamento logico (5 domande) e comprensione del testo (4 domande)
Queste due sezioni pesano meno in termini di domande, ma possono fare la differenza nei punteggi finali. Per la logica servono esercitazioni specifiche su serie, sillogismi, problemi aritmetici e analisi di testi argomentativi. Per la comprensione del testo si lavora sulla lettura rapida, l’individuazione dell’idea principale e l’interpretazione del lessico specialistico.
Punteggi indicativi: quanto serve per entrare?
Non esiste un punteggio minimo ufficiale uguale per tutti gli atenei e per tutti i corsi. La soglia dipende dalla difficoltà della prova di quell’anno, dal numero di candidati e dai posti disponibili nella sede scelta. Le graduatorie sono locali, non nazionali.
Detto questo, i dati degli anni precedenti permettono di costruire un riferimento orientativo:
| Corso | Punteggio indicativo per “stare tranquilli” | Note |
|---|---|---|
| Infermieristica | ~30 punti | Rapporto candidati/posti vicino a 1:1 a livello nazionale; varia molto tra Nord (posti vacanti in alcuni atenei) e Sud (competizione più alta) |
| Fisioterapia | ≥50 punti | Il corso più competitivo; in atenei molto ambiti possono servire 55+ |
| Logopedia | ≥50 punti | Competitività alta in molti atenei, con pochi posti per sede |
| Ostetricia | ~40–45 punti | Variabile: atenei con pochissimi posti (es. 17 a Siena) alzano molto la soglia |
| Dietistica | ~35–40 punti | Pochi posti (circa 600 nazionali), rapporto candidati/posti ~3,7 |
| Tecniche di radiologia | ~30–35 punti | Competitività media, circa 1.700 posti |
Questi punteggi sono stime basate sui risultati fino al 2025 e non costituiscono soglie ufficiali. Servono come obiettivo di riferimento per calibrare la preparazione: se in una simulazione arrivi a 45 e punti a Fisioterapia, sai che devi ancora migliorare; se arrivi a 45 e punti a Infermieristica, sei probabilmente in una buona posizione.
Come prepararsi al test: valuta il tuo livello di partenza
Prima di impostare qualsiasi programma di studio è fondamentale capire da dove parti. Senza questa fotografia iniziale rischi di dedicare settimane a materie che conosci già e trascurare le lacune che abbassano il punteggio.
- Fai una simulazione iniziale completa: 60 domande, 100 minuti, senza consultare appunti. Se non riesci a finire, non è un problema: significa che dovrai lavorare anche sulla velocità di risposta.
- Analizza il risultato per materia: separa il punteggio di biologia, chimica, fisica/matematica e logica per capire dove perdi più punti.
- Confronta il punteggio con gli obiettivi: se punti a Fisioterapia e parti da 25, sai che devi guadagnare almeno 25 punti in pochi mesi; se parti da 40, il lavoro è più di rifinitura.
Piano di studio in tre fasi per il Test di Professioni Sanitarie
Un modo efficace per organizzare la preparazione è dividere il percorso in tre fasi progressive, ciascuna con un obiettivo preciso.
- Fase 1 – Fondamenta (da 6 a 4 mesi prima del test)
Studio strutturato di biologia e chimica, integrando fin da subito le basi di fisica e matematica. L’obiettivo è colmare le lacune principali e costruire un vocabolario solido di definizioni, reazioni, formule e schemi. In questa fase è utile tenere un formulario personale da aggiornare man mano. - Fase 2 – Allenamento intensivo a quiz (da 3 a 2 mesi prima)
Il focus si sposta dalla teoria ai quiz: per ogni argomento studiato passi a blocchi di domande a risposta multipla di difficoltà crescente. Inserisci simulazioni per materia e simulazioni complete da 60 domande, lavorando sulla tecnica di risposta e sulla gestione del rischio (quando rispondere e quando lasciare in bianco). - Fase 3 – Rifinitura e strategia (ultimo mese)
Simulazioni complete a cadenza settimanale o bisettimanale, con analisi dettagliata degli errori dopo ogni prova. Nelle ultime due settimane, fai almeno 3 simulazioni a settimana in condizioni reali: 100 minuti, senza interruzioni, in un ambiente simile a quello dell’esame. Lavora anche su mindset e gestione dello stress.
Se hai meno tempo puoi comprimere le fasi, ma evita di saltare le simulazioni complete: è lì che impari a gestire tempo, punteggi e ansia. Chi inizia con meno di 3 mesi può concentrarsi sulle materie in cui perde più punti e dedicare subito una parte del tempo ai quiz.
Metodo teoria–pratica e simulazioni
Lo schema che funziona meglio per la maggior parte degli studenti è un ciclo continuo: teoria mirata → quiz per argomento → simulazione completa → analisi errori → ripasso mirato.
Teoria mirata al programma ministeriale
- Parti dal decreto MUR e dai bandi di ateneo per avere l’elenco ufficiale degli argomenti. Non studiare “tutta la biologia possibile” – concentrati su ciò che esce al test.
- Costruisci un formulario personale con le formule, le reazioni e le definizioni che ricorrono più spesso nelle domande degli anni precedenti.
- Usa materiali pensati per il test (manuali specifici per professioni sanitarie), non testi universitari troppo avanzati.
Quiz e simulazioni: dal singolo argomento alla prova intera
- Per ogni argomento studiato, passa subito a quiz mirati per consolidare la teoria.
- Alterna simulazioni per materia (solo biologia, solo chimica…) a simulazioni complete da 60 domande in 100 minuti.
- Tieni un diario degli errori: annota la domanda, l’argomento e il motivo dell’errore (fretta, distrazione, lacuna teorica, errore di calcolo) e ripassalo con regolarità.
I test degli anni precedenti sono una risorsa preziosa per capire lo stile delle domande. Quelli predisposti dal CINECA sono spesso disponibili online, con soluzioni commentate.
Gestione del tempo e strategia durante il test
100 minuti per 60 domande significano circa 1 minuto e 40 secondi a domanda. Non tutte le domande richiedono lo stesso tempo: un quesito di comprensione del testo può richiedere 2-3 minuti, mentre una domanda di biologia nozionistica si risolve in 30 secondi se conosci la risposta.
Ecco le regole pratiche che fanno la differenza il giorno dell’esame:
- Primo giro rapido: scorri tutto il test rispondendo solo alle domande di cui sei sicuro. Questo ti dà un punteggio “base” sicuro e ti mostra quante domande restano da affrontare.
- Secondo giro ragionato: torna alle domande dubbie. Se riesci a escludere almeno 2 opzioni su 5, la probabilità di rispondere correttamente sale dal 20% al 33% – e in quel caso conviene rispondere.
- Se un quesito ti blocca per più di 40 secondi, passa avanti. Restare incollati a una domanda difficile ti ruba tempo per domande più facili.
- Non rispondere a caso: con la penalizzazione di -0,4 punti, tirare a indovinare tra 5 opzioni ha un valore atteso negativo. Lascia in bianco se non hai alcun indizio.
Semestre filtro di Medicina e collegamento con Professioni Sanitarie
La riforma di Medicina ha introdotto il semestre filtro: un semestre aperto con lezioni ed esami che sostituisce il vecchio test nazionale. Questo riguarda Medicina, Odontoiatria e Veterinaria, non direttamente le professioni sanitarie – ma crea collegamenti strategici tra i due percorsi.
- Il test per le professioni sanitarie resta attivo come canale autonomo per accedere a Infermieristica, Fisioterapia, Ostetricia e tutti gli altri corsi triennali dell’area sanitaria.
- In base alle norme più recenti, chi supera il semestre filtro di Medicina con determinati requisiti ma non rientra nei posti disponibili può essere indirizzato verso corsi affini di area sanitaria senza ulteriori test.
- Puoi quindi costruire una strategia a doppio binario: iscriverti al semestre filtro di Medicina e contemporaneamente prepararti per il test di settembre per le professioni sanitarie.
Le materie di base si sovrappongono in larga parte (biologia, chimica, fisica, matematica, logica), quindi una preparazione solida costruisce una base comune che serve per entrambi i percorsi e moltiplica le possibilità di accesso nello stesso anno accademico.
Come funziona la graduatoria di Professioni Sanitarie
A differenza di Medicina, per le professioni sanitarie non esiste una graduatoria nazionale unica. Ogni ateneo pubblica la propria graduatoria e la gestisce in modo autonomo, seguendo uno di questi due criteri:
- Graduatoria per preferenza: l’ateneo crea una graduatoria per ogni corso di laurea in base all’ordine di preferenza indicato dai candidati. La prima scelta ha la precedenza, a parità di punteggio. Questo sistema premia chi ha le idee chiare sul corso desiderato.
- Graduatoria per punteggio: c’è una graduatoria unica basata sul punteggio totale. I posti vengono assegnati partendo dai punteggi più alti e seguendo poi l’ordine di preferenza. In questo caso il punteggio prevale sulla scelta.
Ogni ateneo specifica nel proprio bando quale metodo utilizza. Conoscere questa differenza prima di iscriversi è fondamentale per impostare la strategia delle preferenze nel modo corretto.
Il corso Futura per il Test di Professioni Sanitarie
Il percorso Futura non è un insieme di lezioni slegate, ma un programma unico che ti accompagna dalla prima simulazione diagnostica fino alla scelta delle preferenze in graduatoria.
Cosa include il corso
- Programma di teoria allineato al decreto MUR su biologia, chimica, fisica, matematica, logica e comprensione del testo.
- Quiz progressivi e schede di ripasso calibrate sugli argomenti del bando.
- Simulazioni complete da 60 domande con ranking nazionale interno, per confrontarti con gli altri candidati.
- Piano di studio settimanale personalizzabile e supporto tutor per dubbi, blocchi di metodo e strategia d’esame.
Come funziona in pratica
- Puoi seguire le lezioni in modo flessibile e rivederle quando vuoi.
- Hai accesso a simulazioni ministeriali con correzione e analisi degli errori per materia.
- Ricevi indicazioni su come combinare Test di Professioni Sanitarie, semestre filtro ed eventuali test in atenei privati.
- Se hai bisogno di orientamento puoi richiedere una consulenza gratuita con il team Futura.
Risorse gratuite per iniziare a prepararsi
Anche senza un corso a pagamento puoi cominciare a lavorare con materiali accessibili:
- i decreti MUR e i bandi dei singoli atenei, che contengono il programma ufficiale delle materie e la struttura del test;
- i test degli anni precedenti (spesso disponibili sui siti delle università o del CINECA), utili per capire lo stile e la difficoltà delle domande;
- gli articoli del blog Futura su biologia, chimica, fisica e matematica, pensati per il ripasso orientato al test;
- simulatori online gratuiti che permettono di esercitarsi su quiz a risposta multipla;
- community di studenti (gruppi Facebook, Telegram, forum) dove confrontare dubbi e strategie.
Il limite delle risorse gratuite è che sono spesso disordinate, non sempre aggiornate al bando corrente e non ti offrono un percorso strutturato con feedback. Per puntare ai corsi più competitivi – Fisioterapia, Logopedia, Ostetricia – può valere la pena affiancare un percorso guidato.
Vuoi trasformare la preparazione al test in un percorso concreto?
Con un metodo chiaro, simulazioni realistiche e tutor che seguono la tua preparazione puoi puntare a un posto nei corsi più richiesti.
Domande frequenti sul Test di Professioni Sanitarie 2026
Sì. La riforma ha introdotto il semestre filtro per Medicina, ma non ha cancellato il test per le professioni sanitarie. Per Infermieristica, Fisioterapia, Ostetricia e gli altri corsi dell’area sanitaria continua a esserci un test nazionale a risposta multipla, con struttura definita dal MUR.
Il test prevede 60 domande in 100 minuti. La distribuzione tipica è: 4 quesiti di competenze di lettura e conoscenze acquisite, 5 di ragionamento logico, 23 di biologia, 15 di chimica e 13 di fisica e matematica. Ogni risposta corretta vale +1,5 punti, ogni errore -0,4 punti, risposta non data 0.
Inizia almeno 6 mesi prima da biologia e chimica, le materie con più domande, poi integra fisica, matematica, logica e comprensione del testo. Organizza lo studio in fasi (fondamenta → quiz → simulazioni), usa materiali aggiornati al bando e inserisci fin da subito quiz commentati. Ogni 2–3 settimane fai una simulazione completa per verificare i progressi.
Non esiste una soglia ufficiale nazionale. Il punteggio necessario varia per ateneo e per corso. Come riferimento orientativo: per Infermieristica un punteggio intorno a 30 è stato spesso sufficiente; per Fisioterapia e Logopedia servono generalmente punteggi superiori a 50 per essere ragionevolmente sicuri.
Il semestre filtro riguarda l’accesso a Medicina, Odontoiatria e Veterinaria, ma la riforma collega questi corsi alle professioni sanitarie. In alcuni casi chi supera il semestre filtro può essere indirizzato verso corsi affini come Infermieristica o Fisioterapia, senza ulteriori test locali. Il test per le professioni sanitarie resta comunque attivo come canale autonomo.
Puoi ripeterlo ogni anno finché rientri nei requisiti del bando. Molti studenti entrano al secondo tentativo, quando hanno alle spalle più simulazioni, un metodo rodato e sanno gestire meglio l’ansia della prova.
Le materie sono definite dal MUR: biologia (23 domande), chimica (15), fisica e matematica (13), ragionamento logico (5) e comprensione del testo e conoscenze acquisite (4). Biologia e chimica coprono insieme il 63% del test e meritano la maggior parte del tempo di studio.
Non esiste una graduatoria nazionale. Ogni ateneo pubblica la propria graduatoria usando uno di due criteri: per preferenza (la prima scelta ha la precedenza, a parità di punteggio) o per punteggio (il punteggio prevale sull’ordine di preferenza). Il criterio utilizzato è indicato nel bando di ciascun ateneo.






